Ghostwire: Tokyo – Recensione

La Tango Gameworks (famosa per aver sviluppato The Evil Within e The Evil Within 2) ci ha recentemente deliziati con un nuovo gioco dal genere azione-avventuraGhostwire: Tokyo.

Il gioco è in prima persona, scelta che ho apprezzato molto in quanto è più facile gestire il personaggio. La prima particolarità che ci viene piazzata davanti sono le varie abilità che Akito (il protagonista) è in grado di acquisire, grazie allo spirito guida di cui lui è posseduto.La scelta di rendere Ghostwire: Tokyo un open-world non è di certo una coincidenza. Akito dovrà salvare Shibuya (un quartiere di Tokyo) da una grande invasione di spiriti e demoni maligni, chiamati i Visitatori. L’aspetto di tali Visitatori l’ho trovato particolarmente curato, ma sappiamo che in questo la Tango Gameworks è sempre stata un asso, soprattutto se pensiamo ad alcuni dei mostri che incontravamo in The Evil Within.



Ci ritroviamo, quindi, in una Shibuya caratterizzata da vicoli e piccole stradine, nelle quali molto spesso troveremo delle missioni secondarie. Sono esplorabili anche moltissimi edifici, tra cui un ospedale che ha sicuramente visto giorni migliori. Grazie all’abilità del gancio saremo in grado di scalare anche i più alti grattacieli, facendoci godere di una visuale pazzesca. La grafica di questo gioco ha superato di gran lunga le mie aspettative, soprattutto se giocato su Playstation 5.

Trama

Purtroppo la nota dolente riguarda proprio la trama. Risulta troppo lineare, non riuscendo così a spiccare come tutte le altre qualità che questo titolo ha da offrire. Sebbene non sia il suo punto di forza, molti giocatori (me inclusa) hanno deciso di ”passarci sopra”, in quanto anche il solo combat system riesce a far divertire, senza cadere nel ripetitivo. La durata di gioco si aggira attorno alle dieci ore, se si segue soltanto la storia principale. Se siete come me e preferite completare un gioco al 100%, si possono superare anche le trenta ore.

Per concludere

È un gioco che consiglio vivamente se siete appassionati della cultura giapponese, soprattutto per quanto riguarda le leggende metropolitane sui demoni (detti anche yokai). La trama non fa per tutti, ma gli sviluppatori sono riusciti nell’intento di spaventare il giocatore e fargli vivere un’emozione davvero unica.

Voto: Otto su dieci