Dragon Ball Super: Broly – la recensione dell’edizione home video

Dragon Ball Super: Broly arriva finalmente in home video. Ecco la nostra recensione!

Dopo aver sbancato i botteghini di tutto il mondo, registrando uno dei migliori incassi nella storia dell’intero franchise, Dragon Ball Super: Broly ha fatto finalmente il suo esordio anche nel mercato home video italiano, lo scorso 25 Giugno.

Grazie a Koch Media, e la sua etichetta Anime Factory, abbiamo avuto il piacere di mettere le mani sull’edizione blu-ray lenticolare del film, e oggi vogliamo proporvi la nostra recensione.

Scontro leggendario

Dragon Ball Super: Broly rompe le tradizione dei precedenti lungometraggi, presentandosi come una storia pienamente integrata all’interno del canone animato principale,  fungendo da intermezzo alle avventure principali di Goku e soci, dopo gli avvenimenti del Torneo del Potere.

E proprio il suo essere canonico, all’interno dell’universo animato tratto dal manga di Akira Toriyama che, ha permesso all’autore di riscrivere completamente il personaggio di Broly, molto amato in Giappone proprio grazie al lungometraggio Il Super Saiyan della Leggenda.

Dragon Ball Super: Broly è infatti un reboot, fatto e finito, di quella scellerata trilogia di lungometraggi dedicati al Saiyan. Toriyama, che qui ricopre anche il ruolo di sceneggiatore, riprende quel contenitore di emozioni a senso unico rappresentato dalla sua furia distruttiva e di odio nei confronti di Goku per dargli una parvenza  di umanità.

Il Broly di questo film è in assoluto il vero mattatore, tanto che Goku e Vegeta complessivamente entrano in scena in modo concreto solo nella seconda parte.

Toei e lo stesso Toriyama ci avevano promesso un film che avrebbe scavato nella mitologia dei Saiyan, anticipando in più occasioni la presenza di un comparto narrativo più solido del solito per un franchise che tutto sommato ha sempre vissuto di grandi scazzottate e poco altro.

E il film effettivamente prova a scrollarsi di dosso i cliché che hanno sempre contraddistinto l’opera, tanto da mettere in piedi un lunghissimo prologo di circa 40 minuti, durante il quale emerge come sempre la contraddizione di Akira Toriyama, fatta di aggiustamenti in corsa alla sua creatura che potrebbe far storcere il naso ai cultori del manga e l’anime.

La voglia di creare qualcosa di diverso si percepisce a più riprese, e inizialmente sorprende come gli autori abbiano voluto ridurre al minimo tutta l’azione per concentrarsi sullo sviluppo di un background storico che unisce i personaggi di Broly, suo padre Paragas, e lo stesso Freezer, tanto da adottare una narrazione più didascalica del solito.

Il personaggio di Broly in tutto questo si ritrova ad essere la vittima: un cane da guardia per suo padre Paragas, il quale brama vendetta nei confronti di Vegeta, e un giocattolo nelle mani di Freezer, a sua volta intenzionato a sconfiggere Goku.

Ci viene delineato un ragazzo fragile e timido, ed è proprio questo il problema principale di Broly, ovvero l’essere l’omonimo della Kale del Sesto Universo. Essendo i due universi gemelli, Kale e Broly condividono degli aspetti caratteriali decisamente analoghi: entrambi tengono ai propri cari, ma sono incapaci di controllare le loro abilità, e questo comporta la loro trasformazione nel furioso Super Saiyan Full Power.



E’ quasi un peccato che il fascino di quello che fino a quel momento sembrava un film di Dragon Ball scandito per tempi e regia in modo decisamente lontani dagli schemi soliti delle regole shonen del franchise, crolli come un castello di carte con l’arrivo di Goku e Vegeta, i quali ovviamente faranno scattare la scintilla spianando la strada alla parte sicuramente più spettacolare dell’intero film.

L’accoppiata artistica formata da Naohiro ShintaniKazuo Ogura ci regala un vero spettacolo pirotecnico, uno dei migliori che si siano mai visti all’interno di questo longevo franchise, il cui unico limite molto spesso è caratterizzato da una una CGI delle animazioni più marcata del solito.

Tutta la narrazione che fino a quel momento funzionava viene letteralmente bombardata da situazioni frettolose, e alcune davvero troppo forzate, per non dire pretenziose, lasciando davvero l’amaro in bocca per l’enorme potenzialità del taglio che vi si stava cercando di apportare alla produzione nella prima parte.

Alla fine Dragon Ball Super: Broly resta un riuscitissimo intermezzo in attesa di un ritorno certissimo della serie animata, che sembra avere più l’incombenza di canonizzare quelle due o tre cosette all’interno dell’universo animato, in vista di avventure future.

L’edizione home video

Approfittiamo di questo paragrafo per tessere le lodi, come sempre, del buon doppiaggio, che alla fine segue a ruota quello della serie animata, riproponendoci dunque tutte le voci note: un ottimo Claudio Moneta nei panni di Goku, un sempre in formissima Gianluca Iacono  (al link attivo la nostra intervista al doppiatore) nel ruolo di Vegeta, e Mario Bombardieri che qui si ritrova ad interpretare questa nuova versione di Broly, caratterizzando decisamente al meglio le sfaccettature del suo carattere, sempre in bilico tra calma e rabbia.

Per quanto riguarda l’edizione home video, quella in esame è l’edizione blu-ray con slipcase lenticolare, al cui interno trova spazio il disco contente il film, cinque card da collezione e una bustina promo per il gioco di carte collezionabili.

Come sempre l’etichetta di Anime Factory cerca di confezionare prodotti di stampo collezionistico che incontrino il favore dei fan, e questa particolare edizione siamo certi accontenterà anche i più esigenti, complice la slipcase lenticolare, perfetta da esporre.

Anche sul fronte dei contenuti l’edizione tutto sommato non lesina, troviamo infatti uno speciale sul doppiaggio dalla durata di ben 27 minuti con interviste a Claudio Moneta, Gianluca Iacono, Mario Bombardieri e Emanuela Pacotto (al link attivo la nostra intervista alla doppiatrice).

Presenti poi le doppie tracce audio in Italiano: cinema e TV. Immancabile ovviamente anche la traccia giapponese, condita dai tradizionali sottotitoli in lingua italiana. E se non l’avete ancora fatto, il nostro consiglio è di cogliere l’occasione per gustarsi il film in lingua originale, magari con un buon impianto audio per ascoltare l’encomiabile lavoro delle voci originali (Masako Nozawa sempre in formissima).

Commento finale

Al netto di difetti imputabili alla sceneggiatura, e ai soliti retcon narrativi di un Toriyama che puntualmente cerca di rivedere sua creatura, Dragon Ball Super: Broly porta l’intrattenimento del franchise ad un livello superiore, regalandoci probabilmente uno degli scontri fisici più intensi che si siano mai visti all’interno di un qualsiasi prodotto animato legato a questo filone. Una regia meno vincolata, che sperimenta con l’animazione rendendo gli scontri estremamente dinamici, e resi ancora più coinvolgenti dall’accompagnato musicale. Tanti ingredienti che trasformano la produzione in uno spettacolare blockbuster giapponese, anche non privo di sbavature.



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