Il diritto di opporsi: Le nostre considerazioni sul film

Siamo stati all’anteprima del nuovo film con Michael B. Jordan e i premi Oscar® Jamie Foxx e Brie Larson. Ecco le nostre considerazioni. Nelle sale dal 30 Gennaio.

È un film basato su fatti realmente accaduti a partire dagli anni ‘90. Racconta l’ennesima storia di ingiustizia giudiziaria americana che vede protagonista le vicende di Walter McMillian, nel braccio della morte per l’omicidio di una ragazza diciottenne bianca. È un delitto che non ha commesso, ma le indagini sommarie, le prove che dimostrano la sua innocenza e il fatto che l’unica testimonianza sfavorevole è stata resa da un criminale con un movente per mentire depongono per la necessità di trovare in fretta un colpevole per tranquillizzare la comunità.

Un giovane afroamericano Bryan Stevenson laureato in legge ad Harvard fa una scelta controcorrente, decidendo di difendere i condannati a morte in Alabama invece di tentare di fare carriera nel Nord degli Stati Uniti. Molti di questi condannati non hanno beneficiato di un regolare processo e quasi tutti sono neri come lui. Brian incontra Walter e altri come lui e inizia a combattere per raccogliere prove per riaprire i processi, chiaramente con il sistema contro.

Ma in questa battaglia non è solo: al suo fianco c’è l’attivista locale Eva Ansley che a rischio personale si prende la briga di cercare avvocati per aiutare questi uomini. Insieme fondano l’associazione Equal Justice Initiative e con un team sempre più numeroso iniziano la loro missione di aiutare quante più persone possibili.



Se siete arrivati a leggere questa breve trama e avete provato ad immaginare personaggi e contesti (la prigione, la comunità nera, la comunità bianca, lo sceriffo, il procuratore, etc), starete pensando che si tratta del solito filmone in cui si intuisce subito che ci sarà un lieto fine, prima di qualche breve battuta di arresto e l’amore tra avvocato e attivista. Vi rispondo che la potenza di questo film sta nella parte centrale. Guardando questo film rimarrete immobili sulle poltrone a seguire lo svolgersi della storia, ottimamente interpretata da attori di qualità, alcuni dei quali hanno incontrato la loro controparte nella vita reale.

Il filo conduttore di tutte le vicende è l’umanità con cui Bryan incontra i condannati. Anche chi ha commesso una colpa grave, sente che vale la pena salvarsi perché c’è qualcuno che si batte per lui, che intravede qualcosa di sbagliato nella storia raccontata e si mette al lavoro per provare a cambiare la situazione. Anche chi ha mentito sente che è arrivata la possibilità di riscattarsi cambiando il destino di un’altra vita. Anche chi è stato condannato ingiustamente e crede di non avere speranze, perché dal braccio della morte nessuno esce vivo, riesce ad instaurare un legame profondo con il suo avvocato, diventandone amico e complice di una vera missione di vita e morte.

Consigliatissimo. 4/5

Maria Rosaria D’Apice per cM News



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