Gundam Extreme Vs Maxi Boost On – Un Valzer Infinito di sfide

Gli scontri tra robottoni abbandonano le sale giochi giapponesi per arrivare direttamente su PS4. Ecco la nostra recensione di: Gundam Extreme Vs Maxi Boost On!

  • Nome completo – Gundam Extreme Vs. Maxi Boost On
  • Piattaforme –  PS4
  • Developer – Bandai Namco Entertainment
  • Publisher – Bandai Namco Entertainment
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita – 30 luglio 2020
  • Genere – Picchiaduro

Dopo un duplice, spettacolare fallimento che ha fatto quasi vacillare le nostre speranze nel rivedere il franchise videoludico di Gundam sulle nostre console, Bandai Namco Entertainment questa volta decide di rigare dritto puntando su un prodotto sicuro e privo di compromessi.

Ecco quindi che dopo ben due reinterpretazioni fallimentari della saga, che corrispondevano al nome di Gundam Extreme Vs Force e Gundam Versus, al terzo tentativo il colosso giapponese decide di puntare tutte le sue carte sul vero capitolo della serie di picchiaduro che i fan del robottone bianco aspettavano di provare con grande trepidazione: Gundam Extreme Vs Maxi Boost On, giunto finalmente su PlayStation 4, anche in occidente.

Non chiamatelo shooter

Uscito originariamente nei cabinati giapponesi nel lontano 2016 come update della precedente versione, ad oggi Gundam Extreme Vs Maxi Boost On si può considerare la massima espressione di una serie di picchiaduro tridimensionali estremamente amata in Giappone, nata sulle fondamenta dell’indimenticabile franchise di SEGA, Virtual On, e che può contare in patria una fan base attivissima di giocatori pronti a macinare ore e ore nei cabinati nipponici.

Da noi in occidente si tratta di un franchise quasi sconosciuto, fatta eccezione per quelle piccole nicchie di utenti che seguono attivamente il franchise di Gundam in ogni sua declinazione. Parliamo inoltre di un tipo di picchiaduro quasi alieno al di fuori del Sol Levante, dato che si pone come apparente shooter con visuale alle spalle, ma dotato di sfaccettati meccanismi che lo configurano all’interno del genere dei picchiaduro. Qualcuno potrebbe parlare di contaminazione, altri di “uno shooter partorito male”, ma la realtà è che Extreme Vs Maxi Boost On è un curioso ibrido di generi che, al pari di un qualsiasi picchiaduro di fattura nipponica, nasconde dei virtuosismi tecnici che spesso allontanano buona parte degli avventurieri della domenica.

Gundam Extreme Vs Maxi Boost On propone una barriera d’ingresso che si potrebbe definire una vera altalena di emozioni: all’inizio è divertente, veloce e spettacolare; ma poi ecco che la CPU inizia ad incalzare portando a tante sonore sconfitte se non si padroneggiano al meglio alcuni degli aspetti centrali dell’esperienza: il movimento deve essere ponderato, la spinta dei booster utilizzata con parsimonia e ogni colpo sferrato ben calcolato tenendo a vista il terreno di scontri.

In genere il titolo propone degli scontri a squadre che, sulla falsariga di un deathmatch, dispongono di due barre a schermo dedicate. Ogni Mobile Suit ha un costo in punteggio che può raggiungere i 3000 punti e ad ogni abbattimento quel costo viene detratto dalla barra della propria squadra, con il rischio di tradursi in una sconfitta se si azzererà del tutto.

Questo comporta dunque una certa strategia del giocatore: più alto è il costo, migliori sono le performance del Mobile Suit, ma maggiori sono i rischi di incorrere in una sconfitta a causa del punteggio elevato detratto dalla propria squadra in caso morte. L’anima più strategica di Extreme Vs Maxi Boost On emerge proprio in questi momenti, obbligando i giocatori a ragionare su quale sia il Mobile Suit migliore da impiegare, così come quello più adatto alla propria abilità.



Alcune unità tendono a combattere dalle lunghe distanze, spesso a discapito della velocità, mentre altri invece possono sacrificare il proprio armamentario più devastante in favore di una maggiore mobilità. E’ sicuramente questo il caso del Penelope Gundam, con il quale abbiamo trascorso diverso tempo nel tentativo di masterizzarne le abilità, poiché rientra in quella fascia di Mobile Suit chiaramente indirizzati ai giocatori più esperti, il quale utilizza la propria corazza per ottenere dei benefici maggiori nella difesa, a discapito di una mobilità ridotta.

Questo lo rende difatti un Mobile Suit perfetto per attirare l’attenzione dell’avversario, ma le soddisfazioni arrivano  indubbiamente nel momento in cui, arrivato ad un certo limite dei suoi HP, rimuove il rivestimento diventando un bersaglio mobile altamente pericoloso dalla lunga distanza, con tanto di colpo paralizzante. Questo è solo uno dei tanti esempi e con 183 Mobile Suit a comporre il roster iniziale, la ricerca del proprio “lottatore” preferito potrebbe tenere impegnati i giocatori per moltissimo tempo, facendo anche la gioia della scena competitiva.

Per rendere inoltre più invitante la parte strategica degli scontri, prima di ogni battaglia è possibile selezionare tre possibili status nel momento in cui si attiverà la barra EX Mode negli scontri: Shooting e Fighting erano già disponibili nella precedente incarnazione nel gioco, ma in questa versione Maxi Boost On troviamo anche l’aggiunta della Extend, che permette di interrompere le combo degli avversari, privilegiando così la difesa e la mobilità. Le altre due forme EX invece, sono rispettivamente dedicate alla possibilità di velocizzare e incrementare i danni dei colpi a lungo raggio, oppure quelli ravvicinati. In ogni caso la EX Mode può ribaltare le sorti di uno scontro, a patto che il giocatore sappia incastrarlo nelle sue combo.

Raise your flag!

Fatti i conti con il gameplay, analizziamo adesso l’aspetto contenutistico di questo porting su PlayStation 4. Se la versione per cabinati si distingueva esclusivamente per la presenza dei percorsi Arcade dalla difficoltà crescente che culminano nello scontro finale con il boss di turno, ovvero l’Extreme Gundam, nel caso di questo porting sono state apportate alcune aggiunge molto interessanti.

Innanzitutto troviamo finalmente la modalità multiplayer in locale a schermo condiviso, la cui assenza in Gundam Versus aveva fatto storcere il naso a tantissimi appassionati di questo genere di picchiaduro. Alla competizione in locale si affianca anche quella online, che al momento può contare su un buon netcode, ma nutriamo non pochi dubbi fanbase occidentale di cui potrà godere sul lungo tempo.

Come ribadito in più occasioni nei precedenti paragrafi, questa tipologia di picchiaduro tendono ad ottenere soprattutto il favore dell’utenza  asiatica, con le “mani in pasta” in questo genere di produzioni da anni e anni. Il rischio quindi di tornare sul gioco tra qualche mese e ritrovarsi unicamente l’utenza hardcore asiatica che non perdona errori è quasi una certezza.

Tornando nuovamente a parlare dei contenuti: la novità più ghiotta è rappresentata da un “campagna” single player che propone una serie di sfide e missioni disegnate appositamente per questa iterazione PS4 del picchiaduro. La progressione di queste missioni viene scandita da un sistema di livelli e power up che permettono di elaborare delle build adatte a fronteggiare ogni tipologia di sfida. Ogni settore propone una serie di missioni che culminano nello scontro con un boss, basato su alcuni dei Mobile Armor più popolari del franchise di Gundam, incluso il colossale Divinidad proveniente dal manga di Crossbone Gundam.



Queste missioni alla fine sono soprattutto un buon banco di prova per migliorare la propria abilità con i comandi, la cui complessità, come già detto, potrebbe richiede una certa pratica. Da questo punto di vista si unisce l’utile al dilettevole, dato che completando le missioni si sbloccheranno anche delle figure da collezionare di ciascun Mobile Suit presente nel gioco. Giocando in ciascuna modalità si otterranno anche dei punti da investire nello sblocco di alcuni extra, come costumi alternativi per i piloti, oppure nuovi Operator e Navi.

Insomma, il piatto messo in piedi da Bandai Namco Entertainment non è propriamente ricchissimo e ci sarebbe piaciuta l’aggiunta di contenuto in più, ma è anche vero che l’anima del prodotto alla fine resta la competizione e da questo punto di vista al titolo gli si può imputare ben poco, complice un roster colossale di Mobile Suit che attinge dalla primissima serie animata di Mobile Suit Gundam, passando per alcune side stories cartacee molto apprezzate come Astray, fino alla recentissima Iron Blooded Orphans.

Il giorno dell’Unicorno

Dal punto di vista tecnico la produzione arriva su PlayStation 4 sfoggiando 60 fotogrammi al secondo granitici, accompagnato da un comparto grafico molto minimal, ma con una spennellata di cel shading sui modelli poiigonali dei Mobile Suit che maschera bene il low poly. Parlando del comparto musicale la produzione attinge ad alcuni dei brani più iconici e rappresentativi, non mancano quindi alcuni dei temi musicali più famosi che hanno fatto la storia del franchise, riproposti con degli ottimi mix pensati per dare una bella dose di scarica adrenalinica durante gli scontri.

Commento finale

Gundam Extreme Vs Maxi Boost On è un picchiaduro solido, caratterizzato da comandi a tratti legnosi, ma che in realtà mascherano una complessità di fondo a tratti punitiva nel momento in cui si varca la soglia della competizione online, o si affrontano le rotte Arcade più impegnative. Con uno dei roster più grandi della serie, il picchiaduro di Bandai Namco Entertainment si conferma una delle più divertenti ed appaganti trasposizione videoludiche del gigante bianco.

A peccare in questo porting sono ancora una volta i contenuti collaterali, troppo pochi e relegati ad una cornice per il piatto forte della produzione, ovvero la competizione prevalentemente multiplayer..

VOTO: 8

 



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