Destiny 2: Ombre dal Profondo – E’ nata una nuova luce

Un nuovo capitolo nella storia di Destiny, ma anche di Bungie. Ecco la nostra recensione di Ombre dal Profondo!

  • Nome completo – Destiny 2: Ombre dal Profondo
  • Piattaforme – Windows, PS4, Xbox One
  • Developer – Bungie
  • Publisher – Bungie
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita1Ottobre 2019
  • Genere – Sparatutto online
  • Versione Testata PS4

L’anno 3 di Destiny 2 è finalmente iniziato e questa volta senza un publisher come Activision alle spalle: tutto ora è nelle mani degli stessi ideatori di questo colossale progetto, Bungie che ci accompagna da quasi cinque anni abbondanti con un supporto di alti e bassi spesso al centro di enormi dibattiti in cui la fiducia nei confronti dello sviluppatore è stata messa a dura prova.

Distaccandosi da Activision, diventando a tutto tondo uno sviluppatore indipendente, il destino di Destiny 2 (scusateci il gioco di parole) adesso è tutto nelle mani di una Bungie che nei prossimi mesi dovrà saper dimostrare ai suoi utenti fidelizzati di essere pronta a tesserne il futuro senza aiuti esterni.

Il 1° Ottobre è stato il giorno in cui lo sviluppatore ha simbolicamente proclamato l’indipendenza di Destiny 2: l’arrivo di una versione free-to-play denominata Nuova Luce, lo spostamento dei server PC su Steam e ovviamente il lancio della prima espansione che inaugura il terzo anno di contenuti per il gioco, Ombre dal Profondo.

Grazie al codice che ci è stato fornito abbiamo trascorso gli ultimi nove giorni a ripercorrere i passi più importanti che hanno segnato la storia di Destiny 2, culminando proprio nell’arrivo di questa nuova ed importante espansione, affiancata da alcuni importanti bilanciamenti nella progressione stessa dei nostri Guardiani.

Bentornati sulla Luna!

Con Ombre dal Profondo le mappe esplorabili di Destiny 2 vedono finalmente il ritorno della Luna, già vista e apprezzata nel primo capitolo, qui presente in maniera più estesa come tutte le mappe degli altri mondi esplorabili. In questo senso possiamo dire che c’è stato un massivo riutilizzo di asset, ma sono i segreti celati “sotto” la Luna che dimostrano ancora una volta il grande estro degli artisti e level designer in casa Bungie.

La storia di questa nuova espansione parte dalla scoperta di una vecchia conoscenza, Eris Morn, ex-guardiana che, durante un pellegrinaggio nel cuore della Luna, scoprirà l’esistenza di una nuova minaccia nota come Incubi: delle creature oscure generate come visioni al giocatore, provenienti dai ricordi del passato che si concretizzano in forme viventi molto pericolose. A causa di questa scoperta di un male sopito nelle profondità del satellite della Terra, per Eris inizierà uno scontro psicologico con i fantasmi del passato, con i vecchi Guardiani morti della sua squadra tornati come spiriti erranti.

Si intuisce quindi abbastanza presto, dalle scelte di level design applicate dagli sviluppatori nella strutturazione della campagna che Ombre dal Profondo è pronto a virare verso un sentiero molto più oscuro del solito. La qualità in generale della campagna, a livello prettamente ludico, si attesta su livelli buoni, ma siamo lontani da I Rinnegati, che a suo tempo diede una coraggiosa scossa a tutta la community, sia narrativamente che ludicamente parlando.



Ombre dal Profondo sfortunatamente inciampa in una campagna molto breve che lascia il fianco scoperto a moltissimi misteri che forse lo sviluppatore intende sviscerare con qualche prossima espansione, o in altri aggiornamenti, perché allo stato attuale è difficile avere una percezione chiara degli obiettivi di Bungie sul lungo termine, e la presenza di una roadmap già stilata, ci rende comunque ancora titubanti sulla concreta capacità dello sviluppatore di reggere da solo, sulle proprie spalle, il peso di una produzione del genere.

Non vogliamo quindi puntare immediatamente il dito, e tanto meno dare già per spacciato Destiny 2 adesso che Activision è solo un ricordo, ma la maniera in cui è stata gestita questa nuova storyline sembra l’ennesimo tassello di una lore che nel giro di qualche anno si è letteralmente rivoluzionata (e in certi casi capovolta), senza però arrivare mai alla risoluzione finale.

L’universo di Destiny è costellato di misteri e domande a cui lo sviluppatore sembra restio a rispondere, e l’escamotage narrativo adottato per Ombre dal Profondo per riproporre vecchi asset, e villain già usciti da tempo, è quella pulce nell’orecchio che potrebbe dare addito a forti speculazioni sulla reale capacità economica di Bungie nel sostenere la sua creatura.

Dal canto nostro vogliamo augurarci che tutto sia semplicemente frutto di una semplice scelta stilistica creata a tavolino per l’occasione. Dubbi? Tanti, ma ancora una volta Destiny 2 è come se ci invitasse credere e sperare nel suo futuro.

Le novità di Ombre dal Profondo

Al fronte di una campagna poco incisiva, Ombre dal Profondo si risolleva con tutti i restanti contenuti, decisi a valorizzare soprattutto la nuova deriva inaspettatamente ruolistica del titolo, semplice più vicina a quella di un MMRPG e meno allo shooter casual che il gioco sembrava essere diventato.

Partendo dai contenuti, lo sviluppatore riconferma la sua volontà di puntare le carte migliori nella realizzazione degli Assalti, ovvero i raid in cui Destiny ha sempre evidenziato non solo le sue qualità migliori da shooter, ma anche la sua anima social basata sul conoscere gli alleati con cui ci si avventura.

Giardino della Salvezza, il nuovo Assalto disponibile sulla Luna che segna nuovamente il ritorno in scena dei Vex, si attesta sicuramente tra le migliori esperienza di questa tipologia di attività proposta da Destiny 2: un grande connubio di sparatorie che si mescolano con elementi di tipo platform, conditi poi da boss ed enigmi ambientali da risolvere in cui è necessaria anche la coordinazione dei propri compagni. In questo caso quindi lo spirito resta sempre il medesimo, provare e riprovare fino a quando non si formulerà una strategia infallibile per proseguire.

Ad affiancare il Giardino della Salvezza ci pensa poi L’Offensiva Vex, altra attività stagione che culminerà in maniera ufficiale a Novembre con una fase conclusiva. In questo caso parliamo sempre di un contenuto di tipo PVE, pensato per essere giocato fino a sei giocatori con matchmaking, ma un po’ fin troppo semplicistica nella sua realizzazione perché alla fine parliamo di una crescente ondata di Vex da eliminare. Questa Offensiva è situata sempre sulla Luna, nel Giardino Nero, ma sarà accessibile completando Invasione Vex, la prima quest della campagna, e infine l’Impresa Occhi di Luna.

Più gioco di ruolo, meno casual

Nel paragrafo precedente abbiamo accennato di questa improvvisa, ma interessante virata verso un tipo di gameplay più simile ai giochi di ruolo, e ci sembra doveroso parlarne più approfonditamente perché rappresenta la novità cardine di questo rilancio di Destiny 2.

Iniziamo parlando delle Armature 2.0, un sistema di gestione dell’equipaggiamento completamente rivisto: ogni pezzo di armatura adesso comprendono degli slot in cui è possibile aggiungere modifiche che andranno a mutare anche i parametri del Guardiano, con la possibilità di specializzarlo in maniera più netta rispetto al passato, andando praticamente a mutare tutte le basi che fino ad oggi hanno caratterizzato tutto Destiny. Oltre al livello Luce (il cui CAP adesso è 900), adesso sono stati introdotti anche i livelli Stagionali, perfetti per allungare la progressione e la permanenza dei giocatori grazie alla presenza di ricompense utili, tra i quali si annoverano pezzi di armature oppure engrammi.

Ma la novità più importante rappresentata dai livelli stagionali adesso è il “Manufatto Stagionale”, legato a doppio filo proprio con il nuovo sistema di progressione ruolistico. Questo particolare oggetto funziona come una mod vera e propria capace di bypassare il CAP imposto da Bungie e raggiungere l’ambito livello Luce 999.



Ogni manufatto poi si caratterizza per abilità e capacità specifiche che cambieranno al termine di ogni nuova stagione e la possibilità di collezionarli apre sicuramente ad ulteriori build uniche da realizzare se combinate con il nuovo sistema di Armature 2.0.

Ad evidenziare poi questa novità apportata alle statistiche delle armi ci pensa l’introduzione di nuovi nemici tarati appositamente per mettere in difficoltà i giocatori meno attenti alla costruzione di una build solida. La Luna per esempio presenta già diversi nemici più coriacei, dotati di particolari scudi immuni o resistenti ad alcune tipologie di armi, un po’ come accade già da tempo in Borderlands.

Questo potrebbe quindi portare ad un gunplay molto più dipendente dalle statistiche rispetto al passato, una scelta che potrebbe eventualmente comportare l’allontanamento di una certa fetta di utenti, ma anche l’arrivo di nuovi potenziali giocatori interessati alla progressione più ruolistica. Furba in questo senso la scelta di lanciare una versione free-to-play, che consigliamo a tutti di provare per familiarizzare con le nuove meccaniche introdotte da Bungie.

Gli artisti di Bungie colpiscono ancora

E’ innegabile che una delle qualità vincenti di Destiny, fin dal primo capitolo, sia proprio la sua incredibile direzione artistica, capace di dar vita a veri e propri mondi fantascientifici in cui immergersi e assaporarne ogni anfratto restando stupiti delle immense capacità degli artisti di Bungie.

Ombre dal Profondo in questo senso pur riciclando molti aspetti della “vecchia” Luna del primo Destiny, la rinvigorisce introducendo nuovi settori tutti da esplorare, con gigantesche strutture predominanti sul territorio (bellissima la Fortezza Scarlatta!), ma è ciò che si nasconde nelle viscere del satellite a dimostrare per l’ennesima volta che i genitori di Halo sanno come raccontare visivamente una grande space opera, assecondando il tutto con dei temi musicali incredibili.

Commento finale

Ombre dal Profondo rappresenta l’inizio della nuova vita di Destiny 2, ma anche della stessa Bungie che, a partire da questo momento in avanti, dovrà farsi carico sulle proprie spalle di un progetto imponente online che andrà seguito e gestito in maniera adeguata.

Il terzo anno di vita di Destiny 2 risplende coma una nuova luce, scricchiolante in alcuni aspetti, ma con intenti abbastanza chiari in altri, ma alla fine il messaggio che traspare è evidente: una richiesta, l’ennesima forse, di fiducia nei confronti di un mondo online che adesso lo sviluppatore ha la possibilità di plasmare secondo una propria visione e non quella di Activision.

La mano è tesa chiaramente verso la trasformazione del gioco in un MMORPG, ma avrà Bungie il coraggio di osare fino alla fine? Ma sopratutto, potrà permettersi da sola la gestione di una produzione così imponente?



7.8

VOTO FINALE

7.8/10

Pros

  • Armature 2.0
  • Il Giardino della Salvezza è fantastico
  • Direzione artistica sempre sublime
  • La campagna parte da ottime idee...

Cons

  • ...ma dura troppo poco ed è inconcludente
  • La svolta RPG rischia di allontanare i casual
  • Espansione un po' povera di contenuti che rimanda, ancora una volta, ai futuri aggiornamenti

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