Blair Witch: la stregha di Burkittsville è tornata!

La saga cinematografica di Blair Witch cambia rotta e approda nel mondo dei videogiochi. Ecco la nostra recensione della nuova esperienza horror ideata da Bloober Team

  • Nome completo Blair Witch
  • Piattaforme  Xbox ONE, Windows
  • Publisher Bloober Team
  • Developer Bloober Team
  • Distribuzione Digitale
  • Data di uscita 30 Agosto 2019
  • Genere – Horror 
  • Versione testata – Xbox One

Anno 1999, quando internet stava iniziando a muovere suoi primi passi, sui forum del web iniziava a prendere sempre più piede la storia di tre ragazzi scomparsi in circostanze misteriose nella foresta di Burkittsville, nel Maryland, nel 1994.

Presunti filmati erano stati ritrovati dalla polizia locale, e in poco tempo è cominciata a spargersi la voce sull’esistenza di una presenza all’interno della foresta di Burkittville. I mesi passavano, e poi, ecco che arrivò al cinema, il 14 Luglio 1999 un film che avrebbe apportato una nuova sfumatura al genere degli horror, The Blair Witch Project.

Nel corso dei mesi precedenti al film, tutta la storia relativa alla strega non si rivelò altro che una delle campagne promozionali più potenti di sempre nell’ambito del cinema contemporaneo, sdoganando a sua volta il primo vero esemplare di viral marketing per un prodotto cinematografico, a cui sarebbe seguito molti anni più tardi il film di Cloverfield prodotto da J.J Abrams.

The Blair Witch Project però non è ricordato esclusivamente per essere stato il primogenito di una campagna marketing geniale, ma anche per il genere stesso che si accingeva a proporre sul grande schermo: il mockumentary, ovvero il falso documentario realizzato attraverso il montaggio di varie filmati raccolti apparentemente nella foresta in cui è ambientato il film.

A seguito del grande successo al botteghino del primo film, è stato realizzato ovviamente un sequel, e in tempi più recenti un sequel mascherato da reboot, che tuttavia è stato reduci di flop commerciale che ha spinto Lionsgate ha mettere in standby altri progetti.

In un panorama moderno in cui il genere dei mockumentary è stato sdoganato e abusato in ogni maniera possibile al cinema, siamo abbastanza certi che Blair Witch faticherà davvero ad imporsi nel prossimo futuro con altre pellicole.

Conscia di questo, la stessa Lionsgate ha deciso di trasformare il nuovo film in un videogioco per il 20° anniversario, affidandone lo sviluppo a Bloober Team, uno studio di sviluppo che negli ultimi anni si è fatto riconoscere sulla scena degli horror con i due Layers of Fear e il suggestivo Observer. E oggi, a 20 anni di distanza, siamo qui per parlarvi proprio di questo nuovo Blair Witch, che segna nuovamente il ritorno di una strega che influenzato il modo di proporre il genere horror oggigiorno al cinema.

Bentornati a Burkittsville

Scusateci la prolissa introduzione all’articolo, ma era quanto mai necessaria per discutere dell’ultima fatica di Bloober Team. Questo nuovo Blair Witch si muove all’interno del medesimo universo della saga cinematografica, ma si ambienta nel 1999, circa 5 anni dopo gli avvenimenti storici del film.

Il protagonista, che ammettiamo ricordare per estetica (e anche problemi personali) il caro vecchio James di Silent Hill 2, si chiama Ellis, che insieme al suo fidato amico a quattro zampe, Bullet, si avvicenderà nella foresta di Burkittsville per ritrovare un bambino, sparito in circostanze misteriose proprio all’interno del terribile labirinto verde abitato dalla strega.

Il nostro alter ego è un ex-poliziotto che ha lasciato il servizio per degli apparenti problemi di salute non meglio specificati, ma che saranno il fulcro di una storia che, in pieno stile Bloober Team, sarà il principale “campo da gioco” in cui si articolerà la narrazione. Ellis è un personaggio positivo, ma con un passato che lo ha profondamente segnato, portando anche a degli sconvolgimenti emotivi all’interno del suo rapporto con la fidanzata. Bullet dal canto suo svolge una sorta di supporto morale per Ellis, è un compagno fedele al suo padrone, ma anche quell’appiglio utile per superare il baratro della follia che innescherà la strega, nel momento in cui inizierà a vaneggiare per la foresta alla ricerca del bambino.

Quella potenza narrativa e visiva che ha caratterizzato Layers of Fear, i suoi lunghi e terrificanti corridoi animati, in Blair Witch sono onnipresenti grazie all’inquietante foresta messa in piedi dallo sviluppatore, sicuramente tra le più ispirate a livello visivo viste in questo periodo. Il modo in cui la narrazione si mescola allo scenario, descrivendo i drammi del suo protagonista, spingono il giocatore a proseguire, alimentato dalla curiosità di saperne di più.

Ciò che poi contribuisce ad intrigare alla base del concept di questo horror è il fatto di vivere la storia con la consapevolezza di essere sempre in compagnia di una presenza benevola a nostra fianco. Il rapporto tra Bullet e Ellis è incredibilmente dolce, e basta poco tempo per affezionarsi al cane, il quale oltre a fungere da guida, ci avvertirà anche della presenza della strega nelle vicinanze. E questo apre anche al prossimo paragrafo legato soprattutto al modo in cui lo sviluppatore ha deciso di strutturare l’azione all’interno del gioco.

Praise the Light!

Come dicevamo, in alcuni punti del gioco capiterà di dover affrontare la strega, la quale tende a mostrarsi attraverso degli spettri che si muovono all’interno dell’oscurità. Bullet in questi frangenti sarà centrale per individuare la strega, mentre il giocatore dovrà essere rapido a puntarla con la torcia luminosa. A dirla tutta, sono fasi che abbiamo trovato abbastanza forzate all’interno del gioco, e per certi versi ci hanno ricordato i nemici di Alan Wake, ma sono molto meno strutturati e prestabiliti a determinate fasi del gioco che sembrano quasi rappresentare un timidissimo approccio da parte dello studio di applicare fasi action all’apparato di un titolo capace di reggersi sulle proprie gambe anche senza farne uso.

L’avanzamento dunque è abbastanza spedito, con la risoluzione di enigmi visualizzando alcune cassette rosse contenenti indizi,e qualche sprazzo di lore utile per comprendere meglio la vicenda. Blair Witch resta quindi sulla scia dei walking simulator, introducendo un senso di pericolo che tutto sommato viene meno, poiché in caso di morte non ci sarà un vero e proprio game over, bensì un reset dovuto al loop in cui la strega tende ad incastrare le sue vittime. Non abbiamo indagato oltre, ma abbiamo la sensazione che le morti siano in qualche modo legate anche alla presenza dei finali multipli all’interno del gioco.

Il vero punto di forza di Blair Witch è inevitabilmente il modo in cui gestisce la sua storia, il rapporto tra Ellis e Bullet, ma anche con l’interazione dell’inventario. Oltre a Bullet infatti, il secondo grande amico del protagonista  è proprio un vecchio cellulare Nokia, da cui sarà possibile giocare a Snake (si, sul serio), interagire telefonicamente con altri personaggi, e controllare i messaggi. Tutta l’introduzione di questi elementi, combinati anche ad un gameplay leggermente più movimentato rispetto alle precedenti opere del team, denota chiaramente l’intento di evolvere la formula base in vista magari di qualche salto di qualità in un futuro progetto. Difficile dire se vedremo in futuro qualcosa di molto più dinamico, sulla falsariga di un Resident Evil 7, ma possiamo dire con estrema certezza che dal punto di vista del gameplay Bloober Team abbia voluto spingere un po’ di più, ma senza osare troppo.

Tecnicamente

Se visto nel suo insieme, senza scavare troppo nel dettaglio ravvicinato, il colpo d’occhio che offre Blair Witch è estremamente piacevole. Si lesina invece molto sulla realizzazione dei modelli dei personaggi, dall’aria sempre molto approssimativa, e vi è anche una certa consapevolezza da parte dello sviluppatore, dato che come in passato, ha l’abitudine di lavorare con artefatti visivi.

Anche l’ottimizzazione, a dirla tutta lascia molto a desiderare, con un prodotto che nelle cutscene appare incerto, e un framerate a volte traballante. E vista la realizzazione non proprio impegnativa, siamo abbastanza certi che si tratta semplicemente di una cattiva ottimizzazione del codice.

Commento finale

Blair Witch probabilmente farà molta fatica ad imporsi nuovamente sul grande schermo, ma questo intermezzo videoludico curato da Bloober Team alla fine riesce ad offrirci sicuramente una delle migliori storie legate al mito della strega di Burkittsville. E’ un progetto a cui lo sviluppatore ha tenuto particolarmente, trattandosi non solo di una licenza, ma anche di un solido terreno di prova per mettere alla prova le abilità apprese in questi anni tra Layers of Fear e Observer. Il risultato finale probabilmente farà la felicità degli appassionati di questo preciso sottogenere horror, ma parliamo comunque di una produzione con dei precisi limiti concettuali, con una rigidità nel gameplay ancora percettibile, e un comparto tecnico sempre molto grezzo.

Blair Witch

7

VOTO FINALE

7.0/10

Pros

  • Atmosfere ben studiate
  • La foresta regala un buon colpo d'occhio, trasmettendo mistero e angoscia
  • Una narrazione molto più interattiva
  • Ci sono i finali multipli
  • C'è un primo approccio all'azione...

Cons

  • ...ma è ancora troppo di contorno, e forzata
  • Dal punto di vista tecnico è grezzo in molti aspetti, anche grafici
  • La longevità non è proprio altissima

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