Project Nimbus: Complete Edition – Eredi delle stelle

Un grande omaggio a Gundam, ma anche a Zone of The Enders. Ecco la nostra recensione di Project Nimbus: Complete Edition

  • Nome completo – Project Nimbus: Complete Edition
  • Piattaforme – PS4, PC, Switch
  • Developer – GameCrafterTeam
  • PublisherGameTomo
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita – 16 Maggio 2019
  • Genere – Action

Dopo aver fatto il suo esordio su Kickstarter, e una successiva release su PC in early access, culminata con la pubblicazione su console, l’ambizioso Project Nimbus creato da GameCrafterTeam ha da subito attirato l’attenzione degli appassionati di mecha.

Esso infatti rientra in una categoria di genere, quella degli “high speed mecha action game” affermatasi nell’era Playstation 2 con la serie Zone of The Enders.

Inizialmente lo sviluppo di Project Nimbus è stato intervallato da lunghe pause, e trattandosi a tutto tondo di un gioco legato alla scena indipendente, gli sviluppatori hanno aggiornato il titolo progressivamente rivedendone numerosi aspetti, fino al raggiungimento di una build davvero definitiva, ovvero quella di cui parleremo nella recensione di oggi, ovvero la Project Nimbus: Complete Edition per Nintendo Switch.

Disponibile al prezzo di soli 17 Euro sulla console ibrida di Nintendo, l’ambizioso action game, qui nella sua forma finale, si dimostra un dichiarato omaggio non solo alle meccaniche di Zone of The Enders, ma soprattutto all’universo fantascientifico di Gundam.

In un pozzo gravitazionale

Project Nimbus ambienta la sua storia in un futuro prossimo distopico, nel quale la Terra è stata vittima di una Terza Guerra Mondiale, nella quale le nazioni del mondo hanno utilizzato armi nucleari che hanno devastato l’intero pianeta.

Questo ha reso il pianeta azzurro un luogo quasi inabitabile, portando alla nascita delle cosiddette caste sociali: le più privilegiate adesso vivono all’interno di città volanti, simili alle colonie spaziali immaginate proprio da Tomino per il suo Universal Century di Gundam.

Qui tuttavia le dinamiche assumono dei connotati ancora più realistici: le poche fazioni rimanenti, ovvero la Cina, Russia e l’America si danno battaglia per cercare di ottenere il controllo dei pochi continenti ancora abitabili sul pianeta Terra sfruttando i Battle Frame, degli avanzati mecha da combattimento.

Nell’ombra tuttavia una spietata organizzazione terroristica punta a mettere in ginocchio tutte le forze in gioco, con un piano non molto dissimile da quella perpetrato dal buon Char Aznable nel film di Gundam: Il Contrattacco di Char (chi ha visto il film capirà immediatamente a cosa ci stiamo riferendo).

In qualsiasi modo la si veda, Project Nimbus è un progetto ambizioso che però deve fare i conti con un budget estremamente limitato, ma è impossibile non apprezzare la buona volontà degli sviluppatori nel ricalcare quelle atmosfere socio politiche tanto care agli estimatori del robottone bianco. Le buone intenzioni tuttavia vengono limitate ai semplici audiolog prima di ogni missione, oppure attraverso dei briefing che intervallano la campagna.



Il titolo inoltre soffre di uno sviluppo spezzettato: i primi due Atti infatti sono stati lanciati quasi in concomitanza alle prime build del titolo su PC, pertanto si presentano molto dozzinali nell’esecuzione, ma non lesinano la voglia di costruire  un background narrativo indiscutibilmente intrigante, seppure non innovativo. A partire dall’Atto 3 e Atto 4 improvvisamente si nota un deciso incremento di budget nella realizzazione non solo delle missioni, ma  anche nell’apparato squisitamente narrativo, con l’introduzione di qualche cutscene in più e una fase inaspettatamente introspettiva che per qualche momento ci ha ricordato molto da vicino Evangelion.

Nel complesso la campagna di Project Nimbus alterna una parte iniziale molto anonima, per poi emergere maggiormente nella seconda parte. Il titolo inoltre adotta una struttura narrativa, raccontando le prospettive dei vari piloti di ciascuna fazione coinvolta nella storia.

Queste discrepanze tra gli Atti inoltre non si percepiscono soltanto nella storia, ma anche nella realizzazione delle missioni: inizialmente tutte abbastanza monotematiche, per poi diversificarsi con maggior frequenza dalla metà del secondo Atto in poi.

L’amore fa palpitare le stelle

Dal punto di vista del gameplay, come detto in apertura, l’ispirazione principale dello sviluppatore è stata in maniera evidente la serie di Zone of The Enders, di cui Project Nimbus ne eredita la velocità dell’azione e la necessità di alternare tra le varie armi da fuoco equipaggiate sul Battle Frame: si passa dai fucili d’assalto, passando per i missili teleguidati, fino alle Railgun e le armi psycho (praticamente i Funnel presenti in ogni serie di Gundam che si rispetti),

Pur non offrendo una grandissima fisicità, il mecha si vuole con una velocità incredibile, e questo apre ad alcuni problemi tecnici legati proprio alla sua mobilità, non sempre precisa. Tutto il gameplay ruota sulla necessità di muoversi nei cieli dei campi di battagli alternando gli scatti e le armi a disposizione. Lo schema dei comandi risulta piuttosto intuitivo, e inoltre può essere personalizzato per assecondare al meglio ogni esigenza.

Il titolo risulta assolutamente esaltante, complici anche i vari boss disseminati lungo le missioni. Come se non bastasse, Project Nimbus permette di vivere l’esperienza di pilotaggio spostando direttamente  la visuale all’interno del cockpit dei Battle Frame, tutti realizzati in maniera unica per ciascuno dei mecha presenti all’interno del gioco.

La cura per la realizzazione di ciascun mecha evidenzia la passione di un team che ha messo ogni singolo sforzo all’interno di una produzione incredibilmente ambiziosa. Non tutto funziona alla meraviglia ovviamente, il sistema di movimento, come già detto, può risultare impreciso, e a volte fastidioso soprattutto in alcune missioni a tempo

Inoltre c’è il problema della varietà nelle missioni, tutte fin troppo simili tra loro. In compenso però è un titolo che cerca di accontentare anche sul bilanciamento della difficoltà, con una scalabilità tale da renderlo un arcade frenetico scaccia pensieri, oppure un action in cui è necessario qualche guizzo per spuntarla.

Alla linearità della campagna si aggiungono poi altre due modalità aggiuntive, forse le più succulente del pacchetto: la Survival, che consisterà in una sorta di modalità Orda in cui bisognerà affrontare un numero sempre crescenti di nemici; e la Warfront, una sorta di carriera in cui sarà possibile scegliere le due fazioni della storia e salire di rango completando un numero infinito di missioni per sbloccare e potenziare i vari Battle Frame del gioco.

Inutile anche solo dirlo, la Warfront è la modalità più interessante dell’intero gioco, che in parte riprende il filone che ha reso un grande successo proprio la serie dei Gundam Batte sviluppati da Artdink per PSP.

Al di là dell’Arcobaleno

Dal punto di vista della realizzazione, le versioni console di Project Nimbus sono state rielaborate sfruttando la potenza dell’Unreal Engine 4. Prevedibilmente, su Nintendo Switch il motore si presenta estremamente solido, mantenendo una risoluzione a 1080 e 60 fotogrammi quasi fissi in modalità dock; in portatile invece lo sviluppatore ha optato per un dimezzamento scalando la risoluzione a 720p portando il framerate a 30 (con qualche incertezza).

I modelli dei mecha sono assolutamente belli da vedere, anche se la realizzazione degli scenari lascia molto a desiderare, nonostante vi siano degli scorci assolutamente di grande impatto scenico. Sacrifici che, al di la di un budget comunque contenuto, hanno permesso al team di lavorare con più tranquillità sulla fluidità del codice, estremamente denso di momenti concitati.

Non mancano comunque altre imperfezioni, la maggior parte legate proprio al parco animazioni limitato dei mecha. In aggiunta, il mecha design brilla, ma non troppo (c’è persino qualche variante trasformabile), poiché tutti si presentano grossolanamente derivativi. Basti pensare che addirittura è presente un Battle Frame rosso, pilotato da un Colonnello biondo e con occhiali da sole (bisogna aggiungere altro?).

La colonna sonora, pur presentandosi anch’essa davvero molto derivativa, tanto da rubacchiare qualche nota iconica composta dal buon Hiroyuki Sawano, resta un piacevolissimo sfondo musicale perfettamente azzeccato.

Commento finale

Project Nimbus: Complete Edition è un grandissimo omaggio all’universo di Gundam, e non ci tiene a nasconderlo, bensì vuole cercare di metterlo in evidenza fin da subito. Ma Project Nimbus non è solo questo, è anche un titolo che cerca a tutti i costi di riportare nel mercato dei videogiochi i mecha, cercando di colmare alcune lacune rappresentate dall’assenza da fin troppo tempo di serie come Armored Core e il già citato Zone of The Enders. Purtroppo è una produzione che soffre di uno sviluppo dalla natura intrinsecamente indipendente, e come tale si scontra con limiti progettuali che affliggono il comparto tecnico.

Ma al netto di questo, è davvero impossibile non consigliarlo agli appassionati del genere, soprattutto su una console come Nintendo Switch che aggiunge il fattore portabilità all’esperienza.



Project Nimbus: Complete Edition

7.5

VOTO FINALE

7.5/10

Pros

  • Un pacchetto completo con tutti i contenuti pubblicati
  • La modalità Warfronts aggiunge tanta rigiocabilità
  • Il codice è stato convertito senza troppe sbavature
  • Gameplay frenetico e spettacolare...

Cons

  • ...ma non sempre preciso
  • Mecha design un po' derivativo
  • Graficamente appena sufficiente
  • La qualità degli Atti è altalenante

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