Return of the Obra Dinn: indagare il passato

Un vascello che ritorna trasportando solo cadaveri, una bussola dai poteri paranormali e un coraggioso investigatore: Return of the Obra Dinn è finalmente disponibile su console. Ecco la nostra recensione!

Return of the Obra Dinn

  • Nome completo – Return of the Obra Dinn
  • Piattaforme – PS4, XOne, Switch, PC, macOS
  • Developer3909 LLC
  • Producer3909 LLC
  • Distribuzione Digitale
  • Data di uscita – 18 ottobre 2019
  • Genere – FPS, Avventura, Puzzle
  • Versione testata – PS4

Ombre e nebbia

Return of the Obra Dinn

1807, porto di Falmouth: una nave riemerge dalle nebbie del mare riportando con sé solamente silenzio e cadaveri. Delle sessanta anime a bordo, nessuno che sia rimasto per raccontare i terribili fatti avvenuti dalla partenza di ben cinque anni prima sino al misterioso ritorno. Come ufficiale rappresentante della compagnia assicurativa della Compagnia delle Indie Orientali, sta proprio a voi salire a bordo del vascello e scavare a ritroso nel passato dell’equipaggio sino a stabilire con precisione chi è morto, come, e nel caso anche chi sia responsabile della sua uccisione. Come? Beh…

I metodi a disposizione non sono propriamente quelli di un classico detective. Anzi. Oltre al vostro coraggio, avrete a disposizione un taccuino su cui abbinare nomi e volti, contenente alcune illustrazioni dell’equipaggio a bordo e le rotte dell’Obra Dinn, ma soprattutto una magica bussola capace di svelare l’ultimo momento di vita dei defunti, che vi riporterà fisicamente indietro nel tempo per qualche breve momento alla ricerca di indizi utili. È proprio in questi momenti che emerge la vera anima del gioco, pardon, dell’esperienza dietro a Return of the Obra Dinn: ed è un’anima incredibilmente intrigante e affascinante.

I tanti volti della follia

Return of the Obra Dinn

Ognuno dei dieci capitoli che andranno a svelare la triste storia della nave aiuterà a farsi un’idea più chiara del quadro generale, in un procedere non cronologico e per nulla lineare che, se all’inizio risulta confuso, resta una delle armi migliori a disposizione di questo piccolo gioiello che è Return of the Obra Dinn. Interamente creato da Lucas Pope (o quasi!), più che un classico videogame il titolo 3909 LLC è un’avventura visuale; a metà tra il walking simulator e l’avventura grafica, non si faticherebbe ad accostare l’opera di Pope alla videoarte. Uscito un anno fa su PC e solo ora disponibile per PS4, Xbox One e Switch, il racconto imbastito dall’artista si avvale di una grafica minimale che ricorda il precedente lavoro svolto sull’eccellente Papers, please, andando a impreziosire ulteriormente la narrativa del titolo.

Le diverse modalità di dithering previste dal gioco simulano infatti le risoluzioni a 1-bit dei computer Macintosh di vecchia generazione, aiutando l’ingresso del fruitore in una temporalità altra e lontana dagli standard odierni. Eppure il lavoro è sbalorditivo: ogni rievocazione del passato della nave è un’illustrazione di proporzioni gigantesche e dettagliatissima, ogni piccola animazione è funzionale e perfetta, ogni transizione ragionata e d’atmosfera. Lo stesso discorso vale per il comparto sonoro, semplicemente stupendo sotto ogni punto di vista; si va da brani d’atmosfera a quelli votati al pericolo, così adatti da essere capaci di rendere partecipi di eventi già trascorsi, all’andamento a tempo di musica che si accompagna alle diverse spiegazioni e piccoli tutorial che accompagnano l’esperienza di gioco, cui si aggiunge un voice acting inglese evocativo e d’impatto (non è disponibile un doppiaggio italiano, e purtroppo occasionalmente va detto che l’adattamento zoppica).



I nuovi confini del videogaming

Return of the Obra Dinn

Sin dal lontano 2010, dall’uscita dell’oramai classico e storicizzato Heavy Rain, si usa parlare di “giochi dove si gioca poco”. Quasi dieci anni dopo, e decide e decine di titoli dalle simili caratteristiche (alcuni di valore, altri molto meno), il discorso sembra essere stato superato e difficilmente qualcheduno storcerà il naso per la natura troppo riflessiva del titolo, ma è bene chiarire come questo gioco non sia davvero per tutti. L’azione c’è, ma è già avvenuta; il dramma c’è, ma è già stato; nessuna possibilità di intervento viene lasciata in prima persona al giocatore, se non quella di rendere giustizia alla realtà dei fatti e alle innumerevoli vittime, svolgendo un lavoro il meglio possibile come si richiede di norme in ben più classici titoli di simulazione.

Proprio come il videogiocatore, seduto davanti ad uno schermo a rivivere esperienze altrui e costruirne un senso, anche il nostro protagonista dovrà servirsi dello schermo degli anni trascorsi e della distanza per poter ripercorrere eventi e volti come uno spettatore, messo forzatamente al corrente con una tragedia inevitabile come accadrebbe a noi davanti ai migliori dei film. Gran parte del fascino di Return of the Obra Dinn sta proprio qui; che quella dell videogioco fosse un’arte lo sapevamo già tutti in fondo, giusto? In caso contrario, eccone una riprova a tutto tondo tutta da giocare e godere il prima possibile: un capolavoro.

Commento finale

Return of the Obra Dinn è senza ombra di dubbio un capolavoro dell’arte videoludica, e visiva in generale. Dopo Papers, Please, Lucas Pope firma la sua opera seconda portando a termine un progetto di altissimo valore senza alcuna sbavatura di sorta; perfetto dal punto di vista narrativo e originalissimo da quello grafico e sonoro. La folle e triste vicenda dell’Obra Dinn saprà far spremere le meningi e catturare quasi chiunque, meno i gamers più votati alla pura azione; nemmeno l’arrivo su console dopo un anno dalla data di uscita originale su PC intacca minimamente il fascino e l’importanza della produzione.



Return of the Obra Dinn

9.5

VOTO FINALE

9.5/10

Pros

  • Un'avventura insolita e coinvolgente
  • Altissimo valore artistico
  • Il mondo di gioco è davvero affascinante
  • Le musiche sono fantastiche!
  • Diversi possibili stili grafici

Cons

  • Decisamente non un titolo per tutti
  • Bassa rigiocabilità
  • L'adattamento italiano è talvolta insoddisfacente

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