Space Hulk: Tactics – Recensione

Uno dei giochi da tavolo più apprezzati di sempre arriva su console con una nuova trasposizione. Ecco la nostra recensione di Space Hulk: Tactics!

  • Nome completo – Space Hulk: Tactics
  • Piattaforme – PlayStation 4, Xbox One, PC
  • Developer – Cyanide
  • Producer – Focus Home Entertainment
  • Distribuzione – Digitale/Disco
  • Data di uscita – 9 Ottobre 2018
  • Genere – Tattico
  • Versione testata – Playstation 4

Nato da una costola di Warhammer 40,000 nel lontano 1989, Space Hulk è probabilmente uno dei giochi da tavolo più rappresentativi appartenenti al marchio di Games Workshop. Atmosfere sci-fi con tinte vagamente horror sullo sfondo di un conflitto spietato tra la razza aliena dei Genestealer e gli Space Marine.

Nel corso degli anni il board game è stato oggetto di diverse trasposizioni nel mondo videoludico, grazie anche all’estrema semplicità delle sue regole, perfette per essere tradotte in un contesto digitale. Lo sviluppatore Cyanide, sotto l’ormai ricorrente etichetta dell’editore Focus Home Entertainment, prova a realizzare un nuovo adattamento di questo fortunato spin-off di Warhammer, puntando a tutto spiano su dei valori produttivi più alti del solito per licenze di questo tipo, con l’intento di offrire ai fan l’esperienza più fedele possibile al gioco da tavolo.

Abbiamo trascorso numerose ore in compagnia di Space Hulk: Tactics, e siamo finalmente pronti a tirare le somme. Ecco la nostra recensione della versione console!

A caccia di alieni… o di marine

Space Hulk Tactics si colloca all’interno dell’universo Warhammer 40,000, a bordo di un gigantesco relitto spaziale denominato per l’appunto “Space Hulk”.  Nei suoi angusti spazi si muove un gruppo di Space Marine che ha l’ordine di esplorarne ogni anfratto e verificare la presenza o meno di creature ostili a bordo. Ovviamente la situazione sfuggirà di mano quasi subito, e ben preso i nuovi inquilini della Space Hulk si riveleranno ai loro ospiti. Si tratta degli spietati alieni  Genestealer.

La storia, che viene raccontata unicamente dal punto di vista dell’Impero, si suddivide in due Campagne dedicate: una in cui impersoneremo i corazzatissimi Space Marine, e l’altra dove avremo il controllo diretto dei Genestealer.

Le due campagne si differenziano per uno stile di gioco completamente differente: se gli Space Marine devono muoversi coprendosi le spalle a vicende affidandosi unicamente alla forza di squadra,i Genestealer invece hanno come unico obiettivo quello di annientare i loro nemici facendo affidamento alla loro velocità e la superiorità numerica.

Questa differenza viene ben delineata in entrambe le campagne, sia quando giocheremo con o contro le due fazioni in gioco, e già da qui si evidenzia una grande cura da parte dello sviluppatore nel dare personalità a ciascuna fazione.

Una trasposizione fedele

Le due campagne presentano una mappa con punti di riferimento molto semplici, sui quali bisogna spostare la propria pedina per iniziare una missione, avanzare semplicemente nella storia, oppure recuperare crediti per potenziare le proprie truppe.

In missione il gameplay assumerà proprio le forme di un gioco da tavolo: visuale dall’alto, e una griglia fatta unicamente di corridoi in cui bisogna spostare le pedine. Ogni pedina avrà fino a quattro punti per turno, che si consumeranno in base al numero di caselle in cui avanzerà, e da questi bisognerà detrarne altri anche per impostarne le difese, la modalità allerta o per aprire le porte. I movimenti degli Space Marine sulla griglia sono piuttosto limitati, e il modo migliore per avanzare senza troppi intoppi è procedere a piccoli passi cercando di coprire i punti scoperti che gli alieni possono sfruttare per penetrare le loro difese.

Il numero limitato di punti azione stimola il giocatore a riflettere più volte prima di azzardare una mossa; complice anche la superiorità numerica e la mobilità dei nemici, e infine un limite di tempo prestabilito per portare a termine la quest in corso. Insomma, il livello di difficoltà può creare non pochi grattacapi se si gioca nella più totale casualità.

Come se non bastasse, i Genestealer hanno la capacità di mimetizzarsi nell’ambiente, e possono ingannare il giocatore con dei falsi segnali sul radar (avete presente Alien?) che potrebbero rivelarsi veri, oppure dei semplici bluff eccellenti che costeranno turni e l’esborso di preziosi punti azione. E questo ovviamente si riflette anche nel gameplay della campagna a loro dedicata, che spinge il giocatore a generare un costante numero di unità sul campo per opprimere i poveri Space Marine.

Come ogni buon tattico che si rispetti, Space Hulk non denigra anche l’elemento della casualità, dettato da un lancio dei dadi, la cui somma influenzerà il successo o meno di un colpo inferto ai nemici. Infine sono due le novità più stuzzicanti introdotte in questo capitolo: la prima sono le inedite carte da gioco, che permettono di ottenere dei bonus nel corso dei turni, allargando di conseguenza le manovre strategico; e poi troviamo l’inedita visuale in prima persona che aggiunge un pizzico in più di immedesimazione durante l’esplorazione delle strutture.

Se le carte funzionano e aggiungono ulteriore profondità al gameplay, la nuova visuale finisce sfortunatamente per passare in secondo piano, questo perché l’approccio richiede necessariamente di tenere d’occhio costantemente con una visuale dall’alto tutta la griglia e il posizionamento dei nemici. Una gradevole aggiunta insomma.

Personalizzazione estrema

Campagna a parte, Space Hulk: Tactics propone anche un ricco piatto di contenuti collaterali che spaziano tra multiplayer, schermaglie e un profondo editor di missioni. Quest’ultimo regala parecchie soddisfazioni, perché permette di modificare totalmente ogni aspetto della mappa, così come le fazioni coinvolte che oltre alla principale dei Blood Angels, comprende anche gli Space Wolve, Dark Angels e gli Ultramarine.

La personalizzazione delle mappe promette di tenere i giocatori incollati allo schermo per tantissime ore, grazie alla possibilità di costruire intricate mappe costellate di trappole, pulsanti e altre insidie. A rendere poi ulteriormente divertente l’editor ci pensa la sua interfaccia user friendly, mai complessa e sempre intuitiva.

Comparto tecnico

Dal punto di vista tecnico Space Hulk: Tactics si distingue rispetto ad altre incarnazioni per proporre un comparto tecnico con i cosiddetti “attributi”. Grazie all’Unreal Engine 4 lo studio ha potuto realizzare dei modelli con texture dettagliate che faranno la felicità degli appassionati.

L’arrivo del gioco su console inoltre ci aveva inizialmente allarmato, essendo un genere rivolto spesso e volentieri al mercato PC, dove le community sono più attive e la combinazione mouse/tastiera fa la differenza. Controller alla mano però, dobbiamo dire che il processo di conversione è riuscito piuttosto bene, con un codice quasi sempre fluido e un riadattamento del sistema di controllo perfettamente godibile.

Commento finale

Space Hulk: Tactics è un gioco strategico davvero ben congegnato che riadatta in chiave videoludica un gioco da tavolo eccellente e sempre sulla cresta dell’onda. Grazie alla presenza di ben due campagne, completamente differenti per il loro approccio e una buona rosa di contenuti paralleli a coronarne la grande longevità; l’ultima fatica di Cyanide si consacra come il miglior videogioco di sempre dedicato a Space Hulk e uno dei migliori giochi di strategia del momento. 

8

VOTO FINALE

8.0/10

Pros

  • Due campagne differenti
  • Eccellente trasposizione del gioco da tavolo
  • Editor delle mappe profondo e intuitivo
  • Livello di difficoltà discretamente alto
  • Buona realizzazione tecnica...

Cons

  • ...a volte l'IA può essere facilmente aggirata
  • Con gli Space Marine i ritmi di gioco sono spesso lenti

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