Control: il metroidvania secondo Remedy

Remedy Entertainment ci propone la sua visione del genere metroidvania. Ecco la nostra recensione di Control!

 

Nome completo – Control
Piattaforme – PS4, Xbox One, PC
Developer – Remedy Entertainment
Publisher– 505 Games
Distribuzione – Digitale/disco
Data di uscita – 27 Agosto 2019
Genere – Action/Metroidvania

Dopo un lungo periodo di permanenza trascorso sotto l’egida di Microsoft, e aver dato i natali a due produzioni molto controverse come Alan Wake e Quantum Break, Remedy Entertainment ha scisso i suoi legami con la casa di Redmond per incamminarsi nuovamente in un percorso da solista, nel tentativo di dare una sensibile svolta positiva dopo delle parentesi poco fortunate che sapevano tanto di: “si impegna, ma proprio non ci riesce”.

La rinascita di Remedy Entertainment, che torna nuovamente ad abbracciare il multipiattaforma grazie al supporto di 505 Games come publisher, riparte da un titolo che negli ultimi mesi è passato fin troppo in sordina, ovvero Control.

Figlio probabilmente di un sequel di Quantum Break che, non vedremo mai; Control è a tutti gli effetti una nuova proprietà intellettuale che ha visto l’unione di tutte le menti principali all’interno dello studio finlandese. Un progetto capeggiato ancora una volta da un grande sognatore appassionato di cinema e TV, quel Sam Lake che ha dato letteralmente vita a Max Payne con il suo volto, ma che ha sempre mirato a raccontare nei suoi videogiochi delle grandi storie influenzate dal mondo della serialità.

Un desiderio sperimentato prima in Alan Wake, poi esploso all’ennesima potenza in Quantum Break, che vantava anche una serie TV in live-action intrecciata con le vicende del gioco. Entrambi erano progetti ambiziosi, forse troppo, con l’ultima esclusiva per Xbox One ad aver patito di questa strana commistione proponendo una progressione fin troppo lineare e un gameplay con alcuni passi falsi non da poco. Qualcuno direbbe “bene, ma non benissimo” quando si parla di Quantum Break, ma con la sua ultima fatica, Remedy potrebbe finalmente aver centrato il bersaglio tanto ambito.

Dopo aver trascorso diversi giorni in compagnia della bella Jesse Faden, siamo qui oggi per proporvi finalmente la nostra recensione di Control.

Tanti mondi, un solo palazzo

All’insaputa di quasi tutto il mondo, nella città di New York esiste un gigantesco palazzo celato agli occhi di tutti chiamato Oldest House, nonché la sede principale della Federal Bureau of Control (FBC), un gruppo che apparentemente opera in maniera autonoma per contenere delle minacce inspiegabile al mondo esterno.

Al suo primo giorno da direttore dell’agenzia, Jesse Faden si ritroverà a dover affrontare una minaccia appena varcate le soglie della gigantesca struttura: una strana entità nota come Hiss sembra sfuggita al controllo della FBC, causando una propagazione all’interno di tutti i piani del grattacielo, portando all’infezione quasi di massa di tutti i presenti.

L’unica che non sembra essere affetta dalle influenze dell’Hiss è proprio la protagonista Jesse, il cui volto e voce sono dell’attrice Courtney Hope. Grazie alla guida dell’ex-direttore dell’agenzia, Zachariah Trench (i fan di Max Payne avranno di che gioire), la ragazza dovrà esplorare ogni anfratto di una struttura che nasconde segreti incredibili pronti a far impallidire anche i fan di una serie TV come Fringe.



Ed è proprio questo, in parte, il grande fascino di Control: la penna di Sam Lake ha dato vita ad una ramificata storyline che si dipana all’interno di una struttura governativa nel quale il tempo e lo spazio sono stati alterati da questa misteriosa entità nota come Hiss. Quella di Control è una fantascienza visionaria che mescola il tessuto della narrazione al level design completamente surreale che anima l’intera produzione, avvalendosi di un genere come i metroidvania per costruire un gameplay sfaccettato che risponde all’essenza più pura del videogioco: divertimento.

E’ difficile descrivere una trama così sofistica e profonda come quella di Control senza spoilerare qualcosa, ma ciò che possiamo affermare con certezza è che il tocco di Remedy è percettibile fin dalle prime battute, grazie alla presenza di personaggi incredibili come l’inserviente, e un certo personaggio interpretato dall’ormai feticcio di punta dello studio finlandese, l’attore Matthew Porretta (voce e volto di Alan Wake). Pur trattandosi di una nuova IP, l’anima di Control poggia il suo fascino sui virtuosismi che hanno reso Remedy Entertainment una software house estremamente riconoscibile nel panorama dei videogiochi. E’ un tocco Lynchiano che francamente adoriamo.

Un metroidvania in 3D

Quando in apertura abbiamo definito Control un possibile sequel scartato di Quantum Break è proprio per il suo gameplay: una fusione di elementi che affondano le proprie radici in quello degli sparatutto in terza persona, ma estrapolate da un contesto bellico e rese più fantascientifiche per assecondare le necessità dello studio di sviluppo nel realizzare un vero e proprio action in cui bisogna alternare l’uso delle armi da fuoco e i superpoteri.

Jesse infatti è dotata di alcuni poteri che verranno sbloccati con l’avanzare della storia principale che gli permetteranno non solo l’accesso a zone inedite della mappa, ma anche di mutare l’approccio tattico nei confronti delle varie tipologie di creature che popolano la Oldest House.

L’enorme varietà di situazioni, e la possibilità di utilizzare una singola arma che può mutare la propria forma (e quindi la tipologia di fuoco) rendono il gameplay sempre divertente, ma anche molto tattico: i poteri infatti consumano energia che si ricarica con il tempo, mentre la pistola di servizio è dotata di un cooldown quando terminano i colpi a disposizione.



Ogni nemico spinge quindi il giocatore a sfruttare una determinata strategia, alcuni saranno più dotati di altri, ma questo vale anche per il loro livello di forza. Control infatti segue fedelmente le linee guida di un metroidvania, ma garantisce anche un livello di sfida discretamente elevato che molto spesso comporta dei game over.

Per questo motivo i checkpoint funzionano in maniera molto simile ai falò di Dark Souls, alcune zone del gioco, una volta liberate dall’Hiss, permetteranno a Jesse di purificare un punto di controllo, il quale permetterà di spostarsi rapidamente nelle altre zone sbloccate della mappa, cambiare gli abiti, cimentarsi nella creazione di nuovi moduli per il potenziamento della protagonista, oppure spendere i punti abilità acquisiti per migliorare le sue capacità.

Ogni angolo della mappa è ricco di collezionabili e documenti che faranno ulteriormente luce sulla vicenda, ma a volte alcuni di essi nasconderanno anche delle quest secondarie da portare a termine. Da questo punto di vista Remedy ha fatto tesoro di ogni sfaccettatura che caratterizza il genere dei metroidvania, anche se sarebbe il caso di definirlo proprio “Igavania” in tre dimensioni. Anche la struttura stessa della progressione viene intervallata da una quest principale (ci vorranno una decina di ore per finirla) e altre secondarie che andranno ad approfondire la storia allungando di molto la longevità.

Tutti i difetti maggiori di Quantum Break, legati alla linearità del level design, o allo shooting troppo grezzo, in Control diventano degli assoluti punti di forza. In tutto ciò abbiamo dimenticato di menzionare poi la fisica, secondo protagonista assoluto del gioco, che permette letteralmente di distruggere o manipolare intere sezioni dei livelli per scagliarle contro gli avversari.

La resa è assolutamente sbalorditiva, a riprova che l’engine di Remedy da questo punto di vista è davvero molto avanzato, ma purtroppo lascia il fianco scoperto ad altri problemi di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Bello si, ma quanto pesi?

La nuova generazione di console ormai è alle porte, e gli hardware attuali si portano dietro già fin troppi anni sulle spalle. L’engine di Control ha una resa visiva letteralmente spaccamascella, con particellari sparati a mille, una fisica dello scenario che reagisce alle azioni della protagonista, e un motion capture estremamente realistico.

Elementi questi che rendono Control un nuovo potenziale benchmark per mettere alla prova soprattutto i più moderni PC, ma come si comporta su Xbox One e Playstation 4? Non proprio benissimo, poiché durante il nostro testing su un modello fat di Xbox One ci siamo dovuti confrontare con un titolo si bello a livello visivo, ma tremendamente pesante per l’hardware su cui girava.

L’enorme presenza di particellari a schermo, combinata con una fisica coerente all’ambiente circostante, tendono ad appesantire il framerate in maniera drammatica. Non abbiamo avuto modo di contare esattamente quanti frame per secondo perda durante le sezioni più concitate, ma possiamo affermare con fin troppa certezza che il titolo di Remedy spreme quasi al limite ogni goccia dell’hardware di Playstation 4 e Xbox One.

La situazione dovrebbe sensibilmente cambiare su Ps4 Pro e Xbox One X, ma non avendo testato il gioco su una di queste due console, preferiamo limitarci a discutere di ciò che abbiamo testato con mano.

Commento finale

Control rappresenta probabilmente l’opera magna di una Remedy Entertainment che ha fatto tesoro del passato per guardare al futuro con maggior convinzione, sperimentando e avvalendosi di altri generi per realizzare una grande avventura che coniuga il mondo degli shooter e i metroidvania, dando vita ad un connubio elettrizzante in cui il divertimento è assicurato

Il tutto è impreziosito da una direzione artistica visionaria e di lynchiana memoria, e dalla scrittura di un Sam Lake in grandissima forma, in cui emerge più che mai la sua folle passione per l’horror, la fantascienza e quella narrazione seriale a cui è tanto affezionato. Un titolo assolutamente imperdibile!



9

VOTO FINALE

9.0/10

Pros

  • L'universo immaginato da Remedy ha una potenza visiva incredibile
  • Gameplay spettacolare, frenetico e tattico
  • Ottima longevità per il genere di appartenenza
  • Realizzazione tecnica spettacolare...

Cons

  • ...ma forse troppo per PS4 e Xbox One

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