BlazBlue Central Fiction: Special Edition – Recensione

Il capitolo conclusivo della saga di Arc System Works arriva su Switch nella sua forma definitiva. Ecco la nostra recensione di BlazBlue Central Fiction: Special Edition!

  • Nome completo – BlazBlue Central Fiction: Special Edition
  • Piattaforme – Nintendo Switch
  • Developer Arc System Works
  • Publisher PQube
  • Distribuzione – Digitale, fisica
  • Data di uscita – 8 Febbraio 2019
  • Genere – Picchiaduro

Fin dagli esordi sul mercato, Arc System Works ha sempre dimostrato un certo interesse nei confronti di Nintendo Switch, e nel corso degli ultimi mesi la piattaforma ibrida di Nintendo ha ospitato alcuni tra i migliori lavori dello studio giapponese.

Tra questi troviamo il cross-over BlazBlue: Cross Tag Battle (qui la nostra recensione), e l’ottima conversione di Dragon Ball FighterZ.

In questo 2019 non sembra arrestarsi l’interesse dell’azienda verso Switch, a dimostrarlo è l’uscita in questi giorni di BlazBlue Central Fiction: Special Edition, porting dell’ultimo capitolo canonico della popolare serie di picchiaduro in 2D.

Una riedizione che porta su Nintendo Switch l’apice di una lunga saga, qui arricchita da tutti i DLC pubblicati da Arc System Works nel corso dei mesi successivi alla pubblicazione sulle altre piattaforme. Un pacchetto completo a tutti gli effetti, e che oggi finirà sotto la lente d’ingrandimento nella nostra recensione.

Il picchiaduro definitivo di BlazBlue

BlazBlue Central Fiction: Special Edition è un vero e proprio testamento conclusivo di una saga che ha appassionato per anni tantissimi fan degli shonen nipponici. La sua natura bidimensionale aggraziata da ottimi sprite animati, e un comparto narrativo intricato degno di un anime giapponese, ha generato negli anni una fan base solidissima legata tanto ai suoi personaggi, ma tanto anche alle sue meccaniche di gioco.

La serie qui in esame rientra nella categoria dei picchiaduri più tecnici che ci siano in circolazione, caratterizzata da un livello di profondità tarato soprattutto per accontentare i palati dell’utenza esperta. L’accessibilità non è di casa, per quanto lo sviluppatore cerchi da sempre di alleggerirla introducendo un set di controlli con combo automatiche.

Poco cambia però nella sostanza, perché Arc System Works ha fatto del suo grande punto di forza propria la complessità dei suoi combat system, stratificati all’inverosimile e lontani dalle semplificazioni a cui altri franchise ci hanno abituato negli ultimi anni.

Questo rende a tutti gli effetti il franchise di BlazBlue, ma soprattutto questo Central Fcition, dei prodotti di nicchia in cui difficilmente i giocatori della Domenica troveranno le giuste soddisfazioni, o almeno… sicuramente non nella scena competitiva online.

Come già detto, questa conversione per  Switch del gioco comprende un pacchetto completo con tutti i contenuti scaricabili, abbiamo quindi un roster di base tra i più densi dell’intera serie, con più di 36 lottatori a disposizioni, ognuno bilanciato per adattarsi agli stili che meglio preferiscono i giocatori.

Tra visual novel e picchiaduro

Dal punto di vista dei contenuti veri e propri troviamo una lunga modalità storia che riparte immediatamente dopo l’epilogo di BlazBlue: Chrono Phantasma e che, come molti altri epiloghi di saghe popolari insegnano, ha il compito di chiudere definitivamente il cerchio rispondendo ai quesiti sollevati nel corso dei precedenti episodi.

Narrativamente Central Fiction è un vero e proprio punto di arrivo per la storia. Difficile dire se ne rappresenterà la conclusione vera e propria, ma l’intento dello sviluppatore è quello di dare ai fan una risoluzione appagante.

Nel farlo ci ritroviamo con una modalità storia dove in realtà si gioca davvero pochissimo, ma si legge tanto. La struttura adottata prosegue sulla scia delle visual novel parzialmente animate, in cui assistiamo a lunghissimi dialoghi tra i vari personaggi, spezzettati di tanto in tanto da qualche scontro poco impegnativo e qualche sequenza animata.

E per non farsi mancare nulla, è stata inserita una gigantesca enciclopedia in cui vengono riassunti gli eventi precedenti, le storie dei singoli personaggi e addirittura un vocabolario che snocciola il significato di alcuni termini specifici della serie. L’obiettivo insomma, è quello di far sentire anche i nuovi arrivati già a casa, con un riassunto “delle puntate precedenti” esaustivo.

Alla corposa modalità storia si aggiungono anche una serie di attività collaterali ben più corpose, vero e proprio fulcro dell’esperienza di Central Fiction.

La più divertente e longeva è “Grim of the Abyss”, una modalità che include elementi ruolistici legati alla crescita dei lottatori con punti spendibili nelle statistiche, e skill da sbloccare per variare la propria strategia in combattimento. A questo si affiancano ordine di avversari di difficoltà crescente da sconfiggere, dove la conoscenza di ogni singolo pattern dei personaggi è essenziale per raggiungere l’ultimo piano dell’Abisso.

Tutta la tecnicità di BlazBlue emerge prepotentemente in questa modalità, l’unica dove non è possibile cambiare la difficoltà di gioco, a differenza delle altre. E proprio restando in tema contenuti, non possiamo fare a meno di menzionare la classica Arcade Mode, suddivisa in tre atti giocabili, la Time Attack e infine quella in cui bisogna accumulare punteggio.



A queste si aggiunge infine il piatto forte rappresentato dalla componente multiplayer online e offline, che ancora una volta riconferma quanto questi picchiaduro abbiano vita breve su Switch, riferendoci in modo specifico proprio alle community. Se già Cross Tag Battle aveva evidenziato questo problema, la situazione si ripropone anche con questo episodio, penalizzata in modo ulteriore da un netcode non sempre stabile.

Chicca altrettanto interessante è riservata alla possibilità di modificare esteticamente le lobby del gioco, che possono ospitare fino a 32 giocatori contemporaneamente. E’ un peccato da questo punto di vista la poca utenza attualmente attiva sui server, forse ancora presa dall’ottima conversione di Dragon Ball FighterZ, su cui Arc System Works sta ancora investendo molte risorse per tenerlo in vita tra aggiornamenti e nuovi DLC.

Una conversione eccellente

La conversione di BlazBlue: Central Fiction su Nintendo Switch è veramente eccellente. Lo sviluppatore si riconferma un grande competente degli hardware su cui lavora, e questa volta il porting non ha davvero nulla da invidiare alle precedenti versioni.

Ogni personaggio è stato realizzato in maniera dettagliata, con frame specifici per le animazioni, tutti unici per ciascuno degli oltre 30 lottatori coinvolti. Il framerate non ha subito revisioni di alcun genere, rivelandosi fluido in entrambe le possibilità di gioco offerte da Switch: TV e portatile.

Ogni elemento è stato mantenuto intatto, dai fondali passando per le animazioni. Un lavoro che riconferma la grande abilità del team con il 2D. E nell’ottica dell’ottimo impianto grafico, BlazBlue resta comunque un prodotto inferiore rispetto alle produzione più odierne della stessa Arc System Works, soprattutto se si guarda all’evoluzione di Guilty Gear e l’impressionante FighterZ.



Commento finale

BlazBlue: Central Fiction giunge su Nintendo Switch senza sacrificare la sua spettacolarità, mantenendo intatta tutta la profondità di un combat system arduo da gestire, ma enormemente appagante per gli amanti del tecnicismo. Il pacchetto imbastito dal team porta sulla console ibrida tutti i contenuti a pagamento, quindi parliamo dell’edizione definitiva di una vera e propria summa dell’intera saga di BlazBlue, imprescindibile per i fan che vogliono godersi tutta la sua complessità anche in strada. In definitiva l’acquisto è assolutamente consigliato.

BlazBlue Central Fiction: Special Edition

8

VOTO FINALE

8.0/10

Pros

  • Conversione solida che non taglia via nulla
  • Un roster enorme di personaggi
  • Numerose modalità pensate per l'offline
  • Tutti i contenuti a pagamento inclusi

Cons

  • La modalità storia può risultare noiosa
  • Netcode non sempre stabile
  • La community non è molta attiva su Switch

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