Francesco Falconi: “i miei scritti? In continua evoluzione”

Ciao Francesco, benvenuto su Cartoonmag.

Salve a tutti!. Sono felice di scrivere sulle vostre pagine.

Francesco raccontaci un po’ di te.

Sono Francesco Falconi, ho scritto tredici libri dal 2006, soprattutto di genere fantastico ma anche un libro di fantascienza (Gothica), e la biografia di Madonna. Ultimamente sono tornare al genere di esordio, quello per i ragazzi, con Evelyn Starr edita Piemme e scritta a quattro mani con Luca Azzolini, mentre a maggio uscirà un nuovo libro per Mondadori, dal titolo Muses

 

Come e quando nasce la tua passione per la scrittura?

Fin da piccolo ho amato tutto ciò che riguardava il fantastico: dai film ai libri. A quattordici anni ho scritto Estasia, che poi ho lasciato in un cassetto e ripreso in età adulta. Nel 2006, poi, è stato pubblicato con l’Armando Curcio Editore. Da quel momento non ho più smesso di scrivere, anche se i miei ultimi romanzi sono molto diversi da quelli di esordio.

Estasia come Evelyn Starr sono libri che si rivolgo ad un pubblico molto giovane dove trai ispirazione per le tue opere?

I due che hai citato sono opere scritte in momenti molto diversi. Quando concepii Estasia avevo 14 anni, Evelyn Starr 33. Comunque, dipende, non esiste un’unica fonte di ispirazione. Di solito tutto ciò che mi circonda mi ispira: eventi, circostanze, anche musica e video.

 

In Underdust la protagonista è una donna determinata e forte, rivedi la protagonista nelle donne di oggi oppure la riconduci alle donne del passato?

Assolutamente il presente. Le donne, protagoniste dei miei libri, sono sempre personaggi molto complessi, sfaccettati e difficili. Seppur con le loro debolezze, amo dei personaggi femminili che siano grintosi e tirino fuori le unghie.

 

Affronti nelle tue opere anche l’amore come Nell’ordine dell’Apocalisse, hai un animo romantico oppure è un piacere trattare di storie d’amore?

L’amore è sempre un perno dei miei romanzi, ma non lo tratto mai in modo scontato. In Underdust c’è un amore che diventa ossessione e vendetta, in Nemesis l’amore negato, prima dai legami familiari e poi dalla stessa natura dei protagonisti. In Muses l’ho descritto da un altro punto di vista, quello della protagonista Alice, una ragazza che è cresciuta con un padre alcolizzato e violento e una madre che non è mai riuscita a dimostrarle affetto. Questo si riflette nel suo modo di porsi verso i sentimenti e le persone che la circondano.

Il leitmotiv delle tue opere è spesso il mistero, l’occulto, sei attratto da ciò che non conosci?

Assolutamente sì. Provo un fascino irresistibile verso l’ignoto, ciò forse deriva anche dalla mia formazione scientifica che mi spinge a trovare una risposta logica a ciò che logico non è. In Gothica, per esempio, ho messo proprio a confronto la fede con la scienza. Nel prossimo Muses, invece, mi sono posto una domanda: cosa accadrebbe se le Muse, al giorno d’oggi, fossero tra noi? Quale sarebbe il loro scopo e come sarebbero mutato il loro modo di influenzare gli uomini?

Ho notato che spesso rievochi gli angeli, hanno un valore importante per te Francesco come persona, al di là di scrittore?

Dipende. In Nemesis gli Angeli sono trattati come commistione tra mito e religione, oltre una vena del tutto inedita. La religione, i fanatismi religiosi, la ricerca dell’invisibile e la speranza sono temi presenti sempre nei miei libri. Ma, sopratutto, parlo anche del libero arbitrio e dell’assoluto diritto di scegliere e sbagliare.

 

Possiamo definirti un autore che guarda al futuro, spesso l’ambientazione delle tue opere si svolgono in un tempo lontano dal nostro….

Forse lo era all’inizio della mia produzione, con Estasia, che aveva i tipici topos del fantasy medioevale. Con Prodigium ho virato sull’urban fantasy, mentre con Underdust, Nemesis ho scelto ambientazioni reali, come Barcellona e Inverness. Muses sarà ambientato a Roma e Londra, ai giorni nostri. Non mi interessa, oggi come oggi, creare dei mondi (nel senso geografico-politico del termine) ma concentrarmi sulla storia e sui personaggi. E poi, città come Roma sono così ricche di mito e di storia che è assolutamente affascinante reinventarli per carlarli nei miei romanzi.

Puoi dirci qualcosa riguardo al progetto Mad for Madonna?

E’ nato tutto per caso. Ero dal mio editore per la consegna di Nemesis, e vidi che avevano appena pubblicato una biografia su Lady Gaga. Domandai perché avessero una biografia su di lei e non sulla regina del Pop, Madonna, di cui sono fan fin da piccolo. Il direttore editoriale mi rispose così: “Ottima osservazione, perché non la scrivi?”. E così è andata.

 

Fra i tuoi tanti interessi so che ti piacciono molto i cosplayer…

Adoro i cosplayers e il mondo che li circonda. Sono affascinato dalla loro passione e passerei ore a fotografarli. Sono sempre presente al Lucca Comics & Games, e da un paio di anni Liz Nemesi Biella si diverte a “trasformarsi” in uno dei personaggi dei miei libri, come Ellen di Nemesis. E’ già arruolata per diventare Alice di Muses, per il Lucca Comics di quest’anno.

Allora la domanda è d’obbligo: se potessi svegliarti domani nei panni di un personaggio di fantasia quale sarebbe?

Oddio domanda complicata. Ce ne sono troppi. Se ti rispondo Alvaro di Fantazoo faccio una figuraccia, che dici? 🙂

Francesco e la tecnologia, un binomio che porta buoni frutti?

Certo che sì. In primis, amo i social network, e grazie al mio blog (www.francescofalconi.it) facebook e twitter riesco a rimanere in contatto con i miei lettori, ogni giorno. Sono un fan di Apple, in modo sfegatato. E poi la tecnologia spesso finisce anche nelle trame dei miei libri. Per esempio, in Muses ci sarà la Musa della Net.Art. Se non sapete di cosa parlo… googlate 🙂

Al momento a cosa stai lavorando?

Dunque, sono alle bozze finali di Muses, che uscirà in libreria il 15 maggio per Mondadori. Un libro che ho tenuto nel cassetto per quattro anni, aspettando di essere pronto per scriverlo. Una storia ruvida, una trama complessa e personaggi che mi hanno tormentato per notti. Adesso è il momento di lasciarlo libero nelle mani dei lettori. E, certo, sto pensando anche a un sequel.

Negli ultimi anni il cinema ha dato una mano per così dire al genere fantasy, vedi il Signore degli anelli, ma oggi come sta il fantasy italiano?

E’ un periodo tosto per tutta l’editore, non solo per il genere fantastico, che ormai ha raggiunto una sua solidità. Gli editori, dai più piccoli ai grandi, credono nelle produzioni di autori italiani, è un dato di fatto. Il fantastico sta evolvendo, forse allontanandosi dagli stereotipi tolkeniani, verso qualcosa di più originale e commistione di generi. Basta lasciare da parte qualche pregiudizio e scoprire il fantastico. Ci sono davvero libri interessanti a giro, anche italiani.

Puoi dare qualche consiglio relativo ad alcuni buoni libri da leggere, magari anche per i nostri giovani lettori under 18?

Per limitarci al genere fantastico, consiglio Stroud e Gaiman, tra gli stranieri, hanno scritto dei libri davvero affascinanti. Licia Troisi, è un nome noto in Italia, e ha scritto saghe molto interessanti. Poi, per uscire dal genere: Un giorno di Nicholls, Il Bambino con il pigiama a righe di Boyle, La strada di McCarthy. E poi classici a me cari, come tutti i libri di Michale Ende. Insomma, la lista sarebbe infinita, davvero.

Una definizione per il tuo stile?

In continua evoluzione ed esplorazione. Adoro le sfide, i cambiamenti e non amo ripetermi.

Vuoi ringraziare o salutare qualcuno?

Adesso, in fase di chiusura di Muses, non posso che ringraziare il mio editor Francesco Gungui e tutto lo staff della redazione Mondadori. Il lavoro che abbiamo fatto è davvero sorprendente. Ma, soprattutto, ringrazio i miei lettori per il continuo supporto e stimolo. E ringrazio Virgola, il mio cane, che mi tiene sveglio durante le mie sessioni di scrittura notturne :).

Commenta questo articolo