Strike Suit Zero – guerre stellari su Switch

Strike Suit Zero debutta su Nintendo Switch. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – Mortal Kombat 11
  • Piattaforme – PlayStation 4, Xbox One, Switch, PC, Nvidia Shield
  • Producer – Born Ready Games
  • Developer – Born Ready Games
  • Distribuzione – Digital
  • Data di uscita – 2 Maggio 2019
  • GenereArcade spaziale/shooter
  • Versione testata – Switch

Dopo aver fatto il suo esordio su PC nel 2013 a seguito di una campagna Kickstarter di ottimo successo, Strike Suit Zero è diventato nel corso del tempo un piccolo cult tra gli appassionati del genere degli space shooter arcade.

Parliamo di un prodotto che durante la prima release era afflitto da alcuni significativi problemi, sia strutturali che tecnici, parzialmente aggirati in una fase successiva dalla discreta Director’s Cut, che ha segnato anche l’esordio del titolo su Playstation 4 e Xbox One.

A distanza di qualche anno, solcando l’onda del grande successo di Nintendo Switch, Born Ready Games ha voluto cogliere l’opportunità di portare sull’ammiraglia ibrida della casa di Kyoto i suoi caccia spaziali trasformabili.

Grazie ad un codice fornito dal publisher, ci siamo imbarcati in questa odissea spaziale su Switch. Ecco la nostra recensione!

Spazio. Ultima frontiera.

La versione Nintendo Switch di Strike Suit Zero mantiene tutte le qualità dell’edizione Director’s Cut originale, introducendo tre nuovi Strike Suit, che offrono approcci diversi al gameplay e aggiungono una maggiore rigiocabilità per sbloccare tutti i potenziamenti.

Ai nuovi mezzi spaziali si aggiungono cinque nuove missioni, delle simulazioni che approfondiscono la mitologia di questo universo sci-fi. Il pacchetto, proposto al costo di 19,99 Euro, si presenta quindi sostanzioso, e nonostante la presenza di diverse rifiniture apportate in sede di post-release originale, la produzione non lima alcune delle problematiche intrinseche proprio all’interno del suo gameplay.

Strike Suit Zero infatti rientra in quella cerchia di produzioni sci-fi sparite da tempo dalla scena, che cerca di coniugare la simulazione spaziale arcade con quella di uno shooter robotico ad alta velocità, sulla falsariga di Zone of The Enders.



Il gameplay non è molto stratificato, e rientra nella categoria dei vecchi space shooter: a bordo di un caccia spaziale dobbiamo portare a termine una serie di 13 missioni della campagna principali, il tutto all’interno di livelli che ovviamente fanno leva sulla gravità zero. Il sistema di controllo impegna quasi tutto l’assetto del controller (i Joy-Con in questo caso), e tende a rivelarsi piuttosto farraginoso durante le prime ore.

Alla dimensione classica di gioco subentra la possibilità di trasformare la nave spaziale in un mecha, a patto di riempire la barra di energia, accumulando abbattimenti. Nella forma robotica la nave assume un sistema di controllo diverso che permette di muovere il robot su sei assi, con la possibilità di alternare missili a ricerca e colpi laser più ravvicinati.

La soluzione studiata dallo sviluppatore rende la parte robotica una sorta di deus-ex machina abbastanza sbilanciata, con l’aggravante di offrire poche opzioni di combattimento e manovrabilità. Gli scontri tradizionali restano sicuramente i più divertenti, complice la presenza di una visuale dal cockpit.

Anche qui però la profondità giunge solo a metà: la fisica negli scontri spaziali è quasi nulla, mentre la struttura stessa delle missioni e la varietà dei nemici è troppo sacrificata. Le armi non sono valorizzate a dovere, con i missili a ricerca a svolgere il vero ago della bilancia durante  i conflitti.

Per spezzare l’esperienza di gioco lo sviluppatore ha comunque introdotto dei caccia spaziali più tradizionali, ma anche qui sorge un problema di bilanciamento abbastanza evidente (ma anche sensato), sono sostanzialmente noiose da controllare essendo meno potenti delle controparti trasformabili.

Per quanto riguarda la qualità vera e propria delle missioni, tutte si muovono sulla stessa scia, con obiettivi principali e secondari ben poco variegati. La gestione della campagna presta comunque il fianco a delle critiche gestionali: le prime tre  missioni sono principalmente dei tutorial, mentre la missione conclusiva è completamente fuori contesto, e si traduce in un lungo corridoio costellato da qualche  trappola e un “boss finale” davvero sprecato.

A compensare la qualità altalenante di una campagna principale non gestita in maniera ottimale ci pensano le cinque simulazioni che fungono da prequel, più intense e divertenti. Il problema alla base di entrambe le campagne però, resta una narrazione abbastanza dimenticabile, con una storia relegata fin troppo sullo sfondo.

E’ un gran peccato vedere il grosso potenziale di questo mondo sci-fi sprecato, nonostante si percepisca comunque un “non detto” dall’enorme potenziali, più spiccato nel nuovo set di missioni, che portano il nome di “Eroi della Flotta”.

Guerre stellari su Nintendo Switch

La conversione su Nintendo Switch del gioco è piuttosto buona, ma non esente da difetti. Il nostro stress test si è concentrato soprattutto in portabilità, dove il titolo spicca sicuramente meglio, e il lavoro svolto dal team durante il passaggio degli asset non è stato molto traumatico.

Al contrario, sono le prestazioni a destare qualche perplessità: il framerate viaggia sulla scia dei 30 fotogrammi al secondo, ma lasciano il fianco scoperto a dei cali durante i momenti più frenetici dell’azione. Ad appesantire il tutto subentrano dei caricamenti piuttosto lunghi, e bug che causano il crash del gioco. Quest’ultimo è probabilmente uno dei problemi più critici, poiché le missioni in genere sono lunghe, e spesso il posizionamento dei checkpoint non aiuta.

Ci auguriamo quindi che arrivi al più presto una patch correttiva che riduca i caricamenti e corregga il crash dell’applicazione.

Ultima nota relativa alla conversione, riguarda in maniera più critica proprio i controlli, la cui macchinosità contribuisce a rendere l’esperienza da gioco su portatile molto meno comoda di come potrebbe sembrare. Alla lunga infatti può risultare faticoso e stancante per le mani esercitare la pressione sui medesimi tasti.

Questa è soprattutto una problematica nati dei due Joy-Con, che in più di qualche titolo possono affaticare e minare la godibilità, quando collegati alla console.



Commento finale

Al netto dei suoi problemi strutturali, solo parzialmente corretti dalla Director’s Cut, e qualche bug spuntato in fase di conversione, Strike Suit Zero resta una gradevolissima esperienza che consigliamo soprattutto a coloro che da troppo tempo sono a digiuno di queste produzioni.

Su Nintendo Switch sicuramente titoli di questo calibro non mancano affatto, ma il pregio della produzione di Born Ready Games è quello di coniugare lo space shooter arcade con quello di un action game robotico ad alta velocità. In entrambi i casi i risultati si rivelano altalenanti, ma mai pessimi.



Strike Suit Zero

6.5

VOTO FINALE

6.5/10

Pros

  • Il design delle astronavi
  • La colonna sonora
  • Prezzo ragionevole
  • Tutti i contenuti della Director's Cut

Cons

  • Nessuna novità
  • Il sistema di controllo non è il massimo dell'intuitività
  • Storia e narrazione gestite male
  • Missioni troppo risicate e semplicistiche
  • Coinvolgente, ma non troppo

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