Fade to Silence – Il freddo che tutto annienta

Il freddo e gelido inverno di un sopravvissuto: ecco la nostra recensione di Fade to Silence!

  • Nome completo – Fade to Silence
  • Piattaforme – Windows, PS4, Xbox One
  • DeveloperBlack Forest Games
  • Publisher – THQ Nordic
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita – 30 Aprile 2019
  • Genere – Action RPG, Survival
  • Versione testata PS4

Già presentato in early access per gli utenti Steam nell’oramai lontano 2017, Fade to Silence è l’ultimo gioco rilasciato da Black Forest Games con il prezioso aiuto di THQ Nordic. Con la versione Playstation 4 e Xbox One, Fade to Silence prova a gettare le basi per uno stile fortemente rinnovato ed ispirato all’ormai conosciuto genere dei survival post-apocalittici, offrendo una timida alternativa a titoli più blasonati e sicuramente più conosciuti. L’inverno, protagonista indiscusso della storia, sarà il vero e temibilissimo nemico dei giocatori anche più esperti e navigati nel genere.

 

Il temibile inverno

Fade to Silence comincia in medias res, nel bel mezzo dell’azione e del susseguirsi degli eventi: un escamotage narrativo che sembra convincere sin dalle prime battute, con una semplice ma ansiogena frase a schermo. “Esplora, sopravvivi e scopri il tuo passato.”; questo il perno attorno al quale si sviluppa la storia di Ash, l’eroe — piuttosto stereotipato — di quest’odissea che trascina con sé il temibile abbraccio di un inverno spietato.

Impossibilitati a capirne a fondo le motivazioni, il giocatore si ritroverà catapultato in una distopia ben congegnata e sicuramente molto dissociante: la Terra è flagellata dalla minaccia della neve e delle bufere che imperversano in ogni luogo, e i pochi sopravvissuti sono costretti a vivere di stenti e mendicando calore e viveri, nonostante le risorse globali siano ormai decimate. A complicare ulteriormente la situazione, vi è la minaccia perpetua di corruzione da parte di un demone del quale non conosceremo, almeno inizialmente, le origini.  Ash si sveglierà sopraffatto dalla voce della corruzione che solo lui potrà sentire, la stessa voce che ci accompagnerà lungo tutto il percorso che condurrà poi alla fine del gioco. Nelle battute iniziali di gioco si comprenderà sin da subito la vera essenza di quest’ultimo: la narrativa non gioca un ruolo importante, anzi, del tutto secondario. Ciò lo si evince chiaramente dal mistero che permea la poca trama che ci viene messa a disposizione e la quasi totale assenza di dialoghi sul progresso complessivo della storia. Ciò su cui punta Fade to Silence è indubbiamente la lore, ed è in questo che comincia a scimmiottare, piuttosto timidamente, i soulsborne della Form Software che sono stati indubbiamente presi come modello per lo sviluppo del gioco, sia per quanto concerne il comparto narrativo che quello tecnico.

 

Combattere per la sopravvivenza

Come già menzionato nel paragrafo precedente, non è di certo la storia a fare da padrona al gioco, piuttosto concentrato sul gameplay: quest’ultimo è composto da combattimenti action e fasi di gestione dell’accampamento con conseguente sistema di crafting molto presente ed importante nel panorama dell’esperienza complessiva.

In questa fase di analisi è importante rimarcare la presenza di due modalità di gioco: quella concentrata sulla storia e quella concentrata sulla sopravvivenza. Scegliere la seconda permetterà di fruire in modo autentico del gioco e di entrare in stretto contatto con il messaggio che cerca di veicolare: l’uomo è costantemente alla ricerca di un rifugio, ricerca negata ineluttabilmente dal potere della natura che tutto piega e tutto trasforma.

Una volta imparati i comandi di base ci si vedrà costretti ad abbandonare l’accampamento per cercare di ampliarlo e per avventurarsi alla ricerca di risorse, le stesse risorse che permetteranno a tutti i sopravvissuti di continuare a vivere. Importante, dunque, la missione del protagonista interpretata attraverso il sentimento più umano — e volendo egoista — che ci possa essere: la conservazione della propria specie, ormai in via di estinzione e sottomessa dai poteri del male.



La vera innovazione che apporta il titolo sono le conseguenze reali che la fame, il freddo e il sonno possono portare in superficie quando esposti troppo alle intemperie ed alla dura vita del mondo post-apocalittico. Il titolo ha un’anima fortemente gestionale, e sarà proprio attraverso la gestione delle risorse che si potranno apportare migliorie all’accampamento, ampliandolo ed accogliendo in quest’ultimo i vari NPC che potremmo incontrare sul nostro cammino: la mappa è di dimensioni considerevoli, sarà complesso intraprendere viaggi troppo lunghi senza rischiare di incappare nel game over.

Il crafting risulterà vitale, predisponendosi come unico elemento in grado di capovolgere le sorti del mondo: è solo attraverso il continuo miglioramento di se stessi e del proprio equipaggiamento che si potrà, infatti, scappare dal giogo delle forze del male.

Nel versante più immediatamente tecnico e frenetico, Fade to Silence è caratterizzato dalla possibilità di poter morire un numero limitato di volte senza perdere i progressi del gioco. Una volta esauriti i tentativi ogni conquista fino a quel momento ottenuta verrà brutalmente spazzata via, azzerando completamente i possedimenti del personaggio ed influenzando anche l’accampamento. Tale condizione è annullabile tramite la raccolta di oggetti che potranno migliorare, in modo permanente e duraturo, le caratteristiche di Ash.

 

Criticità tecniche

La banalità della conduzione tecnica viene resa anche e soprattutto dalla scelta di rendere semplici e sbrigative quelle meccaniche che, in un titolo del genere, risultano invece vitali. Ciò che si può concretamente fare per spazzare via la minaccia dei demoni è difatti abbattere le radici sparse in giro per il mondo, ma per fare ciò spesso e volentieri basterà utilizzare qualche colpo corpo a corpo dopo aver schivato, similmente ad un minigioco, gli attacchi dei demoni minori che tenderanno a sbucare improvvisamente fuori dal terreno.  Banalizzare così tanto il concetto chiave renderà l’esperienza un po’ fine a se stessa e per nulla stimolante.

Ciò comunque è solo la punta dell’iceberg di un titolo che soffre per la mancanza di una reale gestione tecnica. Le hitbox dei mob — dal design monotono e non sempre accattivante — risulteranno deficitarie e per nulla precise. Fa da accompagnamento la legnosità del protagonista e dei suoi attacchi privi di un pattern originale e poco ispirati. La barra della stamina è un tentativo vano di imitare le meccaniche alla soulslike, tentativo reso anche imbarazzante da un’interfaccia sporca e caotica, con troppe icone a schermo che nelle fasi più concitate del combattimento risulteranno un rallentamento inutile.

La ridondanza iniziale costringerà anche i giocatori più navigati ad avere più pazienza: la mancanza di un viaggio rapido renderà frustrante il dover tornare indietro, generando un sistema di insoddisfazione perpetuo dovuto anche al fatto che il protagonista si lamenterà per la fame e il freddo dopo poco tempo dall’inizio della marcia. Le musiche sono ravvisabili davvero molto poco all’interno del titolo, che predilige piuttosto i rumori ambientali. L’idea era forse quella di rendere ancor di più la solitudine e il dolore di una tempesta di neve e del ritrovarsi come gli unici sopravvissuti all’interno di un mondo ormai vuoto ed inginocchiato, e sentire gli spifferi del vento può solo rafforzare tale concetto e creare un livello di metarecitazione tale da indurre alla riflessione.



Commento finale

Fade to Silence è un tentativo di una software house indipendente di ritagliarsi un posto di tutto rispetto nel panorama dei survival post-apocalittici. È un titolo che non ci sentiamo di consigliare ai neofiti del genere poiché è caratterizzato da parecchie criticità e problematiche, come una gestione tecnica non brillante ed anzi piuttosto deficitaria. Resta comunque encomiabile il lavoro eseguito sul versante lore e il messaggio che quest’ultima vuole veicolare. Sicuramente un buon inizio nell’esplorazione del genere.

6.5

VOTO FINALE

6.5/10

Pros

  • Lore ben caratterizzata
  • Sistema di crafting e gestione delle risorse molto interessanti
  • Meccaniche innovative...

Cons

  • ...ma realizzazione tecnica sotto la media
  • Ripetitività nelle fasi iniziali di gioco
  • Storia non troppo convincente

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