My Time at Portia – Costruire con stile tra mostri e pericoli di ogni sorta!

La dura (ma appagante) vita di un costruttore: ecco la nostra recensione di My Time at Portia!

  • Nome completo – My Time at Portia
  • Piattaforme – Windows, Playstation 4, Xbox One, Nintendo Switch
  • DeveloperPathea Games
  • Publisher – Team17 Digital Ltd.
  • Distribuzione – Digitale, fisica
  • Data di uscita – 16 Aprile 2019
  • Genere – Simulation RPG

Lo potremmo definire un simulatore di vita o il degno successore — seppur spirituale — di Harvest Moon o Animal Crossing, e in ogni caso compiere un errore: My Time at Portia è unico nel suo genere, una perla di inestimabile valore nel panorama videoludico degli amanti del genere a cui appartiene, ovvero i giochi di simulazione.

Benvenuti a Portia!

Il gioco ha una trama molto semplice, e ciò lo rende adatto — apparentemente — a tutte le età. Il protagonista è il personaggio di cui poi prenderemo il controllo; costui ha perso in circostanze misteriose il padre e ne ha ereditato una bottega situata proprio nella città di Portia. Si trasferirà in quest’ultima in cerca di fortuna ed entrerà in contatto con circa 50 personaggi non giocanti sparpagliati su tutta la mappa di gioco. La trama si snoderà poi attraverso numerose missioni secondarie che faranno luce non solo sulla vicenda narrata nell’incipit ma che lasceranno trasparire una lore curata nei minimi dettagli. Il personaggio potrà essere personalizzato tramite uno spartano editor che tuttavia fa bene il suo lavoro, risultando accattivante e sicuramente originale. Lo stile di My Time at Portia è molto particolare, ricco di colori e carico di forme ben definite — una scelta intelligente che si discosta dal realismo per trovare nella caricatura la massima espressione, riuscendoci alla perfezione. I personaggi sono diversificati gli uni dagli altri ed enorme è la cura dedicata dal team di Pathea Games nel rendere ogni singolo volto testimone di un pezzo di storia di Portia.

Per quanto riguarda l’ambientazione in sé, il gioco trascina il giocatore in uno scenario post apocalittico che insegna che non sempre i videogiochi più colorati sono quelli più banali e che anzi possono rivelarsi i più profondi ed articolati. My Time at Portia è la perfetta — seppur distopica — rappresentazione di un mondo consumato dall’avarizia degli esseri umani e dal desiderio di cupidigia, un mondo che ha conosciuto anni di tenebra e che dunque cerca di tenersi alla larga dagli errori del passato. Maturo e toccante.

Lavorare di giorno e riposare di notte

Impressionante è il realismo che permea le meccaniche di gioco. Il nostro protagonista trascorrerà l’intera giornata alla ricerca di materiali ed intento poi a costruire sempre nuove migliorie per la propria casa-bottega. Ciò, tuttavia, avrà un impatto consistente sulla sua condizione fisica: avrà bisogno di mangiare e dormire esattamente come un normale essere umano, ed è questo che innalza My Time at Portia ad uno dei giochi forse più precisi e dettagliati del genere di appartenenza. Il rischio di collassare se la barra dell’energia arriva allo zero non è remoto ed anzi accadrà molto spesso se si eviterà di riposare o se si resterà troppo svegli di notte. Allo stesso modo funzioneranno le relazioni interpersonali, con un netto miglioramento nei rapporti con gli altri se coltivati attraverso azioni ricorrenti — chiacchierare, giocare a carta sasso forbici, lottare o fare dei regali — che potranno essere eseguite ogni qualvolta se ne avrà l’occasione.

 

Il cuore del gioco

My Time at Portia ha come concetto cardine quello del crafting. Il gioco ruoterà esattamente attorno a tale meccanica, chiedendo al giocatore di collezionare di volta in volta diversi materiali per poter compiere le richieste più disparate in modo tale da guadagnare denaro ed esperienza ed investire entrambi per la crescita dell’avatar. Per quanto concerne le caratteristiche del personaggio, egli avrà poche ma utilissime abilità che potrà potenziare sino ad acquisire in modo permanente, le quali gli consentiranno di scattare più a lungo, fare capriole col minimo sforzo, picconare con più decisione riducendo il costo in energia e così via. Diverso invece è il discorso riguardante il crafting: complesso, intelligente, soddisfacente. I tre pilastri fondamentali su cui si basa, effettivamente, l’intero titolo. Esso ci guiderà per mano attraverso numerosissime missioni tutorial in cui verrà mostrata anche parte della lore del gioco. Attraverso l’esperienza diretta, acquisire manualità con i craft sarà più semplice e verrà più naturale. I tutorial sono molteplici ma molto brevi e scritti in un linguaggio non troppo articolato con la presenza di immagini esplicative che delucideranno anche i più restii o i neofiti del genere.



I comandi sono intuitivi e molto basilari: la difficoltà del gioco non è nell’imparare a padroneggiare le varie funzioni del crafting, piuttosto quella di imparare a dosare le risorse. Sebbene il ciclo naturale di Portia sia molto rapido con il respawn quasi immediato del bestiame ucciso e delle risorse depredate, gli oggetti da creare sono un’infinità e man mano che si procederà con la storia si noterà come effettivamente si tratti di materiali sempre più preziosi ed introvabili. La mappa di Portia non è immensa come gli open world ai quali siamo abituati, e questo è un bene: la familiarità è vitale in un simulatore in cui è importante imparare la posizione di determinate risorse.

Il gioco, inoltre, offre la possibilità di esplorare delle cave e di scavare in quest’ultime sino a raggiungere le viscere della Terra per poter accaparrarsi gli oggetti più disparati — e misteriosi.

Combattere per il proprio lavoro

My Time at Portia si trasforma in quello che è a tutti gli effetti un Action RPG. I nemici a schermo saranno numerosi, soprattutto durante l’esplorazione di nuovi luoghi — e soprattutto nelle caverne — e combattere contro quest’ultimi sarà nostro compito. I drop lasciati dai mostri potranno essere riutilizzati in fase di crafting — come qualsiasi altra cosa — e in generale aiuteranno il protagonista a salire di livello. Non mancano appassionanti boss fight e la possibilità di lottare contro gli NPC per migliorare il rapporto complessivo.

Musica, maestro!

La conduzione artistica di My Time at Portia non è di certo delle migliori e risulta essere il tallone d’Achille del titolo; i fondali sono spesso riciclati e privi di particolari, con un’attenzione quasi maniacale solo per quanto concerne i personaggi, fulcro del gioco e dell’avventura del protagonista. Le musiche sono poco ispirate e sembrano inadatte in molti punti, soprattutto in pieno combattimento. Poco immersive, non innalzano il duello ad un’esperienza coinvolgente e potrebbe dunque capitare di stancarsi o di skippare interi scontri poiché annoiati dal contesto che non sembra convincere.



Commento finale

My Time at Portia è un videogioco accessibile a tutte le fasce d’età. Rappresenta il punto più alto nel panorama della “simulazione disimpegnata” piazzandosi al primo posto per quanto concerne la realizzazione del sistema crafting e sicuramente sul podio per il fattore divertimento: fortemente consigliato.

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8.1

VOTO FINALE

8.1/10

Pros

  • Ottimo sistema di crafting
  • Lore ben pensata
  • Divertimento assicurato

Cons

  • Musiche non troppo ispirate
  • Mancanza di un comparto audio autentico

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