Street Fighter V: Recensione

Street Fighter V. Il Re dei picchiaduro torna con il suo quinto capitolo. Ecco la nostra recensione

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  • Nome completo – Street Fighter V
  • Piattaforme –  Playstation 4/PC
  • Producer – Capcom
  • Developer – Capcom
  • Distribuzione – Digitale/Cartuccia
  • Data di uscita – 16 Febbraio 2016

Dopo le numerose riedizioni che hanno visto protagonista il controverso Street Fighter IV spopolare fra PS3, PC e Xbox 360 nel corso di questi anni, per Capcom è finalmente giunto il momento di rinnovare definitivamente la serie con un capitolo nuovo di zecca pensato appositamente per gli hardware di nuova generazione.

Si tratta inoltre di un nuovo capitolo sviluppato e distribuito in modo atipico, visto che le pessime condizioni finanziarie in cui versa Capcom hanno permesso a Sony di “intrufolarsi” nello sviluppo e staccare un biglietto d’esclusiva per la sua ammiraglia, Playstation 4, e il PC. Pensato innanzitutto per console e un pubblico più mainstream del solito, Street Fighter V è pronto a rivoluzionare ancora una volta i picchiaduro e a far discutere i giocatori. Ecco la nostra recensione!

Picchia che ti passa

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Fatte le dovute premesse passiamo ora al compito più difficile, ovvero recensire Street Fighter V senza che il nostro ardore da videogiocatore prenda il sopravvento sulla nostra controparte critica. Parlare di questo picchiaduro non è il compito più facile al mondo, merito anche di una scelta distributiva che per diversi mese ha generato discussioni di vario genere sui forum, spaccando per l’ennesima volta l’utenza.

Quello che infatti ci accingiamo a recensire è lungi dall’essere lo Street Fighter più completo sul mercato. Si tratta in realtà di un semplice “start” da cui Capcom dovrà guardarsi bene le spalle per i prossimi mesi, o persino anni. Nonostante siano trascorsi quasi due anni dalla prima presentazione del gioco il colosso giapponese ha infatti deciso di proporre Street Fighter V sul mercato in una forma praticamente basica, simile a una Beta ma con il gameplay efficiente al 100%, mirando quindi esclusivamente alla competitività nuda e cruda. Dietro questa decisione potrebbero esserci diverse motivazioni, le più plausibili sono le scadenze da rispettare in accordo con Sony e l’imminente Capcom Pro-Tour (i giocatori dovranno pur allenarsi no?).

In sostanza acquistando una copia retail o digitale che sia su PS4 o PC, vi ritroverete a fare i conti con un gioco al momento poverissimo di contenuti, con all’attivo ben sedici lottatori, la classica competizione online, la modalità sopravvivenza, l’Allenamento dove affinare le proprie abilità di lotta, e una sorta di pre-modalità storia davvero discutibile di cui parleremo a breve. Il Negozio e la modalità Sfida dovrebbero essere attive entro il mese di Marzo, mentre per l’estate è previsto il vero pezzo forte, una modalità Storia completa che racconterà le vicende dei vari personaggi in questo nuovo capitolo. Sempre entro il 2016 dovrebbero arrivare altri sei lottatori acquistabili con le monete di gioco (Fights Points) e gli Zenny, una valuta ottenibile convertendo una precisa somma di credito reale. L’obbiettivo di Capcom è abolire definitivamente i suoi discutibili rinnovamenti a prezzo pieno per puntare a una crescita vera e propria del gioco assieme alla community partendo per l’appunto da questa base attualmente presente nei negozi. Visto l’andamento odierno e una pressione perennemente in crescita del mercato digital questa decisione di distribuire il gioco in questa forma non ci dispiace, ma è il prezzo pieno imposto a crearci invece delle perplessità. Vista la penuria di contenuti iniziali sarebbe stato ideale scegliere una fascia di prezzo ridotta, in linea con quanto fatto da Nintendo con il suo Splatoon, venduto a prezzo budget per via dei pochi contenuti disponibili al lancio.

Analizzando i pochi contenuti disponibili al momento c’è davvero poco da dire. La pessima modalità storia è stata chiaramente realizzata con una certa fretta, tanto da essere strutturata con un prologo e una fine nel cui intermezzo troviamo circa due o tre scontri. A deludere ulteriormente ci pensano proprio le tavole realizzate dal buon Bengus, artista storico della serie che per l’occasione si è impegnato giusto a realizzare dei disegni appena abbozzati. Decisamente fuori dall’ordinario e sprecate visto il talento dell’artista.(evidentemente la paga non sarà più quella di un tempo)

La modalità Sopravvivenza dovrebbe temporaneamente (e si spera) rimpiazzare la modalità Arcade che purtroppo è assente a causa della pubblicazione diretta del gioco su console, tuttavia avremmo da ridire anche in questo caso. La modalità in questione è caratterizzata da diversi livelli di difficoltà crescente, ma abbiamo notato un certo impegno da parte di Capcom nel renderla particolarmente ostica fin dalle basi. Abbiamo ragionato un po’ sulla questione e a tutti gli effetti siamo giunti alla conclusione che forse il piede sull’acceleratore della difficoltà è stato impostato per la presenza di contenuti da sbloccare ( i colori dei personaggi), che manco a dirlo si possono ottenere anche spendendo soldi reali quando il Negozio sarà disponibile. E visto che tutto ha sempre un senso, ottenere i Fights Point non è affatto semplice, e dopo aver terminato la Modalità Storia e la Sopravvivenza con tutti i relativi personaggi sarà necessario confrontarsi obbligatoriamente con altri giocatori online per ottenerne altri. Semplice coincidenza o un chiaro tentativo da parte di Capcom di implementare le controverse meccaniche dei free-to-play all’interno del gioco? Per ora non azzardiamo nulla e rimandiamo la risposta a questo interrogativo quando il Negozio aprirà finalmente i battenti.

E’ lui il vero Re dei picchiaduro?

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Se non fosse stato per la natura del gioco e la lunga e fortunata eredità che si porta sulle spalle, questo Street Fighter V sarebbe stato bocciato praticamente da subito, ma noi vogliamo concedergli un grosso merito: è assolutamente divertente!

Si, perché se fino ad ora avevamo discusso dei contenuti e la loro discutibilità rapportati al prezzo di lancio, dall’altra troviamo un gameplay davvero appagante, stravolto quasi fin dalle basi e pensato questa volta per una fetta d’utenza più ampia, cercando quindi di diffondere il “verbo” degli e-sports anche nelle case di chi non ha mai cercato la competizione per ovvie ragioni.

Diciamocelo, Street Fighter IV e tutte le varie revisioni sono sempre state pensate per l’utenza hardcore, di quelle che da sempre privilegiano le competizioni e quindi disposte a confrontarsi con un combat system all’atto pratico davvero difficile da apprendere per un neofita del genere. Con la diffusione sempre maggiore dei picchiaduro meno articolati Capcom ha deciso di rivedere il suo sistema di combattimento a sei tasti rendendolo di fatto meno frustrante nell’esecuzione e più semplificato. Le new entry di questo nuovo capitolo sono infatti rappresentate dal V-Trigger e la V-Skill.

L’introduzione di questi due elementi nel gameplay ha permesso a Capcom di personalizzare ulteriormente gli stili dei propri lottatori, rendendoli questa volta davvero unici. Persino Ryu e Ken, da sempre considerati una copia dell’uno e dell’altro, ora sono del tutto differenti. Sparito il vecchio “Focus” di Street Fighter V, ora premendo i relativi tasti del pugno medio e il calcio medio ogni lottatore può eseguire una mossa specifica che può influire sulle sorti dello scontro. Uno dei nostri lottatori preferiti è stato, manco a dirlo, proprio Ryu, forse quello più equilibrato del roster, unico al momento capace di utilizzare come V-Skill la parry. Il V-Trigger invece è rappresentato da una barra che si carica a ogni colpo subito. L’attivazione del V-Trigger può dar vita a diversi effetti in base al tipo di lottatore: nel caso di Ryu per esempio si ottiene un potenziamento di tipo statico alle tecniche, ne consegue anche una versione differente dell’Hadouken. Altri invece come Nash possono integrare il V-Trigger nelle proprie combo, teletrasportandosi nel momento giusto alle spalle del nemico, mentre un caso unico è dato per Necalli, la cui aggressività e l’aspetto fisico cambia perennemente una volta attivato. Le vecchie Super inoltre lasciano il passo alle Critical Arts, rese ancora più spettacolari rispetto al passato, i cui effetti possono essere anche influenzati dal V-Trigger. Eseguirle tuttavia adesso è più semplice perchè spariscono le complesse combinazioni a link dei tasti, e di conseguenza tolto qualche personaggio ancora artificioso come magari può essere Vega, il tutto è stato semplificato per dare agio anche ai neofiti di potersi divertire con il sistema di combattimento.

Se in passato quindi avete divorato ogni singola combo apprezzando tra le altre cose tutta la profondità di un sistema di combattimento che ancora oggi potrebbe fare scuola per la sua immensa caratterizzazione, con Street Fighter V vi ritroverete a dover fare un grosso passo indietro e riflettere con quale personaggio intraprendere la nuova scalata alla classifica. Tutto è cambiato, e per fortuna tutto è cambiato decisamente per il meglio.

Se non fosse stato per i problemi iniziali al day one, il netcode si sta dimostrando stabile, e a patto qualche disconnessione improvvisa dai server durante il nostro lungo stress test siamo riusciti a “dialogare” anche con giocatori asiatici senza eccessivo lag. I rage quit tipici di chi non ama subire fredde sconfitte al momento non sembrano essere soggetti a delle penalità, ma Capcom ha già promesso dei provvedimenti in merito ai casi più seriali. Da lodare infine la presenza del cross-play fra PC e Playstation 4, che unisce finalmente due community a loro modo distanti.

Bello, ma non troppo…

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Da un punto di vista esclusivamente tecnico e artistico Street Fighter V ci ha convinti, ma con qualche giusta riserva. Proprio come già accaduto con Tekken 7 anche Capcom ha deciso di abbandonare un motore grafico proprietario (MT. Framework) per adottare l’Unreal Engine 4, dimostrando per l’ennesima volta di aver rilasciato il codice frettolosamente senza dedicarsi alla rifinitura di alcuni aspetti. Non sappiamo come il gioco se la cava su PC, ma su Playstation 4 ritroviamo degli scenari piuttosto avari di dettagli, diversi bug grafici nei modelli poligonali e una resa grafica generale non poi tanto “next gen”. Queste imperfezioni tecniche non vanno certamente attribuite alla console, ma alla troppa fretta degli sviluppatori di mette in commercio il gioco il prima possibile.

Commento finale

Street Fighter V è in sostanza un picchiaduro di ottima fattura, fra i migliori attualmente disponibili su Playstation 4 e PC, ma purtroppo l’assenza di contenuti al day one non ci permette di premiare a pieno l’ottimo lavoro svolto da Capcom per rendere finalmente il gioco accessibile a una massa d’utenza ancora più vasta rispetta al passato. A chi consigliare quindi l’acquisto di questo Street Fighter V? Sinceramente allo stato attuale delle cose ci risulta difficile consigliare l’acquisto ai neofiti del genere, visto che al medesimo prezzo di lancio si possono trovare altri titoli di medesima qualità a prezzi più accessibile, allo stesso tempo però si tratta del titolo perfetto per gli affamati dei picchiaduro disposti a tutto pur di consumare i tasti del pad. Se siete davvero dei grandi appassionati del genere, o della serie, e la vostra attenzione è tutta diretta alla competizione online, allora non ci dilungheremo tantissimo, fatelo vostro senza problemi perchè non ve ne pentirete.

VOTO: 7.5

🙂

-Combat system frenetico, spettacolare e semplificato-

-Roster variegato-

-Il netcode è stabile-

-Cross-Play fra PS4 e PC-

-Bello tecnicamente…

🙁

…ma non sbalorditivo-

-Davvero pochissimi contenuti, e non di qualità-

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