Darksiders Genesis – Guerra e Conflitto tra Inferno e Paradiso

Darksiders Genesis arriva finalmente su console. Ecco la nostra recensione della versione Switch!

  • Nome completoDarksiders Genesis
  • Piattaforme –  PS4, Xbox One, PC, Switch
  • Developer – Airship Syndicate
  • Publisher – THQ Nordic
  • Distribuzione – Digitale/Retail
  • Data di uscita – 14 febbraio 2020
  • Genere – Action RPG  isometrico

Dopo aver fatto il suo esordio su PC lo scorso dicembre, Darksiders Genesis arriva finalmente su console dopo qualche mese in più di lavoro per ottimizzare al meglio queste conversioni.

Darksiders Genesis era atteso per una serie di motivi molto importanti: per la prima volta nella serie i giocatori potranno finalmente controllare uno dei quattro cavalieri più peculiari del gruppo (e diciamocelo, anche quello più figo), ovvero Conflitto, in una storia ambientata prima delle vicende vissute nei tre capitoli precedenti.

Per lo sviluppo di questo nuovo progetto (non proprio un capitolo principale della serie) THQ ha deciso di affidarlo ai talentuosi Airship Syndicate, team fondato nel 2015 a cui si deve l’ottimo RPG isometrico Battle Chasers: Nightwar.

Alla guida dello studio un nome che ha già avuto le mani in pasta nella serie, Joe Madureira, fumettista e illustratore già reduce da Darksiders I e II, prima del fallimento della vecchia THQ.

I motivi quindi del perché Darksiders: Genesis era un titolo decisamente molto atteso dalla fanbase adesso dovrebbe essere piuttosto chiari, anche alla luce di un Darksiders III molto deludente dal punto di vista di critiche e vendite

Noi dal canto nostro abbiamo trascorso una settimana intera in compagnia della versione Switch di Darksiders: Genesis grazie ad un codice fornitoci da THQ, e siamo finalmente pronti a tirare le somme nella nostra recensione.

Guerra e Conflitto, per la prima volta insieme

 

Come accennato in apertura, le vicende di Darksiders Genesis ci portano direttamente indietro nel tempo.

Il Consiglio cerca da sempre di mantenere l’equilibrio nel Creato, e per farlo si avvale dei Cavalieri, esseri nati dall’unione di Angeli e Demoni, nonché tra i Nephilim più potenti della loro razza. E proprio per questo motivo, Il Consiglio sfrutta le capacità dei Cavalieri per spazzare via tutti gli altri Nephilim, sfociando in una violentissima guerra che getterà le basi per altri conflitti futuri.

Lucifero, re dei demoni sta pianificando di rompere l’equilibrio del Creato scatenando tutte le creature che popolano l’Inferno, fino a raggiungere le porte dell’Eden stesso, corrompendo gli Angeli. Con Morte e Furia impegnati altrove, Il Consiglio ordina a Guerra e Conflitto di rintracciare Lucifero per fermare i suoi piani e riportare il giusto ordine.

Per la prima volta nella serie sarà dunque possibile vestire i panni di Conflitto, ma anche di Guerra, il protagonista del primo storico Darksiders, in un viaggio di sola andata all’Inferno e in Paradiso per fermare una minaccia che può tranquillamente tenere impegnati i giocatori una quarantina di ore abbondanti.

Vi è comunque un twist importante di cui non abbiamo volutamente discusso in apertura, Darksiders Genesis infatti non è un capitolo regolare della serie in termini di gameplay: la visuale in terza persona qui viene rimpiazzata da una visuale isometrica dall’alto in pieno stile Diablo, creando una miscela di generi diversi che passano dal twin stick shooter, all’hack and slash tradizionale, fino all’anima più platforming e zeldiana a cui la serie regolare ci aveva abituato.

A conti fatti, pur cambiando la visuale, il lavoro svolto dallo sviluppatore consiste nel proporre una variante della tradizionale formula della serie, senza però rovinarla. Il risultato è come già detto un mix di generi che si riflettono sugli stili di combattimento di Guerra e Conflitto. Il primo non si discosta molto dal passato, e predilige un combattimento ravvicinato con il suo gigantesco spadone, mentre il secondo (vera novità della serie) sfrutta le sue potenti pistole combattendo dalla distanza facendo uso anche di abilità dedicate per confondere gli avversari.



Giocando in single player al giocatore viene offerta  la possibilità di alternare il controllo dei due Cavalieri, sfruttando le vulnerabilità di determinati boss, tuttavia il meglio viene sicuramente dalla modalità co-op online e locale, in cui la combinazione delle abilità di entrambi i protagonisti garantisce opzioni strategiche in più e tanto divertimento.

Ma non è tutto, perché scegliendo di giocare in compagnia di un amico il gameplay muterà a sua volta, alterando alcuni enigmi ambientali. Se infatti nell’avventura single player i puzzle possono sembrare meno complessi e più intuitivi rispetto al passato (tutti ci ricordiamo le ardue battute finali del primo Darksiders, vero?), questo aspetto intrinseco della serie madre emergerà un po’ di più grazie al multiplayer.

Di base, Darksiders Genesis, non ha proprio nulla da invidiare ai suoi tre “fratelli” maggiori, e sotto certi punti di vista dobbiamo ammettere di aver adorato alcune delle trovate adottate da Madureira e soci per aggiungere una componente di progressione in più al gioco. allungandone pesantemente la longevità.

Pur non trattandosi di un looter shooter alla Diablo, Genesis non rinnega un sistema di progressione e drop, che ricorda molto da vicino quello di Castlevania Aria of Sorrow, in cui i mostri eliminati rilasciano delle sfere al cui interno sono conservate le loro anime, qui dette Frammenti.

Ognuna di queste anime garantisce abilità passive e miglioramenti alle statistiche, e vanno inserite all’interno di un sistema di sviluppo che ricorda molto la sferografia di Final Fantasy X: ogni Anima può essere inserita o rimossa a piacimento, questa sale di livello e può aggiungere bonus ulteriori se combinata nel riquadro giusto della “scacchiera” di sviluppo dei due protagonisti.

L’albero delle abilità è comunque limitato ed è proprio per questo motivo che il gioco cerca di motivare il giocatore a sperimentare con i vari Frammenti a disposizione per creare delle build adatte ai contesti in cui si ritroverà a combattere, soprattutto nell’ottica del New Game+ che permette di rigiocare tutti i capitoli alla massima difficoltà, Apocalisse. Ogni Frammento può essere infatti di tre diverse tipologie: Salute, Collera e Attacco, la combinazione giusta può garantire bonus alle statistiche molto significative.

Guerra alle porte del Paradiso

Torniamo quindi a parlare dell’aspetto più ludico della produzione. In generale i capitoli della storia alternano momenti in cui il level design è lineare e scorrevole, mentre in altre occasioni sono stati sperimentati dei livelli leggermente più aperti in cui i due Cavalieri possono anche richiamare i loro destrieri per agevolarsi e ridurre i tempi del viaggio da una zona e l’altra della mappa.

E proprio parlando di mappe, queste si rivelano fin dal prologo molto elaborate, non solo scenicamente, ma anche in termini di segreti e collezionabili. Il problema è che inizialmente alcune zone dei livelli non saranno accessibili fino a quando Guerra e Conflitto non avranno ottenuto due rispettivi strumenti/armi necessarie per risolvere alcuni enigmi sparsi lungo il tragitto.

Scelte di game design che non infastidiscono e volgono direttamente a favore della longevità dell’intera avventura, a cui si unisce poi anche l’Arena, un luogo alternativo in cui è possibile combattere ondate di nemici per ottenere ricompense sempre migliori che possono consistere nelle anime spendili nei negozi del gioco, chiavi per aprire le porte segrete, oppure Frammenti per migliorare le statistiche.

Altro punto a favore della produzione sono i boss del gioco, tanti e ben variegati nei pattern, in cui spesso e volentieri bisognerà ricorrere anche a qualche abilità particolare acquisita da due Cavalieri durante l’avventura.

Alla fine, Darksiders Genesis, è un titolo che non rinnega molto il suo passato: la frenesia degli scontri è rimasta intatta, così come le finisher attuabili sui nemici in fin di vita. Quello che forse abbiamo apprezzato un po’ meno è il dilatarsi di una storia che verso gli ultimi capitoli risente della sua stessa frenesia, con i due Cavalieri mandati su e giù per i mondi per asservire, non tanto la narrazione, quanto la longevità del prodotto.

Comparto tecnico

Darksiders Genesis vanta una direzione artistica di prima qualità, e nonostante manchino all’appello delle cutscene, gli intermezzi animati sono una validissima alternativa che abbiamo molto apprezzato, poiché riesce a mettere in mostra tutte le qualità degli artisti in Airship Syndicate.

Ma anche il titolo comunque riesce a difendersi altrettanto bene sfoggiando delle location mozzafiato che non risentono minimamente della visuale isometrica, impreziositi da quelle palette di colori dark fantasy con colori vibranti che hanno fatto la fortuna dei primi tre capitoli della serie.

Quanto alla versione Nintendo Switch, il titolo arriva sulla console ibrida non senza delle revisioni al comparto tecnico. Il titolo non raggiunge i promessi 60 fotogrammi al secondo a cui tanto si puntava, ma in compenso cerca di mantenere i 30fps per la maggior parte del tempo.



In modalità dock il gioco offre una qualità visiva quasi in linea con le altre versioni, mentre in modalità portatile risente dell’abbassamento della risoluzione, e in alcuni casi l’effetto sfocatura che accomuna molte altre conversioni per Nintendo Switch permane.

Nel nostro caso abbiamo lavorato alla versione che presumiamo essere quella finale, essendo già disponibile una patch (forse quella del day one) già scaricabile. Al netto di questo, non possiamo esimerci comunque dal sottolineare la presenza di alcuni più o meno fastidiosi: finischer dei nemici che a volte non funzionano, controlli a volte poco reattivi, o la sparizione del tasto per interagire con gli oggetti e le porte. Rifiniture che siamo certi il team cercherà di risolvere con qualche futura patch.

Commento finale

Darksiders Genesis non ha nulla da invidiare ai suoi fratelli maggiori, garantendo una lunga avventura che riesce magistralmente a spaziare tra più generi senza sacrificare il core gameplay che ha fatto la fortuna di questa saga.

Divertente, frenetico, brutale e spettacolare. Sono questi gli ingredienti di una produzione che mette ancora una volta in mostra il grande talento di Airship Syndicate e del grande guizzo che ebbe Joe Madureira quando diede i natali al primo storico capitolo della serie.

E poi è proprio il caso di dirlo, la coppia composta da Conflitto e Guerra è degna di un buddy movie.



Commenta questo articolo