Hover: Revolt of Gamers – Recensione (Switch)

Hover è davvero l’erede spirituale di Jet Set Radio? Scopriamolo nella nostra recensione!

  • Nome completoHover Revolt of Gamers
  • Piattaforme: Playstation 4, Xbox One, PC, Switch
  • Producer: Midgar Studio e Fusty Game
  • Developers: Midgar Studio e Fusty Game
  • Distribuzione: Digita 
  • Data d’uscita: 20 Settembre
  • Genere: Freeroaming
  • Versione testata: Switch

Arriva direttamente dai lidi di una fortunata campagna Kickstarter, un titolo che vuole porsi come il diretto erede spirituale di quel mai dimenticato Jet Set Radio, nato nel lontano 1999 per il compianto Sega Dreamcast.

Sviluppato a due mani da Midgar Studio e Fusty Game, Hover nasce inizialmente come titolo indie per PC nel 2017, seguito successivamente dalla pubblicazione anche su Playstation 4 e Xbox One. L’obiettivo dei due studi è quello di esplorare nuovamente il genere free roaming a base di parkour, riprendendo anche il concept dei due buonissimi capitoli di Mirror’s Edge firmati da DICE.

E proprio da questo punto di vista, Hover: Revolt Gamers si pone come il figlio di una bizzarra combinazione tra il già citato Jet Set Radio nelle scelte stilistiche, e Mirror’s Edge per quanto riguarda la freneticità dell’azione su schermo. Grazie al codice fornitoci da Plug In Digital, abbiamo finalmente avuto la possibilità di mettere le mani sulla versione Nintendo Switch, un porting che ha richiesto diverso tempo per essere ottimizzato, ma finalmente pronto per essere apprezzato anche in un contesto mobile grazie alla natura ibrida della piattaforma Nintendo. Mettetevi comodi quindi, ecco la nostra recensione!

Jet Set Radio nel futuro

Hover è ambientato in futuro alternativo e fin da subito si evidenziano le similitudini con il vecchio Jet Set Radio: tutto ciò che popola il mondo di gioco, personaggi inclusi, è caratterizzato da un tratto artistico estremamente colorato con e il giusto accompagnamento sonoro per dare una scarica adrenalinica al giocatore.

Quel briciolo di trama che caratterizza la produzione vede il giocatore nei panni di un avatar, che sarà possibile creare durante le fasi introduttive dell’avventura, alle prese con la liberazione di una città futuristica aliena denominata “ECP17″. Un terribile dittatore controlla la città con il pugno di ferro, bloccando qualsiasi potenziale attività legata all’intrattenimento.

Di tutta risposta, un gruppo di ribelli noti come Gamers cerca di contrastarlo mettendo in gioco le proprie abilità di parkour per aiutare i cittadini in difficoltà e combattere il rigido sistema di controllo messo in piedi dal dittatore per impedire agli abitanti di “divertirsi”.



L’incipit narrativo basta e avanza per essere coinvolti immediatamente in questo colorato mondo fatto di luci al neon, e alieni improbabili.

La struttura adottata dagli sviluppatori riprende quella di un free roaming simil MMORPG: gli NPC sparsi in giro proporranno una serie di sfide da terminare, spesso accompagnate da un timer che contribuirà a rendere l’esperienza parkour di Hover un concentrato di assoluta frenesia tutta da gustare, sia in prima che terza persona. Come detto, l’ispirazione più evidente è proprio Mirror’s Edge; il nostro personaggio si sposta da un punto all’altro della mappa (spesso in verticale) completando i vari incarichi, ma è richiesta comunque una certa precisione e la giusta alternanza dei cosiddetti “trick” per ottenere una spinta di velocità maggiore. In ogni caso è possibile imparare dai propri errori grazie al tasto del riavvolgimento, utile tanto per correggersi, quanto per avanzare nel completamento di determinate missioni con fasi vagamente platforming.

A penalizzare un po’ il tutto è l’assenza effettiva di un coinvolgimento narrativo all’interno del gioco, così come la progressione viene sorretta a stento da una serie di sfide secondarie tutte abbastanza simili tra loro, ma per fortuna con livello di difficoltà sempre più crescente. Assolutamente divertente è invece il Gameball, una sorta di basket basato sul parkour, nel quale due squadre gareggiano per lanciare la sfera nelle reti avversarie.

Ci ha invece convinti maggiormente la presenza di un vero e proprio sistema di crescita del personaggio che, in base ai trick e le missioni completate, acquisirà esperienza e salirà di livello migliorando le proprie statistiche. A questo va ad affiancarsi anche un ramificato albero di abilità, al cui interno andranno inserite dei chip trovati negli scrigni sparsi in giro per la città oppure ottenuti come ricompense; ognuno di questi chip garantirà dei bonus passivi che influenzeranno le statistiche base. La velocità, la portata del salto e la curvatura durante le corse saranno elementi centrali nella mobilità del nostro alter ego virtuale. Per quanto

Difficoltà e online

La difficoltà di Hover non va assolutamente sottovalutato, anzi, è un costante crescendo che spingerà il giocatore a perfezionare le proprie abilità e studiare l’ambiente circostante per rientrare nei tempi richieste dagli incarichi. Certi trucchi richiederanno più tempi di altri nella curva di apprendimento. La natura MMORPG della mappa, della struttura delle quest non è certamente casuale, dato che è presente la possibilità di condividere la propria sessione di gioco con altre nove persone, cosa che ovviamente andrà a facilitare moltissimo la risoluzione delle quest più difficili. E’ inoltre presente il pieno supporto cross-play con gli utenti PC e Xbox One.

Stilisticamente eccellente

Come già detto in apertura, il punto forte di Hover è la sua mirata ricercatezza stilistica, che grazie al suo cell shading propone un comparto visivo cartoon utile a mascherarne gli evidenti limiti grafici, ma comunque piacevolissimo da gustare.

Un po’ più complessa e la situazione sul fronte dell’ottimizzazione. Chiariamoci, Hover gira piuttosto bene sulla console ibrida di Switch quando collegata alla TV, con 60 fotogrammi al secondo che occasionalmente lasciano il fianco a qualche calo; il problema è il passaggio alla modalità portatile che, penalizzato da una risoluzione dinamica per tenere il più possibile solidi i fotogrammi, viene afflitta da un problema di sfocatura dei testi. Non manca inoltre una funzionalità giroscopio, utile per ottenere una maggior precisione nel lancio delle sfere. Una conversione quindi che, al netto di qualche problema di risoluzione in portatile, arriva su Switch mantenendo tutte le sue caratteristiche.

Commento finale

Hover non è un gioco perfetto, non brilla nella varietà dei contenuti, e la curva di apprendimento potrebbe tenere i giocatori impegnati per diverse ore. Tenendo in considerazione questi fattori, il titolo di Midgar Studio e Fusty Game si pone come una prelibata esperienza parkour con elementi nostalgici che dimostrano tanta competenza e passione per il genere. Se avete amato Jet Set Radio, oppure Mirror’s Edge, Hover può essere una gradita alternativa che arriva su Switch garantendo il fattore portabilità e un prezzo accessibile.



Hover

7.5

VOTO FINALE

7.5/10

Pros

  • Game frenetico e divertente
  • Architettura da MMORPG molto votata al gioco multiplayer
  • Ottima direzione artistica
  • Giroscopio e portabilità
  • Cross-play

Cons

  • Poca varietà
  • Solo per gli appassionati
  • Alcuni problemi di risoluzione in mobilità

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