Star Wars: Battlefront – la nostra anteprima!

Abbiamo giocato la Beta di Star Wars: Battlefront. Ecco le nostre impressioni

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Dall’8 al 13 Ottobre DICE e Electronic Arts hanno organizzato una open Beta di Star Wars: Battlefront aperta praticamente a tutti i giocatori desiderosi di provare con mano questo nuovo capitolo della saga, ormai atteso da oltre 10 anni da tutti gli appassionati storici di questo fortunato franchise, fermatosi ni corsa al secondo episodio e poi ripreso in varie occasioni da LucasArts per realizzare degli spin-off dimenticabili.

Con il talento di DICE a disposizione le carte in regola per riportare in auge la saga di Battlefront c’erano tutte, e forse potrebbero ancora esserci, ma il nostro lungo test durato tutto il fine settimana non ci ha fatto esattamente eccitare come volevamo.

Tanto tempo fa…

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Avviando la Beta e connesso l’account PSN ai server di EA ci siamo subito ritrovati nel menù di partenza, condito da diverse sotto-finestre che riportano a varie modalità di gioco, di cui un buon 90% bloccate per ovvi motivi. Il gioco presenta due principali sezioni: Multiplayer e Missioni.

Nella prima ritroviamo diverse modalità votate esclusivamente al gioco online, nella seconda invece spiccano attività legate alla componente single player, che vi anticipiamo già da adesso essere molto scarna come già preventivato diversi mesi fa dagli stessi sviluppatori.

Prima di concedere spazio alla componente multiplayer, spenderemo brevemente qualche parola legata al single player, in modo da chiarire una volta per tutte che il gioco presenterà effettivamente dei contenuti giocabili senza necessariamente essere connessi alla rete.

Il pannello Missioni vede ben tre modalità giocabili anche offline come: il classico addestramento, qui bloccato per motivi di testing, la modalità battaglia, anch’essa bloccata ma che si presume possa permettere di rivivere i contenuti del multiplayer giocando contro i bot, e infine Survival, unica al momento disponibile.

La modalità Survival non è altro che una sorta di Orda vecchio stampo, in cui due giocatori dovranno cercare di difendersi da ondate in costante aumento di nemici. Abbiamo iniziato il nostro test della Beta provando proprio questa modalità, prima da soli e poi in compagnia.

L’unica mappa a disposizione è Tatooine, e non appena abbiamo avviato il titolo l’impatto scenico è stato praticamente folgorante, merito anche di un lavoro di ricercatezza e dettaglio davvero certosino. Suoni, equipaggiamento e nomi rispecchiano fedelmente l’universo fantascientifico di Star Wars e non appena abbiamo messo mano al pad impersonando il nostro Ribelle, ci siamo subito ritrovati immersi nel mondo ideato da George Lucas.

Il nostro obbiettivo come Ribelle è quello di sopravvivere ad almeno a 6 ondate di nemici, rappresentati ovviamente dai Cloni dell’Impero, e dalle loro fedeli armi meccaniche, su tutti gli AT-AT. Il prodotto finale dovrebbe vantare almeno 15 ondate rispetto alle 6 testate in questa fase, ma la sensazione è che in realtà questa modalità sia un mero contentino e difficilmente potrebbe bastare a giustificare un prezzo pieno per molti giocatori che prediligono il gioco solitario. Certo, ci sono anche i selettori della difficoltà per gustarsi una sfida sempre più impegnativa, ma resta comunque un contorno davvero di poco conto.

Le prime sei ondate, se giocate da soli ai primi due livelli di difficoltà si completano in pochi minuti e sono particolarmente semplici, anche se la mappa di Tatooine vanta davvero pochi ripari dal fuoco nemico, e quando si presentano gli AT-AT si è costretti a scorrazzare furiosamente per la mappa per cercare di non farsi colpire. Questo elemento ci ha fatto leggermente storcere il naso, anche se i veri problemi del gioco si sono poi presentati nei contenuti multiplayer, vero fulcro della Beta.

La Battaglia di Hoth

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Come dicevamo in apertura, il lavoro compiuto da DICE nel ricreare le atmosfere di Star Wars non ha davvero paragoni, e basterà infatti avviare la modalità Walker Assault per rendersene davvero conto e restare sbalorditi.

Walker Assault e Drop Zone sono le uniche modalità competitive attualmente disponibili nella Beta, ma è in particolar modo la prima quella che negli ultimi mesi ha generato una certa esaltazione di massa nei fans storici di Battlefront e di Star Wars in generale.

La modalità Walker Assault riproduce abbastanza fedelmente la celebre Battaglia di Hoth vista in Star Wars Episodio V, e vede la base dei Ribelli assediata dall’Impero, intento a debellarli definitivamente impiegando i giganteschi Walker. Questa modalità vede all’attivo ben 40 giocatori simultaneamente, 20 per i Ribelli e 20 per l’Impero.

Oltre a essere essenzialmente uno spettacolo per gli occhi, Walker Assault riproduce fedelmente le atmosfere belliche di una guerra su vasta scala, un marchio di fabbrica a cui DICE ci ha abituato in questi anni grazie alla serie Battlefield. Il problema vero e proprio però è che questo sparatutto si dimostra particolarmente blando, e la modalità Walker evidenzia i principali difetti del titolo, che difficilmente pensiamo saranno risolti in fase di lancio.

Lo scopo dei Ribelli in Walker Assault è difendersi e abbattere i Walker dell’Impero prima che questi distruggano la base di Hoth. L’obbiettivo dei giocatori è quindi quello di disattivare i campi di forza dei Walker e poi bombardarli per vincere la battaglia. Dall’altra invece troviamo l’Impero, il cui obbiettivo è penetrare le difese nemiche e difendere i Walker dagli assalti dei Ribelli. Il problema di tutto ciò è che il gioco è sostanzialmente sbilanciato, e a patto di fare squadra con giocatori davvero esperti, difficilmente porterete a casa una vittoria con i Ribelli, chiaramente in svantaggio a causa dell’enorme potenza di fuoco dell’Impero. Come se il caos della battaglia non bastasse, DICE ha commesso l’errore fatale di non gestire adeguatamente i respawn, e capiterà molto spesso di rientrare in battaglia finendo nelle linee nemiche. Per non parlare poi dei power up sparsi per la mappa, che oltre a dare un netto vantaggio all’Impero, sbilanciano oltre ogni livello l’equilibrio del titolo.

Per farla breve, Star Wars: Battlefront è un gioco dove la meritocrazia non esiste, chiunque può utilizzare i power up sparsi sulla mappa, e chiunque può impersonare quindi anche gli Eroi, in questo caso Darth Vader per l’Impero, e Luke Skywalker per i Ribelli. La decisione di non creare un sistema di ricompense basato esclusivamente sul punteggio è probabilmente l’elemento più discutibile di Star Wars: Battlefront, e questo potrebbe minarne seriamente il futuro.

Sono scelte che proprio da DICE non ci saremmo aspettati, come anche la piattezza generale del gunplay, particolarmente avaro di personalizzazioni e semplicità. Nel gioco completo sarà possibile modificare l’aspetto del proprio soldato, tuttavia gli sviluppatori ci hanno permesso comunque di provare quattro armi, che si spera non siano solo quelle anche nella versione finale.

I tre fucili e il mini-gun laser si possono considerare splendide dal punto di vista della realizzazione, e questo ci permette di riallacciarsi al discorso scritto sopra, ma in termini di diversificazione non brillano affatto. Discorso ben diverso invece per le Star Card, un curioso sistema di skill che permette ai giocatori di creare un set composto da due abilità/armi secondarie. Si tratta di veri e propri perks aggiuntivi che possono offrire bonus temporanei in battaglia, fra i quali spiccano granate, fucili di precisione a singolo colpo e l’utilizzo dei jet pack per attraversare grandi distanze sulla mappa. Questo sistema di perks basato su carte potrebbe indubbiamente svecchiare un gunplay che almeno dalla Beta esprime un certo senso di ripetitività, ma come già ribadito, le vere problematiche sono da ritrovarsi tutte nel bilanciamento e nella poca caratterizzazione dell’arsenale.

La spettacolarità non è tutto

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La seconda modalità che invece ci ha convinti molto di più è Drop Zone. Simile alla modalità “King of the hill” che si trova in tanti sparatutto online, due squadre da 8 giocatori saranno chiamate a difendere dei pod che saranno lanciati sulla mappa.

Oltre a essere più definita in termini di giocabilità, e resa meno snervante grazie a un respawn meno odioso di Walker Assault, la Drop Zone è pensata per incentivare il gioco di squadra, con entrambe le fazioni che si dovranno contendere almeno cinque pod per aggiudicarsi la vittoria. Ogni pod catturato si aprirà e rilascerà dei power up randomici per la squadra.

E’ da premettere inoltre che la mappa presenta dimensioni più ridotte rispetto a Hoth, e questo rende gli scontri molto più compatti ed equilibrati fra le due fazioni. Se Walker Assault punta alla spettacolarità scenica sminuendo di fatto il gunplay, Drop Zone invece fa l’esatto opposto, risultando assai più convincente ma più ancorato al canone classico degli sparatutto.

Grandissima incognita invece per quanto riguarda i veicoli spaziali, che a quanto pare non saranno elementi presenti di partenza nello scenario, ma saranno legati sempre all’utilizzo dei power up (solo in Walker Assault). E come detto sopra, il fatto di aver reso randomici i power up non ci ha permesso di provarli appieno, rimandando l’eventuale test direttamente alla modalità loro dedicata, che sarà disponibile nel prodotto finale.

Il nostro parare sulla Beta di Star Wars: Battlefront

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La Beta di Star Wars: Battlefront per quanto sia dal punto di vista tecnico davvero grandiosa grazie al frostbite engine, ci ha lasciato comunque più dubbiosi che convinti del lavoro di DICE. Trattandosi di uno sparatutto sviluppato da un team capace come DICE, ci aspettavamo una maggior cura nel gunplay, forse fin troppo semplice e con dei deficit di non poco conto alla struttura. Problemi che in un titolo pensato per essere fruito principalmente online potrebbero influenzarne negativamente il futuro, e che difficilmente saranno rivisti in fase di lancio.

Permangono inoltre i dubbi sulla qualità e la quantità dei restanti contenuti rapportata al prezzo pieno del titolo, ma siamo certi che oltre a Walker Assault, difficilmente il gioco sarà capace di offrire battaglie competitive uniche nel loro genere. A giudicare dai contenuti bloccati presenti nella Beta, le restanti modalità sembrano rifarsi a quelle dei titoli competitivi odierni, ma con l’ovvia variazione a tema Star Wars.

Encomiabile invece la direzione artistica, probabilmente il più grande fiore all’occhiello del gioco, ma anche il principale mezzo che siamo sicuri coinvolgerà e divertirà tantissimi. Perchè bisogna comunque ribadirlo, tolti i problemi sopra elencati, Star Wars: Battlefront cerca, con qualche compromesso, di divertire i giocatori.

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