Monster Boy: The Cursed Kingdom – Recensione (Switch)

L’erede spirituale di un grande classico. Ecco la nostra recensione di Monster Boy: The Cursed Kingdom

  • Nome completo: Monster Boy the Coursed Kingdom
  • Piattaforme: Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, PC
  • Producer: FDG Entertainment
  • Developer: Game Atelier
  • Distribuzione: Retail/Digital
  • Data d’uscita: 4 dicembre 2018 (Nintendo Switch, PS4, XBOX ONE) primi mesi del 2019 (PC)
  • Genere: Action/Platform
  • Versione testata: Nintendo Switch

A circa 20 anni dall’ultimo Wonder Boy, fa capolino un nuovo erede spirituale (e forse molto di più), dell’ormai storico ragazzino dai poteri fantastici, Monster Boy and the Coursed Kingdom, sviluppato da The Game Atelier e FDG Entertainment saprà reggere il confronto di una saga leggendaria? Scopriamolo insieme in questa recensione.

Senza troppi virtuosissimi ma con grande stile

L’aspetto con il quale Monster Boy si propone è davvero unico. Abbandona qualsiasi concetto di tridimensionalità, oramai iper abusata anche dalla maggior parte dei titoli platform 2D, ed irrompe sulle nostre console con una magistrale e meravigliosa bidimensionalità studiata nei minimi particolari sotto ogni punto di vista, dalle animazioni alla concept art estremamente originale che riesce ad unire l’alta definizione con un Character design estremamente caratterizzato ed appartenente alla tradizionale impronta artistica di Wonder Boy, d’altronde non possiamo aspettarci un lavoro migliore di questo, dato che lo stesso Rihiuchi Nishizawa (creatore e mente dietro Wonder Boy) ha assistito e contribuito allo sviluppo di questo meraviglioso capitolo.

Ogni piccolo passo fatto in quel mondo di gioco riuscirà a portare alla mente dei più nostalgici i favolosi ricordi della loro infanzia passata su Wonder Boy, attraverso però una veste completamente nuova e realizzata eccellentemente.



Monster Boy vuole essere un gioco a sé stante, con uno stile ed un’identità sua, certamente spezzando le catene della maledizione che fece sprofondare Wonder Boy nell’oblio, ma vuole essere un titolo estremamente proiettato verso una sua stretta personalità, ma di certo, non si può negare che l’amore verso il suo antenato Wonder Boy sia tanto, ed esso trasuderà dagli schermi e dai vostri dispositivi, come anche l’amore che il team ha avuto nel creare qualcosa che banalmente si avvicinasse ad uno dei titoli che ha fatto la storia del videogame, ed è stupenda la maniera in cui Monster Boy si inchina con orgoglio al grande classico, proponendo citazioni e meccaniche se pur in un’ottica innovativa, ma estremamente legate ad un’origine che si fa fatica a dimenticare.

La più grande influenza che Monster Boy ha è quella di Wonder Boy III: the dragon’s trap, con tutta probabilità il capitolo più completo e meglio realizzato di tutta la saga. Inoltre avere come fonte di ispirazione un must have del genere di certo non è da tutti, ma non solo, con tutta probabilità eleva la caratura di Monster Boy a livelli sicuramente più alti, oltre a quanto già l’elevatissima qualità e cura non abbia già fatto.

Ogni scarrafone è bello mamma sua

Se più volte abbiamo ribadito che il passato e di conseguenza l’eredità “WanderBoydiana” trasmessa a Monster Boy è stata ripresa riproposta senza lasciare nulla al caso, ma soprattutto con stile e grande rispetto che solo un team così talentuoso può dare, vogliamo comunque ricordare che questo titolo ha una sua integrità e coerenza da non confondere troppo con la sua controparte passata, è un titolo non solo dalla manifattura eccelsa, ma da un carattere deciso, spigoloso ed estremamente interessante ed appassionante, insomma, vive di una propria identità che non ha troppi paragoni con ciò che oramai è storia.

Il titolo presenta un level Design ragionato, intricato che, sprona il giocatore all’esplorazione dell’enorme mappa: ogni livello ha un suo preciso scopo ed il giocatore nei panni di Jin dovrà davvero spremere le meningi il più possibile per scoprire segreti, superare puzzle ambientali, sconfiggere boss ed arrivare al proprio obiettivo.

C’è da dire che le abilità di Jin verranno incontro al giocatore sin dalle prime ore di gioco, infatti, il protagonista ha il potere di cambiare la propria forma in base alle necessità che il livello propone al fruitore, esso può trasformarsi in Rospo per afferrare le parete con la Lingua, in leone per una brutale forza distruttiva e così via. Ritornando a focalizzarci sul level design non è raro in Monster Boy ritornare sui propri passi durante il superamento dei livelli e smanettare con i menu per potenziamenti o l’uso di oggetti addizionali, meccanica a cui giochi come Metroid o Castelvania ci ha oramai abbondantemente abituati.

Non mancheranno di certo i momenti in cui il giocatore dovrà usare tutte le abilità a disposizione pur di riuscire nel livello, e con abilità non intendo solo usare un oggetto o una determinata arma, ma proprio switchare rapidamente la propria forma per arrivare in punti altrimenti non raggiungibili, di segreti i livelli sono pieni zeppi, e le grandi scelte di level e game design si riversano sul giocatore entusiasmando e rendendo unico il gameplay ed assolutamente mai banale, anche se a volte tremendamente difficile.

Una delle migliori scelte apportate al titolo è la componentistica GDR, mai così azzeccata, infatti, il giocatore sarà spronato a cercare nell’enorme mappa di gioco ed attraverso il sistema di level design eccelso speciali gettoni dorati nascosti dagli stessi sviluppatori per poi avere l’opportunità di spenderli all’interno delle botteghe sparse in tutto il gioco con grande attenzione ed equilibrio per acquistare power up che potenziano il personaggio e oggetti speciali che permetteranno di interagire l’overworld di gioco, andando di conseguenza a modificare ulteriormente il level design.

Ad esempio la ice sword permette di congelare bacini idrici e pozze d’acqua e permettere al nostro personaggio di camminarci sopra e raggiungere posti segreti, o banalmente risolvere enigmi e continuare l’avanzamento del livello. Questo si tratta solo uno di tanti.

Commento finale

Monster Boy the Coursed Kingdom non è solo un seguito spirituale o un omaggio al passato, ma anche e soprattutto, un grande titolo innovativo che sta portando in alto un genere con orgoglio e fierezza, è un
gioco con una componente artistica invidiabile, capace di entusiasmare ogni tipo di pubblico, dai veterani del genere ai neofiti ed ai più piccini, oppure, a chi si non si è mai approcciato al genere. La grande responsabilità che questo titolo ha sulle spalle, si intona perfettamente con il capitolo stesso, riuscendo a portare un genere che si credeva oramai perso per sempre di nuovo sulla bocca di tutti.

Gli sviluppatori non hanno lasciato nulla al caso, dalla parte strettamente grafica e la cura maniacale nelle animazioni e disegni, sino alla parte più tecnica, passando per un level design eccelso e sempre fresco. Abbiamo testato Monster Boy su Nintendo Switch e possiamo affermare che a nostro parere è sicuramente la piattaforma più indicata per questo titolo, valore aggiunto la possibilità di giocarlo ovunque.



9

VOTO FINALE

9.0/10

Pros

  • Level design di grande manifattura
  • Enigmi ambientali ben realizzati
  • Cura in character design ed ambientazione maniacale
  • Mappa di gioco molto Grande
  • Componente GDR molto apprezzata

Cons

  • Alcuni piccoli bug
  • A tratti frustrante

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