Patrizia Mandanici: il disegno, dalla passione al lavoro

Patrizia Mandanici, professionista del fumetto, messinese di nascita giunge a Milano all’età di 27 anni e da qui disegnare diventa una professione. Cosa puoi dirci dei tuoi esordi?

Che sono stati molto casuali, a Milano non ero venuta per fare la fumettista quanto l’illustratrice, prima di tutto perché avevo un minimo di esperienza in questo campo (venivo da una collaborazione come illustratrice con il settimanale “Avvenimenti”), e poi perché non pensavo che avrei potuto vivere facendo la fumettista, non mi ritenevo ancora a buoni livelli. Invece ho conosciuto Marcello Toninelli che ha visto in me del potenziale come fumettista e mi ha fatto iniziare a lavorare come inchiostratrice per “Dark”; poi ho proseguito disegnando per lui alcune tavole a matita del suo fumetto “Agenzia Scacciamostri” pubblicato su “Il Giornalino”, e così via. Il primo fumetto disegnato e inchiostrato da me (professionalmente) è stato “Billiteri” per “L’Intrepido, su storie di Giuseppe De Nardo (anno1992); da allora ho disegnato per altre testate e riviste varie, sempre su storie altrui.

Cosa rappresenta per te disegnare fumetti?

Adesso dopo tanti anni per me disegnare fumetti non è solo una passione – come lo è sempre stata (e sempre lo sarà) nella mia vita: è soprattutto un lavoro, è quello che mi permette di vivere e poter avere una sicurezza economica – e non è poco. Tutto il mio tempo è dedicato a questo lavoro/passione, nel poco tempo libero che mi rimane leggo libri e fumetti o ne seguo le vicende sul web.

Come nasce la collaborazione con Sergio Bonelli Editore?

Il mio mentore Marcello Toninelli nel 1995 mi spinse a portare i miei lavori in visione ad Antonio Serra, che in quel periodo stava cercando altri disegnatori/trici per “Legs Weaver”; io ero un po’ scettica ma presi appuntamento con Serra, che però conosceva già i miei lavori perché aveva visto “Ossian”, un albo edito dalla Star Comics fino a  poco tempo prima, disegnato da me su storie di Martino Barbieri. Dopo alcune tavole di prova fui presa in pianta stabile alla Sergio Bonelli Editore come disegnatrice di “Legs Weaver”; successivamente sono passata a disegnare “Gregory Hunter”, “Nathan Never” e “Universo Alfa” – sempre per la Bonelli.


Come si svolge una tua giornata tipo?

Mi alzo presto, accendo il computer, passo in rassegna i siti e i blog che seguo, rispondo a qualche mail, poi inizio il lavoro, di solito al computer (ormai la parte al tavolo da disegno è minoritaria). A metà mattinata se serve vado a fare la spesa, poi c’è la pausa pranzo, e subito dopo la passeggiata col mio cane. Tornata a casa riprendo il lavoro, faccio un’altra pausa per la merenda, e poi lavoro fino alle 19 circa. La sera poi la dedico o al riposo (guardando qualche film o serie televisiva) o alla cura dei miei blog. In realtà la giornata lavorativa è spesso spezzata da tante piccole pause per i motivi più vari, anche per impegni casalinghi, proprio per questo non ho un vero e proprio giorno di riposo, più o meno questa giornata tipo si ripete per tutta la settimana.

Quali sono i tuoi strumenti che utilizzi per produrre una tavola?

Per la fase del disegno a matita utilizzo carta normalissima su blocchi A3, da schizzi (da quando lavoro col computer), e matite semimorbide; poi c’è la fase dell’inchiostrazione che da due anni per me è tutta svolta in digitale, al computer (un iMac). Per questa parte del lavoro è necessaria anche una tavoletta grafica (una Wacom Intuos 3) e un software digitale che si chiama Manga Studio; scansiono le tavole a matita e le importo sul computer, le inchiostro con la mia Wacom e le salvo sotto forma di file, pronte per essere stampate.

L’utilizzo del computer e dei vari programmi di disegno è un valido supporto per te o preferisci la cara vecchia matita?

Nessuno mi ha obbligato a passare all’inchiostrazione digitale, per cui sì, ritengo questo metodo per me molto valido, mi ha permesso di avere un controllo maggiore sul mio segno (ho iniziato a vederci sempre meno causa l’avanzare della mia presbiopia, col computer si può utilizzare lo zoom), e soprattutto mi ha posto nuove sfide e mi ha permesso di usare effetti sempre diversi – per me è importante trovare degli stimoli per non rischiare di annoiarmi.

Hai diversi blog su varie piattaforme, La Fumettista curiosa è presente su wordpress, netvibes, anobii, qual è il tuo rapporto con la tecnologia? Che ruolo rivestono le piattaforme 2.0 per chi come te svolge questo tipo di lavoro?

Non tutti i fumettisti amano usare così tanto internet o le nuove tecnologie, e non è detto che per il nostro lavoro questo sia così importante – non se si è già dei fumettisti affermati e con un proprio “mondo” consolidato. Per tutti gli altri però internet ormai è diventato un aiuto indispensabile: anche se non si ha un blog (ma ormai tanti fumettisti ce l’hanno) è normale andare sul web per cercare la documentazione per le proprie storie, o per tenersi informati sui lavori di altri fumettisti, specialmente stranieri.
La velocità di internet permette scambi più veloci, sia per eventuali collaborazioni, sia per informarsi sulle altre arti e cercare così nuovi stimoli creativi. Io amo molto cercare le novità che riguardano il web perché mi diverte, mi incuriosisce vedere come si evolvono le tecnologie, il modo di interagire fra le persone, le possibilità nuove che si hanno sia per esprimersi che per trovare le cose che ci interessano.

Sei anche un’appassionata lettrice, quale genere prediligi? Leggi anche fumetti o manga?

Penso che la lettura di fumetti per una fumettista sia indispensabile come la lettura dei libri per uno scrittore!.  Ho sempre amato i fumetti e continuo a leggerne molti (anche se non tanti come un tempo), ma anche se mi dovessi stufare di queste letture continuerei a spulciare gli albi a fumetti se non altro per tenermi informata – credo sia importante per un professionista del settore conoscere quello che si pubblica in un dato momento. Amo qualsiasi tipo e genere di fumetto, i manga come i fumetti americani di supereroi, il fumetto Disney come quello indipendente, il fumetto francese – e così via. La mia altra passione parallela sono i libri, specialmente la saggistica (adesso, in gioventù ho letto tanta letteratura, specialmente classici): in pratica passerei tutto il tempo a leggere, qualsiasi cosa, questo è quello che faccio nel tempo libero o in vacanza, la cosa che amo di più nella vita.

Nei tuoi blog si troviamo tutorial, penso per esempio a mini lezioni di manga studio, è importante per te interagire con i tuoi lettori? Che rapporto hai con i tuoi fan?

Interagire con i miei lettori (o comunque con chi passa dai miei blog, non tutti appassionati del mio lavoro specifico come fumettista) non è indispensabile per il mio lavoro, lo faccio perché mi piace avere uno scambio di opinioni con altre persone, e in certi casi – con i tutorial o le lezioni – mi fa piacere condividere quel poco che sono riuscita a imparare attraverso il mio lavoro. Spesso girando per il web trovo tante cose utili, informazioni, dati, che vengono condivisi con tutti; nel mio piccolo cerco di restituire un poco di quello che mi è stato dato. E’ vero che ho qualche amico e conoscente che è mio fan, per così dire, più qualche altro appassionato di fumetti Bonelli che apprezza il mio lavoro, ma ognuna di queste persone è diversa e cerco di relazionarmi con loro di conseguenza. Cerco di essere disponibile senza esagerare, il tempo è poco e soprattutto il web è un ambiente artificiale, dove è facile equivocare e far nascere polemiche dal nulla.

Il futuro del fumetto, digitale o su carta?

Entrambi, a mio parere, e anzi credo che bisognerà creare delle sinergie che possano far allargare la base dei lettori, attualmente piccola e in calo. La carta rimarrà sempre importante, e non sparirà, ma certamente il digitale è il futuro, non solo per i fumetti.

A cosa stai lavorando ultimamente?

Ho appena finito di disegnare un albo di Nathan Never che uscirà a maggio, e ne ho appena iniziato un altro che uscirà in edicola l’anno prossimo.

Vuoi fare un saluto?

Sì, un saluto a tutti i lettori di CartoonMag, buone letture e buone visioni!.

Veronica Lisotti: Google+

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