Animus Stand Alone – Recensione (Switch)

Dalla scena mobile arriva Animus Stand Alone, un soulslike che vi sorprenderà. Ecco la nostra recensione!

  • Titolo completo: Animus Stand Alone
  • Piattaforme: Android, iOS, Nintendo Switch
  • Producer: Tenbirds
  • Developer: Tenbirds
  • Distribuzione: Digital
  • Data di uscita: 24 Dicembre 2018 (Switch)
  • Genere: RPG / Action
  • Versione testata: Switch

Direttamente dai meandri del mobile, su Nintendo Switch fa il suo esordio Animus Stand Alone, un vero e proprio soulslike tanto sfacciato nel trasporre il concept della fortunata serie di Dark Souls di From Software, quanto intrigante per i valori tecnici e artistici sfoderati per l’ambiente in cui si muove: il mondo dei giochi su cellulare.

Sviluppato dalla software Tenbirds, Animus Stand Alone è un grande tributo al lavoro con il quale Hidetaka Miyazaki e From Software hanno intrigato per anni le community videoludiche di tutto il mondo. In un mercato mobile, denso di piccole produzioni che, hanno adottato un modello amato e odiato come quello free-to-play, lo studio coreano decide di lanciarsi in una produzione Premium a pagamento, mettendo da parte le invasive microtransazioni, atte unicamente a destabilizzare un gameplay che, proprio come la serie Souls, costruisce la sua difficoltà in base alla bravura del giocatore puntando tutto sul bilanciamento delle meccaniche.

Dopo aver conquistato la critica su mobile, Animus giunge anche su Nintendo Switch al costo di appena 8,99 Euro, andando ad arricchire una libreria digitale che negli ultimi mesi ha regalato non poche soddisfazioni ai possessori della console ibrida della casa di Kyoto.

Come sarà andato il porting su Switch? Scopritelo nella nostra recensione!

Un Souls mobile

Animus Stand Alone inizia letteralmente in media res, mettendoci nei panni di un cavaliere che vaga solitario per le lande di un mondo dalle tinte dark fantasy, all’apparenza consumato da una piaga che ha dato vita a creature di ogni genere.

Come la serie da cui eredita le sue meccaniche, anche la narrazione è figlia di un “non detto” che funge però da semplice cornice al gameplay, con piccoli approfondimenti testuali ad accompagnare le brevi missioni del gioco.

Diciamocelo senza troppi giri di parole: la trama di Animus è un pretesto funzionale a mettere in scena delle dinamiche di gioco ben più interessanti di tutto il resto, dove ancora una volta a farla da padrone sono i nervi saldi e un pizzico di abilità nel sapersi destreggiare tra parate, schivate e fendenti messi a segno con il giusto tempismo.



Se nella versione mobile l’interfaccia del gioco si rifaceva a quella tradizionale touch, con le icone sparse sullo schermo a designare le azioni del nostro avatar silente, nel porting su Switch lo sviluppatore ovviamente ha riadattato la mappatura dei controlli touch a quella dei due Joy-Con, relegando i tasti frontali ad azioni come parata, schivata e fendente, e quelli dorsali all’utilizzo degli oggetti curativi.

Il sistema di controllo è stato quindi riadattato perfettamente alla struttura di un tradizionale controller fisico e il tutto risulta molto godibile.

Per quanto riguarda la struttura ludica vera e propria, Animus riflette quella dei giochi mobile mordi e fuggi: stage brevi con una valutazione fino a tre stelle, con un boss finale da sconfiggere e un bottino che consiste in nuove armi e armature, o materiali per il potenziamento dell’equipaggiamento.

Il sistema di combattimento replica le dinamiche dei Souls, mettendo spesso il giocatore con le spalle al muro nei livelli più avanzati, con i nemici pronti ad accerchiarlo. Tutto si basa sulla necessità di studiare i loro pattern di movimento, tenendo i riflessi pronti per quando poi bisognerà contrattaccare. A rendere la progressione più varia ci pensano poi tutta una serie di armi, ognuna divisa per classi, in questo caso molto affini a Monster Hunter; troviamo lance giganti con scudi, doppie spade, spadoni o addirittura delle doppie lame da avambraccio con bocche da fuoco.

Ognuna di queste classi garantisce non solo varietà nel combat system,  ma permette di sperimentare anche stili di gioco diversi: alcuni più votati all’azione, altri invece pensati per essere più passivi.

A penalizzare una progressione tendenzialmente ripetitiva è proprio il level design, costretto a scontrarsi con dei limiti di progettazione evidenti: le mappe si replicano più volte e peccano per cura nel dettaglio. Il mondo di Animus infatti è una terra arida, un deserto popolato unicamente da cavalieri corrotti e mostri spietati, ed è proprio su di essi che il design del titolo garantisce un colpo d’occhio molto più efficace, evidenziando una ricercatezza insolita rispetto ad altri cloni di questo genere, spesso anonimi.

Bello, ma non troppo

Giudicare il comparto tecnico di Animus è una bella sfida: nell’ottica prettamente mobile, il titolo sfodera dei modelli molto curati che si alternano a scenari piuttosto blandi per cura e realizzazione. Nel porting su Switch tutto ciò deve confrontarsi ovviamente con una concorrenza più spietata, ma tenendo in considerazione il suo prezzo di lancio, sembra anche un po’ ingiusto penalizzarlo fino in fondo.

Oltretutto la conversione risulta pienamente promossa in termini di stabilità e controllo, risultando indubbiamente più apprezzabile proprio in modalità portatile, ambiente nel quale il titolo garantisce comunque un buon colpo d’occhio grazie allo schermo del tablet.

Commento finale

Animus Stand Alone è una piccola perla che, se nel mondo mobile poteva risultare un po’ frustrante da giocare a causa dei controlli relegati al touch, su Nintendo Switch il titolo di Tenbirds lima quel suo difetto offrendo a meno di 10 Euro un prodotto longevo e divertente, dove l’abilità del giocatore verrà messa a dura prova.

Siamo lontani dai tecnicismi di un vero Dark Souls, ma la struttura messa in piedi dallo sviluppatore merita di essere assolutamente provata. Inoltre la conversione è quasi impeccabile. A quel prezzo risulta difficile pretendere di più.



7.9

VOTO FINALE

7.9/10

Pros

  • Gameplay appagante e divertente
  • Ottima conversione da mobile a console
  • Prezzo accessibile
  • Buona modellazione dei personaggi...

Cons

  • ...ma il resto è molto blando
  • può risultare ripetitivo

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