AeternoBlade II: L’immobilità del tempo

Una profonda delusione tecnica: AeternoBlade II è il ritorno poco ispirato di una saga ormai superata. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – AeternoBlade II
  • Piattaforme – PS4, Xbox One, Nintendo Switch
  • Developer Corecell Technology
  • Publisher – PQube Games
  • Distribuzione – Digitale, fisica
  • Data di uscita – 11 Ottobre 2019
  • Genere – Action RPG
  • Versione Testata – PS4

Uscito per la prima volta nel lontano 2014 su Nintendo 3DS, AeternoBlade non fu accolto troppo bene né dalla critica né dal pubblico. Le cause del primo flop furono molteplici, come una realizzazione poco ispirata, una direzione non memorabile ed una storia non troppo coinvolgente.

A distanza di cinque anni, dunque, il team di Corecell Technology ha deciso di darsi una seconda possibilità e di provare la strada del sequel. Pensato inizialmente per Nintendo 3DS e Playstation Vita ma confermato poi per le pubblicazione home console (Playstation 4, Xbox One) e PC, AternoBlade torna con il suo secondo capitolo canonico, pronto ad essere nuovamente giudicato dal grande pubblico.

L’universo di AeternoBlade

La storia riprende esattamente da dove l’abbiamo lasciata: AeternoBlade II si svolge difatti seguendo il filone del primo titolo canonico, presentando ovviamente una nuova storia (seguito dalla precedente) ed offrendo spunti interessanti con la presentazione di nuovi personaggi, seppur secondari e non del tutto necessari al proseguimento della trama.

È proprio in questo che AeternoBlade II presenta le sue prime criticità: se non si ha avuto la possibilità di giocare al capitolo precedente, il seguito non darà la possibilità di recuperare informazioni poiché in alcun modo verranno forniti riassunti utili alla comprensione generale della lore e degli eventi che hanno portato i protagonisti al punto di dover nuovamente imbracciare le armi. La prima scena è dominata dalla protagonista, Frejya, che dovrà nuovamente combattere contro le forze del male che per l’ennesima volta hanno deciso di attanagliare la cittadina di Ridgerode. 



Per poter avere anche solo la possibilità di vivere in un mondo migliore, Frejya incrocerà nuovamente il suo cammino con gli oramai conosciuti Bernard e Felix, comparsi ovviamente anche nel primo capitolo. Come da consuetudine, tutti i poteri sono collegati alla manipolazione ed alterazione del tempo, potere che il villain del titolo vuole per sé. Attraverso abbondanti cliché e temi ridondanti, la trama scorre non troppo agevolmente e arriva alla fine attraversando pochi momenti topici e memorabili.

La differenza di stili

Probabilmente il gameplay è l’unico elemento che vi farà apprezzare un po’ di più un titolo sinceramente trascurabile. Tre sono i personaggi, e si può dire che tre siano gli stili di gioco che sarà possibile provare durante una partita ad AeternoBlade II. Frejya presenta poche differenze con il primo capitolo, risultando dunque nel solito personaggio perfettamente bilanciato in forza e velocità, contrapposta a Felix e Bernard che invece sono capaci l’uno di muoversi a forti velocità a discapito della forza, l’altro a sfoggiare una forza bruta senza eguali a discapito dell’agilità (i cliché si sentono anche in questa scelta).

Allo stesso modo il trio avrà a disposizione armi differenti, e queste stesse armi permetteranno di approcciarsi in modi sempre più creativi alle situazioni più disparate.



I combattimenti  non riescono a contribuire molto ad innalzare l’asticella del titolo. Questi hanno un feeling pessimo e sebbene rappresentino gran parte delle ore di gioco sono anche la parte che più tenderete ad odiare.

Il gioco offre la possibilità di attaccare il nemico dal basso, frontalmente ed in aria. Sarà possibile scagliare attacchi speciali ogni qualvolta la barra avrà raggiunto il suo massimo. Ci muoveremo principalmente orizzontalmente, in una sorta di atmosfera 2D che si trasformerà in 3D in alcuni momenti specifici del gioco (solitamente contro un boss). La parte 3D soffre di numerosi problemi, tra i tanti una scarsa gestione della telecamera e del sistema di targettamento.

I tre personaggi, sebbene in possesso di tre armi diversi, paiono differenziarsi solo per quanto riguarda il comparto estetico: monotonia e ripetitività sono all’ordine per ogni scenario. Unico punto più interessante è la possibilità di manipolare il tempo, potendo così riavvolgerlo, distorcerlo e così via.

Il gioco dunque alterna fasi di combattimento (dalle classiche modalità Action JRPG) a fasi puzzle, con rompicapo differenti ed infine accattivanti. È solo grazie ai puzzle che il gioco si smuove della sua monotonia e si spoglia della sua mediocrità. Solo in questi momenti percepirete una differenza fra i tre personaggi, dovendo infatti applicare a dovere le differenze che li contraddistinguono, scegliendo un’abilità piuttosto che l’altra. Senza dubbio un buon lavoro, sebbene lontano anni luce dalla perfezione di cui avrebbe avuto bisogno per rendere trascurabili gli altri difetti del gameplay.

La nuova generazione che arranca

La realizzazione tecnica di AeternoBlade II lascia intendere appieno la nascita del titolo su console portatile (Playstation Vita e 3DS). Posticipare l’uscita per poter dedicare più tempo al perfezionamento della tecnica non è servito a nulla, poiché il gioco si presenta marcio dalle fondamenta. Parole dure, ma condivisibili dopo i primi pochi minuti di gameplay e le prime cutscene del gioco.

modelli dei protagonisti sono poco dettagliati, con texture che fanno fatica a caricarsi ed ambienti poco profondi, quasi bidimensionali. Molti di questi si ripetono, forse riciclati, e comunicano così un forte senso di monotonia all’intera produzione.

La recitazione dei vari personaggi si aggira attorno a livelli molto bassi. Questi difficilmente cambieranno espressione o tonalità di voce, appiattendo di molto anche gli unici (e rarissimi) momenti topici.

Il comparto sonoro gode di una buona orecchiabilità dalle classiche tonalità da gioco di ruolo alla giapponese. Il doppiaggio in lingua inglese è decisamente approssimativo, ma quantomeno orecchiabile.
Il problema sorge nel momento in cui si parla della traduzione in italiano. Interi menu non sono stati tradotti (la schermata di caricamento reca un incompleto Caricamento in) lasciando intatti nomi in inglese. I dialoghi si presentano con una traduzione completamente a caso e priva di qualsivoglia tipo di rispetto per i bravissimi team di traduttori che sicuramente avrebbero compiuto un lavoro più che eccelso, ma che sono stati evidentemente accantonati in virtù di una traduzione automatizzata sicuramente meno dispendiosa dell’ingaggio di un esperto.

Commento Finale

AeternoBlade II è un gioco che trascina con sé i difetti del suo predecessore. Il titolo presenta evidenti punti deboli frutto di una realizzazione tecnica poco adeguata. Consigliabile solo ai fan e solo agli appassionati di giochio rompicapo e jrpg.

 



5.5

VOTO FINALE

5.5/10

Pros

  • Buona diversificazione dei puzzle
  • Boss discreti

Cons

  • Pessima realizzazione tecnica
  • Doppiaggio inadeguato
  • Eccessivamente monotono
  • Poco innovativo rispetto il predecessore

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