Shadow of The Colossus: Recensione (Playstation 4)

I colossi si rifanno il trucco su Playstation 4. Ecco la nostra recensione del remake di Shadow of The Colossus

  • Nome completo: Shadow Of The Colossus [Remake] 「ワンダと巨像
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Producer: Sony Interactive Entertainment
  • Developer: TEAM ICO (opera prima), Blue Point Games (Remake e remastered) SCE Japan Studio
  • Distribuzione: Digital/Retail
  • Data d’uscita: 6 Febbraio 2018
  • Genere: Action/Avventura
  • Versione testata: PlayStation 4

Se dobbiamo parlare di capolavori indiscussi in termini di bellezza visiva, narrazione, importanza ed innovazione non possiamo non citare la “trilogia” cross generazionale iniziata su PlayStation 2 con ICO e Shadow Of The Colossus e continuata dopo svariate posticipazioni e silenzi su PlayStation 4 attraverso The Last Guardian. Questa volta però, la situazione è molto diversa, non ci troviamo davanti all’ennesima remastered o porting, nemmeno ad un semplice restyling grafico o di semplice ritexturizzazione, ma al cospetto di uno dei titoli universalmente più amati completamente fatto da zero.

Reinterpretazione di una grande opera

Mi piace parlare di Shadow Of The Colossus come una grande opera letteraria, o un grande pilastro che sta alla base del videogioco moderno, una vera e propria leggenda che ha portato all’industria ed all’arte del videogame qualcosa di mai visto prima, e con esso concetti artistici/drammaturgici di una profondità e complessità ineguagliabile. In questo remake Blue Point ha mostrato il profondo amore e rispetto sia per gli autori che per l’opera prima, reinterpretando si, ma senza deturpare la contenutistica o le atmosfere. La storia viene riproposta così com’è arricchita da un incredibile lavoro grafico ed animazioni ancor più “tangibilmente reali”. Lo studio di ogni minimo particolare è minuzioso e spettacolare in ogni suo aspetto e già dal primo approccio il gioco ci rende consapevolmente partecipi.

Ritorno nella Valle Proibita

Appena giunti nella landa desolata la sensazione è di un’apertura totale ad un ambiente vivo ma allo stesso tempo surreale. La natura che ci circonda emette suoni e respira attraverso le gesta di Wander e del suo fedele Agro lasciandoci ad ogni esplorazione, ad ogni viaggio a bocca aperta. È vero, Shadow Of The Colossus può essere ultimato in poche ore in speedrun senza esplorazione alcuna, ma a mio parere è una pazzia: girovagare e soffermarsi sui dettagli dell’invironment di questo gioco è esso stessa poesia e narrazione, la mente viaggia, e nonostante alcuni di voi in passato abbiano già avuto modo di poter sperimentare con loro mano il titolo qui siamo totalmente su un piano differente, la mente è libera di immaginare la forma e la resa del Colosso come se fosse la primissima volta.

Il sound design è completamente rivisitato e riproposto, dalle colonne sonore sino ai rumori ambientali. Gli eterni silenzi sono assordanti ed i colpi dei Colossi vi faranno tremare le ossa. Le architetture degli stage di gioco e dei Colossi sono incredibili, ed attraverso esse si fa largo un level design invariato e solido oramai diventato la caratteristica principale del titolo.

Shadow Of The Colossus è stato ed è ancora una solida fusione tra l’action e le boss fight che diventano quasi puzzle game. Wander dovrà abbattere con la sua sola forza e la fedeltà del suo cavallo Agro I possenti Colossi che dominano la Valle Proibita, questo, per salvare la sua amata. I Colossi quindi, caratterizzano il gioco diventando essi stessi struttura ed obbiettivo del giocatore, una scelta di game design unica ai tempi di PS2 tanto quanto adesso. Le colonne sonore totalmente riorchestrate durante le sfide con i Colossi si fanno pesanti attraverso percussioni e fiati, esaltando e sottolineando così l’importanza della situazione che il giocatore sta vivendo ancor più di quanto il nuovo comparto artistico quasi cinematografico e l’impianto di illuminazione degli scenari già non faccia di suo. L’unico difetto sta forse in una fisica non sempre precisa ed un sistema di telecamere soffocato.

Un remake necessario?

Shadow Of The Colossus è un gioco che ha portato la narrazione visiva e l’arte più pura in un ambiente ludico completamente libero. Non a caso questo gioco fu un miracolo nella sua prima edizione su di una console come la PS2. Il motivo per il quale farne un remake era necessario è quello della sperimentazione artistica. Abbiamo senza ombra di dubbio capito che ancora oggi un titolo del genere può trasmettere emozioni uniche e che arriva dove molti altri giochi non possono nemmeno avvicinarsi, ossia diventare una vera e propria esperienza non solo ludica ma artistica. In Shadow Of The Colossus ogni centimetro della mappa, ed ogni mattone di una struttura fino ad ogni pelo della pelliccia di un colosso comunica, ti parla, e lo fa nella maniera più poetica possibile, sussurrando direttamente al cuore del giocatore.


A parer mio questo Remake lo vedo come la massima espressione che il team ICO all’epoca non poteva trasmettere a causa delle limitazioni di PS2. I brividi che si hanno ad ogni passo di un colosso, ad ogni festa di Wander ed a ogni osservazione di ciò che ci circonda (dal fiorellino nella prateria, alle nubi in cielo) si radicano nel profondo e restano indelebili. In questa edizione tutto è espresso al massimo del proprio potenziale contenutistico e visivo, e solo provandolo lo si può testare con mano.



Commento finale

Shadow Of The Colossus remake è per chi non si è mai approcciato al titolo l’occasione giusta per farlo e per gli amanti l’ennesima conferma di quanto questo titolo sa essere parte integrante del giocatore. Un titolo unico quindi, caratterizzato, in questa riedizione, da un comparto artistico che supera le aspettative, praticamente un miracolo per gli occhi. Nonostante la sua oramai veneranda età il game design sà essere estremamente valido al pari (se non di più) di un gioco dell’attuale generazione. UNA LEGGENDA DA NON LASCIARSI SFUGGIRE.

 

Shadow of the Colossus

9.5

VOTO FINALE

9.5/10

Pros

  • Graficamente meraviglioso
  • Sound design e colonna sonora magistrale
  • Game design profondissimo
  • Level design non invecchiato bello come all'ora
  • Narrativamente poetico

Cons

  • Sistema di telecamere altalenante
  • Fisica a volte non precisa

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