Marvel’s Spider-Man – Recensione (PS4)

L’arrampicamuri torna  nel mondo dei videogiochi grazie a Insomniac. Ecco la nostra recensione di Marvel’s Spider-Man!

  • Nome completoMarvel’s Spider-Man
  • Piattaforme: Playstation 4
  • Producer: Sony Interactive Entertainment
  • Developers: Insomniac Games
  • Distribuzione: Digital/disco
  • Data d’uscita: 7 Settembre
  • Genere: Action/Open world
  • Versione testata: Playstation 4

I videogiochi su licenza di Spider-Man hanno sempre goduto di fortune alterne, spesso traditi da un budget esiguo, o semplicemente da una pigrizia di sviluppo. Pochi sono i titoli davvero memorabili dedicati all’arrampicamuri, e forse tra quelli più apprezzati dai fan di lunga data, possiamo ricordare Spider-Man 2 (2004)e Ultimate Spider-Man (2005).

Con il successo della serie di Batman Arkham firmata da Rocksteady, la rinascita dei titoli su licenza ha motivato diversi studi e publisher a simularne molte  caratteristiche per realizzare nuovi potenziali franchise. Tra questi ritroviamo anche Insomniac che, sotto l’egida di Sony, si è lanciata a capofitto nel mondo del tessiragnatele con l’intento di realizzare un videogioco capace di immergere gli appassionati del fumetto in una Manatthan circoscritta su misura del suo vigilante preferito. E’ così quindi, a circa  tre anni da quello stupefacente trailer presentato all’E3, eccoci finalmente qui a parlarne con il prodotto completo nelle nostre mani. Marvel’s Spider-Man è davvero il videogioco definitivo dedicato all’iconico supereroe dei fumetti? La nostra risposta è “Ni”, ma il lavoro di Insomniac merita tanta attenzione, la medesima con la quale è stata realizzata questa inedita avventura di Spider-Man. Ecco la nostra recensione!

Benvenuti a New York

Lo diciamo quindi abbastanza subito, Marvel’s Spider-Man non è un capolavoro, ma Insomniac ha confezionato un prodotto nel quale ha riversato tutto il proprio amore verso il personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko nel 1962. Le aspettative erano decisamente alte insomma, e per quanto siano state in parte deluse, è impossibile non restarne stregati e affascinati nel momento in cui, per la prima volta, varcheremo la soglia della finestra della stanza di Peter Parker per lanciarci immediatamente in azione nella lotta al crimine. Marvel’s Spider-Man parte letteralmente in medias res, con un prologo folgorante che intende mettere fin da subito le cose in chiaro: quello che abbiamo tra le mani è un titolo ambizioso nel quale il segmento narrativo ricoprirà un ruolo cruciale nella progressione del gioco.

Non aspettatevi quindi un pretesto narrativo a fare da sfondo, la storia in Marvel’s Spider-Man è il vero cavallo di battaglia della produzione, capace di riuscire dove molti altri hanno fallito: scavare in quel costante caos che alimenta la vita privata di Peter Parker, che non riesce a pagare le bollette, cerca di mantenere un lavoro stabile, e fin troppo spesso e costretto ad indossare il costume per combattere l’inesauribile crimine a New York. Insomniac ha quindi giocato molto bene le sue carte, spostando i riflettori tanto su Spider-Man, quanto su Peter Parker, così da immedesimare maggiormente i videogiocatori nella storia. Parlare della storia sarebbe un vero crimine, ma Marvel’s Spider-Man funziona quando si dedica ai momenti più intimi della vita del protagonista, supportato a dovere da una realizzazione tecnica, una recitazione e un doppiaggio italiano di ottima fattura, e perfettamente in linea con le altre proposte esclusive di Sony per Playstation 4.

E proprio questa grande importanza data alla storia, si trasforma da enorme pregio, anche nel peggior difetto della produzione: Marvel’s Spider-Man è un videogioco tremendamente lineare, che sfrutta il suo mondo open world come vero e proprio specchio delle allodole, infarcito da attività secondarie molto blande. Per quanto l’oscillazione del ragno tra la città sia di una profondità e di un divertimento incredibili, l’esplorazione diventa quasi la cornice di un prodotto che vuole a tutti i costi puntare molto sulla storia, e meno sui contenuti collaterali, che dovrebbero essere l’organo principale di titolo open world. E invece tutto questo viene asfaltato da altre esigenze che impediscono alla produzione di raggiungere la perfezione.

Essere Spider-Man

Anche il gameplay esplorativo, per certi versi non brilla per originalità, ma si riduce a scimmiottare delle meccaniche ormai già viste altrove e sdoganate da Ubisoft nella scorsa generazione. Ci stiamo riferendo in modo particolare alle torri radio sparse in giro che, una volta attivate permettono di avere una visuale più chiara dei vari settori della mappa, e tutte le attività proposte al suo interno. Ed è proprio la qualità di queste attività secondarie a deludere, che si traducono fin troppo spesso nella raccolta di collezionabili sparsi in giro, atti criminali casuali, settori da ripulire e poco altro.

Senza ombra di dubbio Insomniac è stata arguta nel giustificare il completamento di queste attività con dei premi più o meno interessanti come costumi o gettoni da investire nel potenziamento dei gadget, ma sembrano poco più di un pretesto aggiunto quasi in secondo momento per cercare di giustificare l’esplorazione della città. Una vera occasione mancata.

Tra un volteggio (e qualche foto) e l’altro per la città, il grande valore della storia per Insomniac si ritrova nella scelta di puntare anche su sezioni di gameplay parallele nelle quali controlleremo Peter o Mary Jane. In queste fasi la sceneggiatura cerca di dare il suo meglio, puntando su situazioni inedite nelle quali subentrano delle fasi stealth mediamente brevi e alcuni minigiochi più o meno ispirati. Sono fasi come queste che suggeriscono il vero obiettivo di Insomniac: raccontare una storia senza troppe sbavature, stravolgendone il gameplay pur di raccontarne ogni sfumatura.

Tornando invece nuovamente sulla parte principale del gioco, ovvero Spider-Man, è impossibile non notare le enormi somiglianze del combat system con quelle della serie di Batman Arkham. Insomniac da questo punto di vista ha scopiazzato, ma ha anche sapientemente personalizzato il suo approccio. Laddove Batman era figlio di una struttura di gioco più chiusa, con Spider-Man lo sviluppatore ha potuto sbizzarrirsi facendo leva proprio sull’agilità e le sue capacità.

Gli approcci sono molteplici, tanto che il gioco ricalca quasi pedissequamente certe strutture della serie Rocksteady, con tanto di fasi stealth, KO silenziosi da sporgenze, fasi investigative e un combat system basato sull’efficacissimo free flow system. La sensazione nel complesso è quella di avere per le mani un videogioco di Batman, ma completamente svincolato dalla sua staticità. Insomniac ha pensato a tutto, con l’azione su schermo che scorre in modo molto veloce e appagante, impreziosita da numerosi gadget versatili e anche molto creativi. Dopo Marvel’s Spider-Man sarà davvero difficile per qualunque altro sviluppatore realizzare un videogioco dedicato all’arrampicamuri senza tenere in considerazione il lavoro di Insomniac.

La parte più divertente risiede poi nella componente ruolistica del gioco, molto accentuata sia chiaro, ma comunque efficace quanto basta per tenere alto l’interesse del giocatore e ottenere il 100%. I costumi, che sono circa una ventina, andranno sbloccati spendendo degli appositi gettoni, ottenibili completando i vari incarichi in città. Ciascun costume non avrà solo valenza estetica, ma vanterà anche un potere utilizzabile caricando la barra Concentrazione durante i combattimenti.

I poteri potranno poi essere scambiati tra i costumi, ma alcuni di essi garantiscono dei bonus molto interessanti. Per esempio il costume tratto da Spider-Man: Homecoming permette di evocare un drone ragno come fuoco di supporto; il Noir garantisce bonus durante le fasi stealth e così via. Se Spider-Man è noto per essere molto creativo con gli strumenti in possesso, Insomniac ha ben pensato di trasporre questa sua caratteristica anche nel gameplay, con risultati assolutamente efficaci.

Un comparto tecnico da urlo

A ridosso del day one, l’opera di Insomniac era finita letteralmente nel ciclone delle polemiche suscitate a seguito di alcuni video che, a detta di alcuni, latitavano nell’effettistica (come le famose pozzanghere) che erano invece presenti nella primissima demo presentata all‘E3 di qualche anno fa.

Mai polemica fu più sterile, perché Marvel’s Spider-Man che abbia subito un downgrade (e anzi, sembra migliorato secondo il Digital Foundry) o meno, resta davvero un gioco spettacolare da vedere. Le animazioni del personaggio sono estremamente curate nei minimi particolari, e sfruttando la modalità Foto messa a disposizione dallo sviluppatore è possibile apprezzare l’enorme livello di dettaglio raggiunto dalla build finale del gioco. Anche il framerate riesce a presentarsi quasi sempre solido, risultando davvero inattaccabile da questo punto di vista.

Commento finale

Marvel’s Spider-Man non è un capolavoro, è un gioco imperfetto che però vanta una ricercatezza per il dettaglio davvero mostruosa. Un titolo che trasuda amore per i centinaia di easter egg nascosti in giro per New York, ma anche per l’enorme attenzione rivolta verso una sceneggiatura che esplora la doppia vita del protagonista, e le numerose sfide dietro l’angolo che comportano. Un racconto solido che purtroppo ruba la scena a tutto il resto, con Spider-Man confinato al suo interno dall’inizio alla fine. 

Marvel's Spider-Man

8.7

VOTO FINALE

8.7/10

Pros

  • Un gameplay che scimmiotta e personalizza le idee di Rocksteady
  • Una storia densa di avvenimenti che ci racconta soprattutto di Peter Parker
  • La gestione dei costumi è molto divertente
  • Muoversi per New York è davvero incredibile

Cons

  • Molto lineare
  • Le attività secondarie sono poche e ripetitive

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