OverLord. I’Isekai perfetto? – Recensione

OverLord. Tifiamo per il cattivo! Spinto dal mio entusiasmo per la serie televisiva, che vidi qualche anno fa, ho deciso di dare un’occhiata al volume 1

E non me ne pento assolutamente. La storia inizia subito con un pessimismo cosmico straordinario. Vite anonime e insulse che ruotano in quel maleficio chiamato società giapponese, dove la vita scorre tutta uguale, dove le relazioni umane sono al minimo. Sembra che tutto questo faccia parte, per alcuni punti, della biografia dello stesso autore. L’unico modo per scappare da una realtà, con ambientazione futuristica, dove le stelle non si vedono a causa dell’inquinamento e dove gli uomini devono indossare delle maschere, è giocare ad un videogioco avanzatissimo. Il sottoscritto non ha mai giocato ad un videogioco in vita sua, fatta eccezione per Sonic the Hedgehog, quindi la lettura a un certo punto è stata rallentata anche da alcuni termini e situazioni non proprio familiari.

Ma OverLord, vince su tutto, è la versione fatta bene e seria di SAO, che aveva delle premesse interessanti ma poi scade nell’Harem e superpower.
Momonga ci viene presentato come un non-morto potentissimo, e questo già è diverso rispetto ad altre storie simili. I suoi poteri persino a lui risultano ignoti, essendo diventata la realtà virtuale intorno a lui, realtà fisica. Deve esplorare e capire come è strutturato il mondo intorno. Aiutato dai suoi guardiani che svestendo il ruolo di NPC, se si dice così, devotamente sono pronti ad immolarsi a lui.

Il primo volume è un po’ lento ma è anche normale visto il tipo di ambientazione che è dedito alla scoperta dell’ambiente e dei vari Stati. Le scene di battaglia sono descritte bene e danno un senso di epicità, ma non si perdono i descrizioni lunghissime, anzi, molto essenziali e noi non possiamo fare a meno che tifare per il cattivo che in questo caso è Momonga, che cambierà il suo nome in Ainz per dare possibilità ad eventuali amici della gilda, magari intrappolati anch’essi in questo mondo, di riuscire a trovarlo.

Un primo volume che corrisponde se non erro ai primi tre o addirittura due episodi della serie, e non vedo l’ora di leggere gli altri.
La serie è disponibile in inglese, pubblicata da YenOn, una costola di Yen Press, sia in formato Kindle che cartaceo. Se volete acquistarla qui c’è il link.

Ma perché e per chi funziona OverLord.

L’opera dell’autore, che fu inizialmente pubblicata a puntate su internet su piattaforme tipo Wattpad (ci trovate pure me se vi interessa leggere cose mie), prende realmente a piene mani dal mondo dei videogiochi di strategia (se così si chiamano, scusate l’ignoranza), almeno così mi è parso di capire.
I rapporti tra i vari oggetti magici, i livelli di magia, sono effettivamente molto reali. Qui non abbiamo il ragazzino di quattordici anni che per chissà quale motivo è intrappolato in un gioco ed è super potente con tutte le donzelle che citando il doppiaggio di Orion su SAO, vogliono partorire i suoi figli, con cadute nell’incesto.

Qui un trentenne annoiato da una vita monotona si trova proiettato fisicamente in un mondo. La cosa interessante è che lui non tenta una via per uscire da quel mondo, anzi, lo vuole sottomettere.

Il protagonista poi è nel corpo di un non-morto, affascinante e notare nel proseguo della serie come questa caratteristica attacchi anche la sua umanità. Io sono abbastanza avanti con la serie Tv, attualmente tre stagioni, e Momonga/Ainz non si scompone di fronte alla morte di esseri umani innocenti. Lui non vuole salvare il mondo, ma lo vuole sottomettere alla sua volontà.
Il piano iniziale è solo quello di trovare gli amici e dare dei viveri a Nazarick ,ma i piani a causa di NPC che sono poi autosufficienti cambiano.
In OverLord non ci sono turbe adolescenziali, ma solo strategia, qualche buon sentimento, ma a volte anche questi vengono terminati così all’istante dalla morte.

In conclusione

Potrei scrivere una recensione lunghissima ma ve la evito per ora, attenderò di finire il secondo volume.
OverLordquindi è un’opera sui generis, lontano da ragazzetti e combattimenti al limite del ridicolo, qui la magia sembra paradossalmente vera e i personaggi recitano benissimo il proprio ruolo.
Non posso che raccomandarvi quindi di vedere la prima stagione e poi fiondarvi sui libri che al solito hanno particolari più ricchi rispetto a 24 minuti di animazione.

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