Shenmue I & II: Recensione (Ps4, XOne, PC)

Il sogno di Yu Suzuki rinasce. Ecco la nostra recensione di Shenmue I & II

  • Nome completo: Shenmue I & II
  • Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One 
  • Producer: SEGA
  • Developers: SEGA
  • Distribuzione: Digital/retail
  • Data d’uscita: 21 Agosto
  • Genere: Avventura, Open World
  • Versione testata: Xbox One

Correva l’anno 1999, al suo secondo anno di vita il Dreamcast accoglieva sulla piattaforma un titolo destinato a cambiare per sempre l’industria dei videogiochi.

Un geniale Yu Suzuki, reduce dal grande successo del picchiaduro Virtua Fighter, corona il sogno di rivoluzionare il mondo dei videogames con un titolo fuori dagli schemi. Un titolo che avrebbe cambiato per sempre la concezione del videogioco come semplice intrattenimento, elevandolo a qualcosa che nulla aveva da invidiare al cinema.

E così quindi che nasce Shenmue, uno dei titoli più rappresentativi della generazione Dreamcast, ma più in particolare dell’intera industria dei videogiochi. Ideato come una saga in tre atti, Shenmue si è sfortunatamente fermato al secondo capitolo, con un terzo episodio che arriverà solo il prossimo anno a distanza di oltre 15 anni, grazie al supporto dei fan alla campagna Kickstarter per finanziarne lo sviluppo.

Approfittando di questo lancio previsto per l’Agosto del prossimo anno, SEGA ha ben deciso di accontentare tutti quei giocatori nostalgici che da tempo chiedevano a gran voce la possibilità di rivivere le avventure di Ryo. E così quindi che oggi, ci ritroviamo sulle pagine di CartoonMag a discutere di due dei più importanti pilastri della storia del videogioco, con una remaster in HD che metterà a dura prova il nostro effetto nostalgia nei confronti di questi due titoli. Ma noi vogliamo provarci comunque a recensirlo, cercando di lasciare da parte quelle pulsioni da videogiocatore sentimentalista per analizzare i pregi e  difetti di questa rimasterizzazione.

Shenmue. La nascita del mito.

L’avventura di Shenmue inizia nel 1986 in Giappone. Il nostro protagonista è il giovane Ryo Hazuki che, dopo aver assistito alla morte di suo padre  per mano dello spietato e misterioso Lan Di, decide di vendicarsi partendo per un viaggio che cambierà radicalmente per sempre la sua vita. Si argina da una premessa basilare la grande favola di Yu Suzuki, un gigantesco puzzle nel quale faranno capolino tanti personaggi carismatici e altri assolutamente memorabili. A distanza di anni è incredibile osservare come la sceneggiatura di Shenmue non sia affatto invecchiata, con una scrittura capace di proporre un plot principale avvincente e ricco di sfumature collaterali che approfondiscono la storia del Giappone, le sue culture, e ogni singolo personaggio del cast.

Eppure i tre dischi che componevano la prima avventura di Ryo non erano altro che un prologo nel quale l’autore si divertiva a sperimentare soprattutto il suo rivoluzionario gameplay, dilatando i tempi di scrittura per mettere i giocatori a loro agio, con quelle 10/15 ore di gioco utili per approfondire le personalità dei personaggi da contorno alla storia.

E infatti è dal punto di vista delle meccaniche di gioco che Shenmue è stata la vera grande rivoluzione dell’epoca Dreamcast: l’avventura di Ryo Hazuki non è affatto lineare, ma è il primo vero esemplare di open world nel quale il giocatore ha pieno controllo delle proprie azioni nel mondo di gioco, con tanto di orologio al seguito per tenere d’occhio l’apertura e la chiusura dei negozi, oppure semplicemente per incontrare determinati NPC durante l’arco di una giornata.

Per  l’epoca un titolo del genere era davvero sorprendente e rivoluzionario, con il giocatore che poteva gironzolare in giro per la città intervallando la propria quest di vendetta e ricerca, intrattenendosi nelle sale giochi per una partita rapida a Hang-On, o meglio ancora cimentarsi nella collezione dei Gashapon per completare la propria collezione di figure virtuali di Sonic e Virtua Fighter, per non parlare poi delle iconiche gare sui muletti al porto. Shenmue era stato ideato per essere una replica realistica di un mondo vivo, con NPC dotati di una propria routine giornaliera ed eventi scandagliati durante tutto l’arco delle 24 ore di una giornata.

Rigiocarlo oggi, a distanza di anni l’effetto nostalgia è onnipresente, ma è impossibile non evidenziarne alcuni limiti che, visti nel 2018, possono creare più di una qualche perplessità. Il sistema di controllo, telecamera compresa, è purtroppo molto artificioso se visto oggi, e questa remaster in HD a parte il passaggio ai 1080p, non prova minimamente a limare alcuni di quegli aspetti traumatici presenti nell’originale. Anche il gameplay stesso soffre di una rigidità che potrebbe spazientire coloro che provano ad avvicinarsi soltanto ora alla serie. In particolar modo ci riferiamo all’impossibilità di mandare avanti le ore della giornata, così da velocizzare il processo di completamente dei vari incarichi.

Questo rende a conti fatti l’esperienza con il primo Shenmue piuttosto ardua, a causa proprio di queste sessioni inutilmente allungate e che, vengono per fortuna aggirate dal sequel. Ma è proprio dal punto di vista tecnico che questo porting del primo capitolo delude le aspettative, ridotto a mera conversione con i 30 fotogrammi al secondo bloccati (perché mai?) e una risoluzione upscalata a 1080p. La nota dolente poi la ritroviamo nel comparto audio che, pur proponendoci la doppia lingua Inglese/Giapponese, non gode di alcuna pulizia nelle voci. Discorso analogo anche per le cutscene, riproposte nel rapporto originale di 4:3.

Shenmue II. La consacrazione del mito

I Gashapon saranno una vera dipendenza

Con Shenmue II ci ritroviamo al cospetto di quella che può definirsi a tutti gli effetti la consacrazione del grande mito. Per questo secondo atto della storia l’opera di Suzuki cresce per ambizioni, portandoci dal piccolo quartiere periferico di Dobuita nella città di Hong Kong, con Ryo ancora  intenzionato a cercare l’omicida di suo padre.

Le prime differenze più rimarchevoli rispetto al primo capitolo riguardano innanzitutto il sistema di orientamento: adesso gli NPC non solo indicheranno dei percorsi, ma addirittura si presteranno da accompagnatori; un comodo sistema di mappe acquistabili presso i rivenditori che renderanno l’esplorazione meno dispersiva; e infine la più importante di tutte le spinose problematiche del primo capitolo, la possibilità di spostare le lancette dell’orologio per rendere le attese drasticamente meno snervanti.

In questo secondo capitolo il sistema di combattimento, ripreso da Virtua Fighter, viene ulteriormente valorizzato e reso più centrale nel corso dell’avventura. Questo secondo atto della storia si presenta inoltre sensibilmente espanso anche sul fronte dei contenuti, con l’aggiunta di nuovi giochi arcade, ma anche una serie di sfide per gli amanti dei picchiaduro.

Comparto tecnico

Come detto poco sopra, il lavoro di conversione non è certamente tra i più memorabili, lo si potrebbe quasi definire un compito svolto abbastanza velocemente da SEGA per sfruttare la recente rinascita di cui è stato protagonista il brand fin dall’annuncio del terzo capitolo avvenuto all’E3 2015. A prescindere però dalla pochezza di questo porting, una doverosa menzione va alla colonna sonora di entrambi i titoli, ancora oggi capace di emozionare come poche altre. Si ha la sensazione che ogni brano sia stato studiato per ogni singolo momento della storia: c’è grande ricercatezza, una cura musicale ai limiti del maniacale tale da rendere Shenmue quello che è oggi, uno dei più grandi pilastri della storia del videogioco moderno.

Commento finale

Shenmue I & II sono due videogiochi che a prescindere dal periodo, e dal genere preferito, andrebbero vissuti almeno una volta per toccare con mano i titoli che hanno rappresentato la svolta del videogame moderno, inteso non solo come intrattenimento, ma anche come veicolatore di una storia capace di generare nel videogiocatore tanti sentimenti emotivi contrastanti: curiosità, amore, felicità, tristezza e divertimento.

Essendo una collection venduta a prezzo ridotto, e ormai anche l’unico modo per vivere (o rivivere) le avventure di Ryo senza puntare su vie traverse, ne consigliamo assolutamente l’acquisto. 

Shenmue I & 2

7.5

VOTO FINALE

7.5/10

Pros

  • Storia e personaggi ancora oggi memorabili
  • Colonna sonora eccezionale
  • Prezzo abbordabile
  • Gameplay sempre divertente...

Cons

  • ...ma il primo capitolo è invecchiato molto
  • Un porting senza troppo impegno

Commenta questo articolo