Ken il Guerriero – Recensione dell’edizione home video (BOX 1 & 2)

La leggenda di Hokuto rivive. Ecco la nostra recensione dell’edizione home video di Ken il Guerriero!

Il 2018 è l’anno di Hokuto no Ken (Ken il Guerriero da noi), il leggendario manga ideato da Yoshiyuki “Buronson” Okamurae e disegnato dal grande illustratore Tetsuo Hara nel 1983. L’opera compie infatti il suo 35° anniversario, e nel corso di questi mesi il Giappone ha cercato di celebrarla nel miglior modo possibile con un nuovo adattamento animato prequel, e il più recente videogioco per Playstation 4 intitolato Fist of the North Star: Lost Paradise (qui la nostra recensione).

Ma anche in Italia il mito di Ken il Guerriero è stato protagonista di alcune iniziative come l’arrivo al cinema del lungometraggio animato Ken Il Guerriero – La Leggenda di Hokuto, e l’uscita in home video della storica serie animata tratta dall’omonimo manga.

In entrambi i casi il lavoro svolto da Yamato Video è stato davvero esemplare. Oggi vogliamo quindi dedicare un po’ di spazio sulle nostre pagine a questa intramontabile leggenda del mondo animato e cartaceo grazie ai primi due Box in home video che racchiudono i primi 52 episodi.

Arti marziali post-apocalittiche

Ciò che ha reso, soprattutto negli anni ’80, l’anime di Ken il Guerriero (così come il manga) un vero e proprio cult è proprio quel mescolare l’ambientazione post-nucleare con i dettami classici del genere arti marziali. Una miscela incredibile che attraverso le fila di una narrazione altamente emotiva, e una cifra stilistica fortemente influenzata dalla wasteland della saga cinematografica di Mad Max diretta dal maestro George Miller, racconta la storia di uomini segnati dalle tradizioni di un mondo ormai lontano; cercano di lottare per quelle cose a loro preziose, aggrappandosi alla speranza e l’amore.

Quel briciolo di umanità è stato letteralmente spazzato via da una guerra nucleare, trasformando il mondo in una landa desolata popolata da una follia dilagante. Tra di loro però si nasconde qualcuno che cerca di preservare l’animo buono dell’essere umano; il suo nome è Kenshiro, diretto erede della Divina Scuola di Hokuto, antica scuola di arti marziali che invita i propri adepti a seguire un rigoroso percorso di studi sull’uso giustificato della forza.



Kenshiro si muove in queste lande desolate esasperate dalla violenza nel tentativo di ritrovare la sua amata Julia, rapita da Shin, un tempo suo grande amico, ora grande rivale appartenente all’altrettanta leggendaria scuola di Nanto.

Partono da qui delle premesse che nel corso dei ben 152 episodi evolveranno e si dipaneranno sempre di più, fino a rendere quella esagerata violenza dallo stampo quasi pulp, un mero contorno al vero cuore dell’opera: in Hokuto no Ken i combattimento sono solo il pretesto per raccontare le vicende di personaggi umani che devono affrontare i propri demoni interiori; assistiamo alla loro crescita attraverso una scrittura dei dialoghi mai banale, ma anzi, colpisce duramente al cuore lo spettatore stimolando dentro di lui emozioni contrastanti.

Visto oggi l’adattamento dell’opera di Buronson e Hara lascia il fianco a molte ingenuità di scrittura, con una veicolazione di certi messaggi a volte un po’ forzata, penalizzata in particolare dall’esigenza da parte di Toei Doga e Fuji Television di dilatarne i tempi aggiungendo i consueti filler utili a dare il tempo ai due autori di proseguire le avventure cartacee di Ken.

Questo si verifica maggiormente soprattutto nella prima serie, che nel suo lungo arco di 109 episodi culmina con lo scontro tra Ken e il fratellastro Raoh. La seconda serie, più breve e di soli 43 episodi, racconta dell’avvento dell’Imperatore e della Scuola Imperiale di Gento, culminando con l’epico scontro finale tra Ken e Kaioh nella Terra dei Demoni.

L’edizione home video

L’edizione home video proposta da Yamato Video e Koch Media consister in quattro BOX da collezione. Attualmente sono disponibili sul mercato esclusivamente i primi due cofanetti, che, come già detto, coprono i primi 52 episodi della prima serie animata.

I BOX rispecchiano perfettamente le edizioni già proposte in passato dall’editore, con un cartonato che comprende cinque dischi, corredato da un booklet esclusivo da 32 pagine completo di sinossi degli episodi e bozzetti preparatori. Un formato quindi abbastanza soddisfacente che farà la felicità dei collezionisti, da lungo tempo in attesa di una nuova riedizione home video dedicata a questa trasposizione animata.

Dal punto di vista tecnico invece permangono gli altrettanti difetti già elencati in altre recensioni passate: il formato video in 4:3 risulta oltremodo fastidioso sugli schermi in alta definizione, con il risultato di bande nere ai lati dello schermo. Questo ovviamente è dovuto proprio all’esigenza da parte di Yamato nel riproporre i master originali che, in questa versione vengono proposti nella loro massima essenza, quindi con tanto di estratti in lingua originale assenti nella programmazione originale.

Presente infine il doppio audio in lingua Italiana e Giapponese, con i sottotitoli nel consueto idioma della penisola.

Commento finale

Ken il Guerriero torna finalmente nel mercato home video con una buona riedizione pensata per soddisfare i palati dei collezionisti compulsivi. Pur lasciando il fianco scoperto a delle naturali ingenuità narrative che corroboravano la maggior parte degli anime giapponesi degli anni ’80, così come tutte le dilatazioni del caso, Ken il Guerriero resta ancora oggi un prodotto avvincente, intrinseco di dramma e azione.

Impossibile poi non amare, a distanza di 30 anni l’immortale sigla italiana di Lucio Macchiarella, capace di tratteggiare perfettamente il fascino di questo grande pilastro dell’animazione giapponese.



Commenta questo articolo