Spyro: Reignited Trilogy – Recensione (PS4, Xbox One)

La trilogia classica di Spyro rivive grazie al nuovo rifacimento di Activision. Ecco la nostra recensione di Spyro: Reignited Trilogy!

  • Nome completo: Spyro: Reignited Trilogy
  • Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One
  • Producer: ActiVision | Blizzard Entertainment
  • Developer: Toys For Bob
  • Distribuzione: Digital Retail
  • Data d’uscita: 13 novembre 2018
  • Genere: Avventura/Action/Platform 3D
  • Versione testata: PlayStation 4

Il draghetto viola più amato di tutti i tempi ritorna in una veste tutta nuova sulle piattaforme di ultima generazione, pronto, per riproporsi attraverso le prime tre opere della saga originariamente sviluppata da Insomniac Games, stiamo parlando quindi di: “Spyro The Dragon“, “Spyro 2 Ripto’s Rage” e “Spyro Year Of The Dragon“. L’attesa è finita e dopo un piccolo posticipo sulla tabella di marcia, finalmente la REIGNITED TRILOGY infiamma le nostre console casalinghe dimostrando che quella fiamma accesa alla fine degli anni ’90 in realtà non si è mai spenta ed assopita. Le ultime apparizioni del draghetto Spyro sono state attraverso il gioco Skylanders, ridisegnato per l’occasione, ma con un concept di base che non ha colpito come sperato, anzi, non ha fatto altro che far scaturire polemiche riguardo al Character design tozzo e articolatamente grezzo. Oramai, si aveva un po’ perso le speranze nel rivederlo slanciato e trionfante in un capitolo canonico su console, almeno fino ad ora.

L’eredità Perduta

Al contrario di come è accaduto per Crash N’sane Trilogy (La trilogia di Crash Bandicoot rivisitata da Vicarus Visions) non esiste nel remake nessun codice, nessun pattern di animazione, insomma, nessuna traccia di ciò che è stato fatto precedentemente da Insomniac Games, in quanto il file sorgente della storica trilogia non esiste più in quanto non si hanno più notizie a riguardo. Se Vicarus Visions con Crash ha comunque mantenuto parte di ciò che Naughty Dog aveva realizzato, come i frame delle animazioni, la fisica ed i collider, qui Toys For Bob ha completamente ristrutturato i tre giochi da zero, sia graficamente che tecnicamente, ciò vuol dire che hanno riscritto dalla prima lettera del codice all’ultima ed insignificante texture a schermo. Nulla è lasciato al caso quindi, il team ha dimostrato un grande talento nel riproporre Spyro così com’è nelle sue forme originali e migliorando ciò che ai tempi era già stato fatto.

Interpretazione tutta nuova

Quello che hanno realizzato i ragazzi di Toys For Bob non è solamente un remake, ma una vera e propria reinterpretazione del comparto artistico dell’intera trilogia. Nonostante i testi sono rimasti pressoché identici ma ridoppiati, l’estetica totale dell’intero gioco è notevolmente cambiata, ed è completamente slegata dal fatto che sia un remake.  Il gioco mantiene l’originale proporzione del Level design, ma tutto è stato ridisegnato in chiave cartoon dove dai colori, i dettagli le forme ed il senso estetico è molto “Blizzardiano“, d’altronde i rapporti tra ActiVision e Blizzard li conosciamo bene. Il gioco appare meraviglioso agli occhi, svecchiato dai poligoni grossolani, sa essere un prodotto estremamente bello e divertente anche nel 2018. Una chiave di intramontabilità non tanto volta alla spettacolarizzazione di un Character design se pur trito ma magistralmente ridisegnato, ma da un gameplay semplice, dove il fattore rilassamento e frustrazione sono ben equilibrate da rendere il gioco talmente versatile che il pad può  passare tra le mani di un hardcore gamer a quelle di un bambino senza cambiare difficoltà  o prestazioni.

La bellezza degli ambienti come detto in precedenza portano il gioco ad una caratura più alta rispetto ai banali remake, come accadde anche per quello di Shadow Of The Colossus (che potete leggere qui); la reinterpretazione dello stile grafico e delle forme funge da pilastro fondamentale per quanto riguarda il comparto artistico, e risaltano la minuziosa e maniacale qualità  in ogni minimo dettaglio di personaggi ed ambientazioni che gli sviluppatori hanno voluto implementare.

Risorgere dalle ceneri

Un altro piccolo esempio del grande lavoro svolto da Toys For Bob risiede nel primo capitolo della trilogia “Spyro The Dragon”, come la maggior parte di voi già saprà, Spyro in questo titolo deve liberare attraverso i livelli, tutti i draghi del regno pietrificati dal villain. Ebbene, se nel titolo originale il Character design si fermava ad un reskin/recolor dello stesso modello generico di un drago, qui invece, ogni drago ha un suo carattere, una sua forma, una propria voce, una mansione, uno stile ed un pattern di animazioni unico oltre chiaramente a caratteristiche come l’outfit, questo spinge il giocatore a scovare e liberare dalla maledizione anche il drago più nascosto ed occultato, proprio perché la sana ed ingenua curiosità lo spingerà a chiedersi, che forma avrà il prossimo drago? Quale saranno le sue caratteristiche? Che cosa avrà da dirmi? Anche le cinematiche sono riproposte in chiave totalmente nuova, e a tratti  in molte di esse, si fa fatica a credere che quello che si sta guardando è un videogame e non un film d’animazione.



Anche le animazioni di Spyro, il nostro beniamino sono state modificate e reinterpretate, se nel titolo originale si aveva una camminata goffa a causa delle zampette corte del draghetto, qui abbiamo un trotto impettito e fiero, così come la carica, che nel remake attraverso una dose massiccia di motion blur spettacolarizzazione ed aumenta vertiginosamente il senso di velocità, i frame dell’animazione del soffio di fuoco, anche qui si assumono diverse modifiche rispetto al solo inclinamento del capo in avanti dei titoli originali, nel remake possiamo osservare come il petto si gonfia il collo scatta in avanti e le guance spingono il fuoco fuori dalla bocca.

Se per molti titoli i dettagli e la cura di essi non fanno testo, direi che per Toys For Bob le cose sono ben diverse. Le musiche sono le iconiche di sempre, appositamente

Stabilità da record

Il gioco è tecnicamente molto stabile e mantiene un framerate fissato a 30 FPS, ma mai sotto una media critica. Nonostante la quantità di oggetti a schermo e di effetti particellari ed animazioni, rafforzate inoltre da un impianto di illuminazione ambientale da un peso colossale, il gioco risulta estremamente fluido sotto tutti i punti di vista, dando del suo meglio anche in momenti dove la grafica è particolarmente stressata, non abbiamo mai riscontrato cali di framerate drastici o preoccupanti. Questa fluidità naturalmente rende il gameplay leggero e fresco ma soprattutto divertente e spettacolare da vedere.

Come accadde inizialmente anche con Crash N’sane Trilogy, il gioco è (al lancio) disponibile solamente per PlayStation 4 ed Xbox One, ma come già annunciato dalla stessa ActiVision, se il prodotto avrà il successo sperato, le versioni PC e Nintendo Switch non tarderanno ad arrivare. Spyro d’altronde è un gioco iconico quanto potente per il pubblico di tutte le età. Di certo anche nella sua nuova forma rimane così unico e soddisfacente da essere attuale anche nel 2018 nonostante la sua ormai ventennale età, non nascondiamo di aver riacceso il nostro lato bambino giocandoci, e di essere rimasti ammaliati da Spyro adesso come allora.

Commento finale

SpyroRignitedTrilogy è un buon pretesto per avvicinarsi ad una delle icone più affascinanti del videogame per chi ancora non ne ha mai avuto l’occasione. Il suo fascino nuovo di zecca e rimesso a lucido per le moderne tecnologie saprà incantarvi come mai prima d’ora, svecchiato totalmente dal peso dell’età e dimostrandosi tutt’ora all’avanguardia del divertimento. Una pietra miliare quindi che torna più fiero e frizzante che mai a trasformare quella calda e dolce fiamma all’interno dei nostri cuori e trasformarla in un incendio di meraviglia e fantasia portandoci indietro nel tempo e lasciandoci senza fiato, e per una volta senza nostalgia.



8.7

VOTO FINALE

8.7/10

Pros

  • Grafica e stile meravigliosi
  • Animazioni eccellenti
  • Gameplay fluidissimo ed estremamente divertente
  • Un tuffo nel passato, ma in chiave attuale

Cons

  • Telecamera a volte poco precisa
  • Nonostante il doppiaggio sia migliorato, a tratti sembra non essere pienamente azzeccato

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