Blade 2: The Return of Evil – il male rinasce su Nintendo Switch

Su Nintendo Switch arriva la conversione dell’incredibile gioco mobile Blade 2: Return of Evil. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – Blade 2: Return of Evil
  • Piattaforme – Switch
  • Developer Action Square
  • Publisher – Action Square 
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita – 18 Giugno 2019
  • Genere – Action/RPG

Dopo essere approdato sui dispositivi mobile, trasformandosi in un benchmark grafico pensato per spremere al massimo le qualità dell’Unreal Engine, Blade 2: Return of Evil è approdato a sorpresa nei giorni scorsi anche su Nintendo Switch, con un porting che ha visto lo studio coreano Action Square impegnato a rivederne la struttura di gioco.

Il titolo infatti nasce per essere un free-to-play, e neanche tra i più riusciti in questo senso, poiché alla base vi è una filosofia di sviluppo estremamente radicata nella concezione del mercato mobile coreano: spremere fino al midollo le tasche dei giocatori, pena un grinding davvero eccessivo per portare a casa la vittoria.

Per l’arrivo su Switch gli sviluppatori hanno quindi riadattato la loro formula, trasformando il modello di vendita in un tradizionale buy-to-play, dal costo di 22 Euro, privato delle microtransazioni, ma anche della componente multiplayer.

Dal canto nostro, appena abbiamo scovato l’icona sul Nintendo eShop di Switch, ci siamo immediatamente prodigati per entrare in contatto con lo sviluppatore, il quale ci ha gentilmente fornito un codice per poterne discutere con cognizione di causa.

Reduci quindi da quasi 20 e passa ore di stress test, siamo qui per dire la nostra su Blade 2: Revenge of Evil.

Un Diablo estremamente action

Blade 2: Return of The Evil appartiene a quella schiera di titoli che vogliono a tutti i costi cercare di trasmutare in contesti mobile le dinamiche da dungeon crawler con visuale dall’alto. In poche parole? L’ennesimo clone di Diablo tarato sulla già citata filosofia coreano, caratterizzato da una venatura stilistica estremamente sgargiante, con donne tradizionalmente molto pettorute e molto poco vestite. Probabilmente vi sarà già capitato in passato di incrociare Blade in qualche vecchia inserzione pubblicitaria su YouTube, magari colti anche da un certo interesso verso un comparto tecnico discretamente interessante.

Con una Nintendo Switch che ha già accolto con successo Diablo 3 nella sua forma definitiva, vi diciamo fin da subito che Blade 2 si pone come una versione sfigata dell’opera Blizzard, poiché pur ereditandone le classi e la visuale dall’alto, è penalizzato da una struttura di gioco che segue i canoni dei giochi mobile: ogni stage dura sui 5 minuti circa, con le tre stellette finali, una per ogni obiettivo di completamento extra.

Nulla di realmente nuovo dunque, con i sei atti della storia spalmati in stage dalla difficoltà crescente che viaggia di pari passo con una delle classi scelte all’inizio dell’avventura. Abbiamo quindi il classico Gladiatore, l’Assassina, lo Stregone e infine Il Combattente.



Le quattro classi tendono a proporre una una progressione piuttosto lineare, tra skill passive, attive e mosse speciali che si sbloccano dopo aver raggiunto un determinato livello. Non esiste la possibilità di specializzare il proprio personaggio e differenziarlo da altre build, l’unica variabilità è data dalle abilità speciali di attacco affidate ai tasti dorsali.

Come detto in apertura poi, Blade 2 nasce come un free-to-play pensato per estorcere più denaro possibile dalle tasche degli utenti, riflettendosi di conseguenza su un livello di difficoltà artificioso pensato per ripetere ossessivamente i livelli nel tentativo di recuperare equipaggiamenti migliori e salire di livello. Nella sua conversione per Switch, Blade 2 patisce tutte le sue origini, ed è chiaro che gli sviluppatori hanno avuto qualche difficoltà nel ribilanciarne ogni aspetto.

Anche se spariscono le microtransazioni, la tediosa difficoltà e la resistenza dei nemici obbliga a lunghe fasi di grinding per superare boss dii infimo livello, ma caratterizzati da una resistenza e un numero di danni offensivi davvero fuori contesto.

Il sistema di ricompense si dimostra invece leggermente più generoso, ma il costo di sblocco di ogni skill nuova richiede comunque moltissimo denaro da accumulare nel corso degli scenari. E’ quasi un peccato che Blade 2 sia affetto da così tanti problemi strutturali, perché tutto sommato il gameplay più votato all’azione si rivela godibile, seppur ripetitivo sul lungo tempo.

Il peso dell’Unreal Engine

Bellissimo da vedere sui cellulari più avanzati sul mercato, la conversione su Switch di Blade 2 ha spinto lo sviluppatore a lavorare di compromessi. Non parliamo solo di un taglio alle texture, che si presentano più semplificate, ma è anche presente molto aliasing, in linea con quanto accaduto già con la versione Switch di Mortal Kombat 11, giunta sulla console confrontandosi con diversi ritocchi verso il basso del comparto grafico.

Il problema realmente grave della versione Switch di Blade 2 però lo si ritrova nel framerate, incapace di reggere con costanza i 30 fotogrammi al secondo, sia dentro che fuori la dock. L’ottimizzazione del codice non convince, e spesso si presentano lunghi caricamenti tra uno stage e l’altro, o peggio ancora frequenti crash che bloccano l’intera console, obbligandone il reset.

Anche se l’Unreal Engine 4 è nativamente supportato da Switch, è chiaro che in ballo ci siano problemi di ottimizzazione a livello di codice, si spera aggirabili con qualche patch futura.



Commento finale

Blade 2: Return of The Evil è un action RPG che approda su Nintendo Switch patendo tutta la sua struttura originaria da gioco mobile “money grabber”, e nonostante vi sia stato un tentativo da parte dello sviluppatore di rendere l’algoritmo più generoso, alla fine capiterà molto spesso di restare fermi in uno degli Atti della storia a causa di un boss fin troppo forte.

I problemi di natura tecnica dovuti alla conversione non contribuiscono poi certamente in positivo alla nostra valutazione complessiva, complice un prezzo di lancio decisamente elevato.

 

5.5

VOTO FINALE

5.5/10

Pros

  • Interfaccia e sistema di controllo rivisti per Switch
  • Sono sparite le microtransazioni...

Cons

  • ...ma la struttura resta ancorata a quelle regole
  • Molti compromessi grafici
  • Framerate troppo variabile in portatile
  • Diventa velocemente ripetitivo
  • Crash di sistema piuttosto frequenti

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