Blackout: Di Gianluca Morozzi – Recensione

Blackout. Una premessa claustrofobica, tre personaggi rinchiusi in ascensore, ferma per un improvviso blackout, in piena estate, in una Bologna di periferia deserta e inospitale

Non ero attratto lo confesso ma, fin dalle prima righe, sono rimasto rapito dalla capacità dell’autore di tratteggiare i personaggi, gli incroci e le casualità che li portano a ritrovarsi, in modo statisticamente improbabile, all’interno di un’ascensore che diventerà il loro inferno personale.

Un serial killer, una cameriera di un bar del centro e uno studente innamorato, tre improbabili piccoli universi che convergono forzatamente in una cassa di acciaio di pochi metri quadri.

L’aria che scarseggia, niente cibo o liquidi disponibili, le fobie e i drammi personali che lentamente prendono il sopravvento.

L’autore e’ bravo a tratteggiare i personaggi raccontando le storie dei singoli e le tracce che li porteranno ad incontrarsi.



Il primo è uno stimato professionista dell’intrattenimento con una seconda natura da folle serial killer, di seguito una studentessa lavora in un locale del centro gestito da un luridissimo personaggio. Infine uno studente innamorato che finalmente ha trovato il modo di scappare con la sua amata da una città infernale che li sta annullando.

Una discesa all’inferno che si risolverà in maniera inaspettata.

Dialoghi tesi, descrizione di scenari e stati d’animo dei personaggi assolutamente realistiche che, all’improvviso, ti trascinano di pagina in pagine nell’urgenza di sapere, capire anche solo immaginare i possibili sviluppi della storia.

Un thriller? Forse, un horror? Potrebbe essere, un giallo? Perche’ no?.

Inutile tentare di limitare il respiro del romanzo con delle banali etichette.

Leggete, entrate in quell’ascensore anche voi, siate il quarto personaggio del racconto, respirate a fatica l’aria residua che vi lascerà disponibile, brancolate al buio, o quasi, sforzandovi di trovare una via d’uscita dalla bara, ma soprattutto raccogliete la sfida che l’autore implicitamente vi lancia. Riuscirete, prima della fine, a capire chi ma soprattutto il perché?.

Buona lettura dal vostro Bibliotecario

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