Assassin’s Creed Odyssey: Recensione (PS4, XOne e PC)

Assassin’s Creed: Odyssey. La grande Odissea che cambierà per sempre la serie.

  • Nome completo – Assassin’s Creed Odyssey
  • Piattaforme – PlayStation 4, Xbox One, PC
  • Developer – Ubisoft Quebec
  • Producer – Ubisoft
  • Distribuzione – Digitale/Disco
  • Data di uscita – 5 Ottobre 2018
  • Genere – RPG
  • Versione testata – Xbox One

A circa un anno esatto dall’arrivo di Assassin’s Creed Origins che ha letteralmente rinfrescato il longevo franchise sull’eterna lotta tra Assassini e Templari, apportando una serie di rivoluzioni strutturali non di poco conto. La Ubisoft torna con un nuovo capitolo che vuole identificarsi come il perfezionamento di quelle importanti rivisitazioni.

Con la promessa di non tornare nuovamente agli appuntamenti annuali, Ubisoft quest’anno decide di portarci ancora una volta nel passato con Assassin’s Creed Odyssey, vera e propria consacrazione di tutte quelle idee viste all’opera nel suo precedessore. Ma non si tratta di un more of the same; Odyssey porta la firma del talentuoso studio Quebec e il suo sviluppo è stato portato avanti in parallelo ad Origins, condividendone il concept, ma con una portata assai più ambiziosa rispetto a qualsiasi altro episodio della serie.

Il sottotitolo adottato da Ubisoft per questo episodio è sventolato ovunque nell’assordante campagna promozionale, è decisamente consono alle ambizioni portate avanti dallo studio di sviluppo nella costruzione di questa avventura; tale da riflettersi anche sul ruolo del giocatore al suo interno, vero e proprio fautore di un’odissea fatta di scelte, sfide tutte da vivere e conseguenze da accettare.

Noi siamo stati testimoni di questo grande viaggio alla riscoperta dell’Antica Grecia, ecco la nostra recensione di Assassin’s Creed Odyssey!

Benvenuti in Grecia

Dopo aver vissuto le origini del Credo degli Assassini attraverso le vicende di Bayek il Medjay, in Egitto, Assassin’s Creed Odyessy compie un nuovo salto all’indietro portandoci nella Grecia antica, durante la Guerra del Peloponneso combattuta tra il 431 a.C. ed il 404 a.C., che vide in opposizione Sparta e Atene.

Nel tentativo di ascoltare quella community di fan che ha sempre desiderato poter vestire i panni di una donna all’interno della serie, lo sviluppatore introduce con Odyssey la facoltà di poter vivere l’avventura scegliendo due distinti protagonisti, Alexios e Kassandra. Tra i due in realtà non vi sono molte differenze nella storia, entrambi hanno una base di partenza piuttosto identica: sono dei mercenari cresciuti sulla piccola isola di Cefalonia, la cui vita cambierà nel momento in cui scopriranno che le loro origini saranno l’ago nella bilancia nella guerra tra Sparta e Atene.



Per quanto le prime ore di gioco, così come i vari trailer diffusi in giro sembrino effettivamente annullare qualsiasi legame al franchise, in realtà Assassin’s Creed Odyssey affonda le proprie radici nella mitologia della serie, ma al contempo sposta i riflettori su questioni più intime, concedendosi anche una virata verso lidi inediti per la serie, che potrebbero non riscontrare il favore dei fan storici.

Sappiate che in ogni caso, Odyssey è un capitolo piuttosto denso di avvenimenti e informazioni, caratterizzato da tanti strati narrativi fatti di biforcazioni e scelte che avranno delle conseguenze, con addirittura 9 finali differenti. E’ un titolo davvero gigantesco, la cui durata della sola quest principale potrà tenervi impegnati per almeno 30/35 ore e come tale anche la progressione della storia si adatta a questi tempi, tanto da ramificarsi in tante quest e sotto quest, perfettamente in linea con il nuovo percorso ruolistico sposato da Ubisoft Quebec.

La vicenda di Odyssey è, proprio come suggerisce il titolo, una grande odissea che il giocatore plasma secondo il proprio volere, sfruttando l’inedito sistema di dialoghi a scelte multiple, tanto caro alla filosofia di BioWare (Mass Effect). La possibilità di poter influenzare l’andamento delle quest in base all’approccio adottato nei dialoghi permette di vivere la serie in un modo completamente differente e a beneficiarne sono soprattutto le quest secondarie, più significative e divertenti da affrontare rispetto al passato.

Non siamo ai livelli dei valori di scrittura visti in The Witcher 3, essendo comunque più semplificate nello svolgimento, ma emerge l’intenzione di assottigliare sempre di più le differenze tra compiti primari e secondari. Un lavoro non sempre riuscito sia chiaro, proprio perché la quantità di attività proposte è fin dalle prime ore è davvero imponente.

Tra le altre cose, per rendere ancora più immersiva l’esperienza, Ubisoft ha introdotto la possibilità di vivere l’avventura nella “Modalità Esplorazione” che permette di rimuovere qualsiasi punto di riferimento dall’HUD, motivando il giocatore a cercare gli indizi sul posizionamento degli obiettivi attraverso i dialoghi. L’opzione può essere attivata o disattivata in qualsiasi momento.

E tu da che parte stai?

La svolta ruolistica della serie non passa solo per i dialoghi a scelta multipla, ma si riscontra anche nella progressione del protagonista. Gli sviluppatori hanno ripreso le basi seminate da Origins, ma le hanno stratificate introducendo per la prima volta nella serie un ramificato albero di abilità divise per passive e attive che permettono di personalizzare la propria esperienza di gioco attingendo dalle tre classi: Guerriero, Assassino e Cacciatore.

Le abilità possono essere assegnate alla combinazione dei tasti dorsali e frontali e permettono di avere dei vantaggi in battaglia come l’applicazione di effetti che infliggono avvelenamento ai nemici e così via. Spariscono le tre tipologie di archi in favore di un solo esemplare che potrà variare il tipo di frecce in uso in base alle abilità equipaggiate.

Sempre da Origins, ritorna anche il nostro fidato falco, utile per analizzare gli obiettivi, popolati sulla mappa, dall’alto. Le sue capacità potranno essere potenziate attivando tutti i punti di sincronizzazione presenti nel mondo di gioco.

Infine il piatto più interessante che accontenterà gli amanti del looting, è la possibilità di personalizzare gli abiti del protagonista con elmi, avambracci, gambali e corazze. In pieno stile Diablo. Ogni pezzo di armatura ha delle proprie statistiche base e un set di abilità passive che, eventualmente, possono essere ampliate e potenziate presso i fabbri.

La varietà in termini di estetica dei set è davvero molta, ma non mancheranno ovviamente gli immancabili cloni con statistiche e rarità di grado differente. La caccia al loot per fortuna passa anche per le missioni, le quali ricompenseranno il giocatore con set o pezzi sempre più prestigiosi in base al loro livello.

Piccola parentesi anche sul sistema di combattimento, reso ancora più strategico rispetto a Origins, con diverse tipologie di armi come spade, daghe, lance e asce. Ognuna di esse offre dei diversi stili di combattimento, ma la differenza più marcata in questo caso è la rimozione degli scudi, quindi gli scontri non sono più passivi, ma richiedono una certa mobilità basata interamente sulle schivate dei colpi, con l’obiettivo di penetrare la difesa dei nemici con il giusto tempismo. La difficoltà può essere scalata, ma basta già il livello “Normale” per percepire l’oppressione degli avversari, i quali puntano sull’effetto numerico.

Dopo una timida riapparizione nel precedente episodio, in Odyssey ritornano a tutto spiano le battaglia navali che hanno fatto la fortuna di Assassin’s Creed IV: Black Flag e Assassin’s Creed: Rogue, a oggi ritenuti i migliori episodi della serie.

L’esplorazione tra i mari delle tante isole che popolano la mappa della Grecia passa quindi per intensi viaggi marittimi a bordo della Adrestia, una nave da guerra completamente personalizzabile a partire dal look delle truppe, passando per l’estetica del veliero, fino ai più tradizionali potenziamenti.

Vengono a mancare le spettacolari battaglie viste in Black Flag e Rogue, qui più contenute, date anche le circostanze e i mezzi più rudimentali con cui erano realizzate le navi all’epoca, ma al contempo anche l’Adrestia richiede una costante attenzione all’armamentario, tanto che questo capitolo si prende la briga di introdurre la possibilità di reclutare in giro per il mondo dei marinai speciali che sarà possibile far salire a bordo per aggiungere bonus passivi.



Come abbiamo poi accennato in uno dei paragrafi iniziali, il nostro protagonista si muove tra le fila di un conflitto che coinvolge l’intera Grecia. La sua natura da mercenario gli permetterà di saltare tra Sparta e Atene, avvantaggiando una o l’altra fazione in cambio di dracme e pezzi di equipaggiamento sempre più rari.

Ogni settore della mappa è controllato da una delle due fazioni; con un livello del morale che aumenterà o diminuirà in base alle azioni compiute al suo interno: eliminazione di un certo numero di guardie, distruzione dei rifornimenti o l’uccisione dei capitani.

Una volta che il morale calerà al minimo sarà possibile prendere parte alle battaglia campali, piccole schermaglie dal sapore decisamente epico, nelle quali bisognerà esaurire la barra avversaria eliminando i capitani della fazione nemica. Anche qui, in base alla fazione con cui si deciderà di patteggiare, il gioco ricompenserà gli sforzi con equipaggiamenti unici e punti esperienza per salire di livello.

Il mondo di Assassin’s Creed Odyssey percepisce le nostre azioni, muta al nostro passaggio, in un circolo vizioso senza fine che accresce il desiderio del giocatore nel “costruire” un protagonista con equipaggiamenti sempre migliori.

E quando parliamo di cambiamenti ci riferiamo anche al livello delle quest e dei nemici che crescono di pari passo con quello del protagonista, così da spingere il giocatore a ritornare anche su vecchie missioni iniziali mai portate a termine (per la grande gioia dei completisti).

Tornano anche gli Phylakes di Origins, in una nuova versione che li vede ora nelle vesti di Mercenari generati proceduralmente, la cui uccisione comporterà loot sempre diversi. Non esiste un punto di arresto ai Mercenari, questi vengono generati in base alle taglie sulla testa del nostro protagonista, rendendoli di conseguenza una minaccia sempre attiva, sulla terra ferma e in mare.

Per certi versi il meccanismo a rotazione con cui vengono generati ricorda il Nemesis System creato da Monolith Production con La Terra di Mezzo, spigoloso e semplicistico, ma contribuisce in modo considerevole a tenere alta l’asticella della longevità. Non mancano altre graziose aggiunte che allungano in modo consistente la permanenza del giocatore nel mondo di gioco. Una di queste segue in parallelo le dinamiche dei Mercenari, ma è legata a doppio filo anche con la trama principale.

Come ben si evince da questo gigantesco muro di testo, Assassin’s Creed Odyssey vuole puntare tutto sui contenuti e con un Season Pass già in partenza a Novembre e, aggiornamenti gratuiti post-lancio già annunciati. Non siamo solo davanti al capitolo della serie più grande di sempre, ma probabilmente siamo davanti a colui che getterà le basi per il futuro degli RPG.

Bellezza sfregiata

Non è chiaro se questo sarà l’ultimo capitolo della serie per questa generazione di console, ma gli sviluppatori qui hanno palesemente dovuto giocare con dei compromessi tecnici importanti spingendo al limite gli hardware delle attuali console. L’ottima resa visiva di Origins, soprattutto nelle cutscene, viene leggermente a mancare: molti effetti sono stati tagliati per alleggerire il carico sul motore grafico che ne risente in modo particolare nei tempi di caricamento.

Il nostro test sulla Xbox One standard ha dato esiti buoni; permangono delle incertezze nel framerate, ma più in generale “sporco” nel codice di gioco, affetto da tanti piccoli bug piuttosto soliti per questi titoli open world che in Origins erano meno evidenti. Insomma, la sensazione è che il gioco non riesca a gestire sempre tutto al meglio. Sembrerebbe che la situazione sia più confortante su Xbox One X, dove il titolo riesce a sfoggiare un comparto tecnico privo di compromessi.

Davvero nulla da dire su tutto il resto. La direzione artistica è semplicemente incredibile e viaggiare tra le isole della Grecia offre sicuramente un clima avventuroso più colorato e vivace. Ottima la colonna sonora che ci ripropone anche una nuova, ennesima, versione del tema musicale di Ezio’s Family.

Davvero lodevole il doppiaggio italiano (da scaricare a parte), forse uno dei migliori mai realizzati per la serie. L’adattamento rende perfettamente giustizia. Un lavoro davvero eccellente.

Commento finale

Assassin’s Creed Odyssey è un gioco enorme, ricco e sfaccettato come pochi altri del suo genere. Non fosse per alcune sbavature tecniche, Ubisoft Quebec aveva tutte le carte in regola per confezionare il miglior capitolo della serie, ma tanto basta al momento per renderlo un nuovo punto di riferimento nel panorama del genere, grazie alla sua gigantesca mole di contenuti, pensati per tenere sempre alto l’interesse del giocatore con ricompense appetibili ricamate a dovere su un quest system ben strutturato e variegato.



Assassin's Creed Odyssey

8.8

VOTO FINALE

8.8/10

Pros

  • Tantissimi contenuti e mappa gigantesca
  • La deriva RPG funziona ed è appagante
  • Le scelte multiple hanno giovato alle quest secondarie
  • La storia affonda le radici nella mitologia della serie...

Cons

  • ...ma siamo comunque lontani dai capitoli più memorabili
  • Problemi di framerate e bug su console standard
  • Le battaglie navali sono meno epiche rispetto ai precedenti capitoli
  • I puristi potrebbero non apprezzare il nuovo percorso della serie

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