Mauro Marchesi: “La creatività oltre i concetti accademici”

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Con piacere oggi CartoonMag ospita il fumettista e chitarrista Mauro Marchesi, benvenuto Mauro!

C’est mon plaisir. E con questo mi son giocato tutto il francese che so!

Partiamo dall’inizio: raccontarci di te, della tua passione che poi è diventata il tuo lavoro e se hai avuto qualche mentore?

Oila, è un po’ lunghetta. Allora, ho cominciato la “carriera” una ventina d’anni fa. Il percorso di studi è forse atipico, nel senso che ho fatto ragioneria. Solo dopo essermi diplomato ho frequentato una scuola di fumetto a Bologna. L’ho scelta perchè c’era uno dei miei autori preferiti dell’epoca come insegnante: Vittorio Giardino. Poi una volta finito il corso ho cominciato a mandare a qualche redazione alcuni mie lavori. All’epoca (primi anni novanta) non era ancora così diffuso internet e con i giri di posta i tempi. Comunque di lì a poco ho ricevuto le prime risposte e mi è stato offerto il primo lavoro a fumetti per la rivista musicale Rumore. Lì ho pubblicato un fumetto sociologico/comico su testi di Fabio de Luca. Si intitolava Generazione M. Poi ho partecipato a un concorso con i Kappa Boys e in seguito ho iniziato a pubblicare come autore completo la mia serie Molecole a Molla sulla rivista comica L’isola che non c’è. Era una specie di fucina di talenti nuovi, per dire c’era Leo Ortolani con il suo Venerdì 13. Da lì  no mi sono più fermato e anzi in seguito alla raccolta delle storie di Molecole a Molla fatta dalla Phoenix di Daniele Brolli ho avuto le prime richieste di collaborazione con Mondadori e mi sono affacciato al mondo dell’illustrazione per ragazzi.

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Come ti sei trovato a mettere mano alle storie per ragazzi?

All’inizio ero molto rigido e impacciato. Non riuscivo a liberami del rigore del tratto fumettistico ma poco a poco ho capito che l’illustrazione ti permette di sperimentare di più e adesso è diventata la mia attività principale, direi.

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Quali sono le tue fonti d’ispirazione, hai non so fumetti, musica, libri… dalle quali ogni volta trai qualche cosa?

Sono abbastanza onnivoro, nel senso che mi piace il cinema, le serie tv, leggere romanzi e saggi, i fumetti ovviamente. Ormai il mio bagaglio culturale è così radicato in me che faccio un po’ fatica a isolare dei singoli pezzi di ” inconscio”. Se proprio devo dire qualche titolo ti direi Paris Texas (il film di Win Wenders con uno dei più bei deserti di sempre) e la sua colonna sonora scritta e suonata da Ry Cooder. Per i fumetti direi Magnus e i fratelli Hernadez, quelli di Love & Rockets. E per i romanzi forse La trilogia della città di K di Agota Kristof. Per le serie tv… son veramente tantissime. Adesso mi piace molto la nuova serie di Sherlock della bbc.

Tom Sawyer

Progetto in coppia con l’architetto Alberto Cipriani a Hong Kong per cui Mauro Marchesi ha scritto e disegnato una storia inedita di Hollywood Bau con cui decorare un palazzo di 12 piani. http://u26brainstorm.tumblr.com/post/5045079495/scandinavian-living-in-aberdeen

Però con la musica hai un rapporto particolare, penso a Peluqueria Hernandez….

Eh si…beccato 🙂 Il progetto Peluqueria da il suono alle storie che mi immagino. Si tratta di colonne sonore virtuali che mischiano tutti i generi che mi piacciono, le mie ossessioni sonore. IL rock’n’roll, la musica lounge degli anni 50 il jazz… fino l al prog rock degli anni 70. Insomma un bel minestrone. Per fortuna che imiei compagni di avventura sono bravissimi e mi seguono nei miei deliri sonori con piacere e divertimento.

Tornando al fumetto, cosa utilizzi per disegnare e cosa stai producendo in questo periodo?

Sono passato completamente al digitale. Utilizzo vari software di disegno e la tavoletta grafica. Questo passaggio tecnico mi ha permesso di sperimentare ancora di più e di ottimizzare i tempi di lavoro. AMO IL DIGITALE! Non mi manca affatto al carta e la presunta poesia dello sporcasi le mani con la china. Dopotutto lavoriamo per la riproduzione non per creare originale da chiudere in archivi vari. Al momemto sto lavorando su vari fronti. Libri per ragazzi, illustrazioni e fumetti per bambini e il mio web comic Area Pioppa 51.

Area Pioppa 51

Giusto, parlami di come nasce l’idea di Area Pioppa 51

Area Poppa nasce dalla mia fascinazione per la zona del delta del Po. Per il Polesine…è un’area geografica che mi ricorda molto le atmosefere raccontate nel film che citavo prima, Paris Texas. Ho cominciato a immaginare cosa può succedere dietro le porte in questi paesi/cittadine dove sembra non accadere mai niente. Poi narrativamente ho sempre trovato interessanti gli autogrill proprio perchè ci passa le persone più disparate e chissà che pezzi di vati si portano dietro. Insomma ho comiciato a rccontare la storia di una ragazzo normalissimo in un posto normalissimo e ho provato a vedere cosa ne veniva fuori. Mi diverte molto scriverlo e disegnarlo. Lorenzo Venturelli, il protagonista è un povero inetto. Ho voluto anche usare questa tecnica narrativa un po’ particolare in cui inserisco spesso notizie (tutte rigorosamente vere) nel flusso della storia. Apparentemente non centrano niente ed è proprio questo il punto: sono tutte le notizie che assorbiamo più o meno consciamente e che ci occpano il cervello, impedendoci di andare avanti con la nostra vita. Preoccupazioni, false speranze, miti assurdi… e intanto la vita sceglie per lui.

Tom Sawyer

Il tuo rapporto con Lupin III, di cui hai realizzato anche il fumetto per Kappa Edizioni…?

E’ un rapporto datato ormai 😀 E’ uscito una decina d’anni fa e mi sono divertito molto a farlo. Ho lavorato con Andrea Baricordi che è uno scrittore che mi piace molto e con cui vado molto d’accordo. Il progetto prevedeva un albo a testa per una selezione di disegnatori italiani che dovevano dare una visione personale al personaggio. E’ un progetto che mi ha portato molta forutna e che ricordo sempre molto volentieri.

Cosa puoi dirci invece riguardo la tua attività come insegnante: quali sono i consigli e gli insegnamenti che dai ai tuoi allievi?

Sto insegnando in due scuole post diploma. Tengo corsi di illustrazione digitale. L’attività di insegnante è una sorpresa: mi piace tantissimo. I ragazzi sono fantastici e lo scambio è continuo e molto profiquo. In sostanza oltre ai lati tecnici cerco di passare loro un atteggiamento di fiducia in se’ stessi e di curiosità. La creatività non può essere incatenata da concetti accademici. La cosa che ripeto di più è: imparate le regole e poi buttatele via.

Qual è la tua visione riguardo al futuro dei fumetti in Italia e il web che ruolo riveste?

 Il fumetto mi pare che non sia mai stato così presente nella vita delle persone. C’è un’incredbile produzione. In realtà economicamente le cose non vanno proprio benissimo ma non ho mai visto uun momento più florido dal punto di vista dell’offerta. Mi pare che il pubblico sia un po’ più attento e meno settario di qualche anno fa. Ci sono dei fenomeni come Zero Calcare che spopolano, ad esempio. E questo mi collega al web che secondo me è probabile diventerà il più grande editore in futuro. Trovo che la possibilità di pubblicare le proprie storie svincolandosi dalle problematiche di una csa editrice tipica sia fantastica.

Vuoi salutare ringraziare o aggiungere altro?

Voglio dire che puoi dare voce alle tue fantasie ignorando i problemi di budget, marketing e comapgnia bella. Se poi il prodotto che hai confezionato funziona allora sono gli editori stessi che ti vorranno pubblicare il libro cartaceo. Ma probabilmente non avresti lo spazioe per raccontare una storia che non ripsetti canoni super testati Voglio ringraziare una persona che per me è stata molto importante all’inizio. Stefano Zampollo. Un fumettista che ha lavorato molto su fumetti per ragazzi e bambini e che mi ha insegnato un bel po’ di cose all’inizio. E ringrazio te per l’attenzione, ovviamente 🙂

Info

Sito: www.mauromarchesi.net/fumetti

Peluqueria hernandez: http://www.joyello.net/peluqueria/

Progetto in Scandinavia: http://u26brainstorm.tumblr.com/post/5045079495/scandinavian-living-in-aberdeen

Intervista di Veronica Lisotti

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