The Elder Scrolls Online: Greymoor – nel cuore oscuro di Skyrim

The Elder Scrolls Online: Greymoor ci porta nella regione occidentale di Skyrim, tra streghe e vampiri. Ecco la nostra recensione della nuova espansione!

  • Nome completo – The Elder Scrolls Online: Greymoor
  • Piattaforme –  PS4, PC, Xbox One
  • Developer – Zenimax Online
  • Publisher – Bethesda
  • Distribuzione – Digitale/Retail
  • Data di uscita – 9 giugno 2020
  • Genere – MMORPG

The Elder Scrolls Online non è un gioco che ha tanto bisogno di presentazioni, sul nostro sito abbiamo dedicato periodicamente delle recensioni alle nuove espansioni principali lanciate nel corso di questi anni.

L’MMORPG di Zenimax Online era partito sotto i peggiori auspici ma, sulla falsariga di quanto accaduto con Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, il progetto si è risollevato al punto da ottenere un posto di meritato prestigio nel panorama dei giochi di ruolo online.

Quella di cui parleremo oggi è Greymoor, la nuova ed attesissima espansione che espande la controparte online della regione di Skyrim presente in TESO, spostando questa volta l’attenzione sulla parte occidentale, il cui epicentro è rappresentato dalla sempre maestosa città-fortezza di Solitude. Abbiamo trascorso una settimana intensa in compagnia dell’espansione e siamo finalmente qui per parlarne nella nostra approfondita recensione.

Tra streghe, vampiri e licantropi

Proseguendo sulla scia delle precedenti espansioni, con Greymoor l’MMORPG di Bethesda e Zenimax tenta nuovamente la via del capitolo autoconclusivo, dando la possibilità ai giocatori nuovi di approcciare il gioco partendo direttamente dalla nuova espansione.

Da questo punto di vista The Elder Scrolls Online: Greymoor può considerarsi a tutto tondo un “gioco nel gioco”, con una propria campagna del tutto autonoma che poggia ovviamente sulle basi della produzione principale. Questo dona al contenuto un senso di autonomia e rende meno traumatico l’accesso ai neofiti, i quali saranno liberi di vivere questa nuova avventura, familiarizzare con le meccaniche e successivamente approfondire gli spropositati contenuti offerti da questo imponente MMORPG.

Sulla scia di questa filosofia scelta dallo sviluppatore abbiamo quindi optato per la creazione di un nuovo personaggio, un Nord con abilità da Warden.

Fatto il dovuto prologo, il gioco ci lancia immediatamente nelle innevate e fredde terre della  Skyrim occidentale. Inizialmente spaesati su dove andare, sul sentiero che porta alla città di Solitude ci siamo imbattuti in un fuggitivo con una lettera importante.

Parte sostanzialmente così, da una lettera, una grande epopea dalla durata di circa 15/20 ore, che ci vede impegnati ad esplorare il lato più oscuro di una Skyrim al centro di un grande complotto che coinvolge Streghe, Vampiri e addirittura Lupi Mannari.

Gli artisti di Zenimax mettono in scena una Skyrim fedele allo spirito di quella originale vista nel quinto capitolo principale della serie, con un level design della mappa che ricalca location e strutture già percorse nei panni del Dovahkiin. Tutte quelle differenze più marcate (poche a dire il vero) invece sono ben giustificate da una collocazione temporale della storia antecedente a quella del gioco single player di ben 1000 anni. Ma tutto è reso riconoscibile, da Solitude fino all’iconico Dragon Bridge, e Zenimax dimostra grande attenzione anche dal punto di vista musicale e delle atmosfere, con evidenti rimandi e strizzate d’occhio al capitolo più popolare della serie.



Ma non mancano le novità, e la prima su tutte è senza ombra di dubbio Blackreach, un mondo quasi a parte, celato agli abitanti di Skyrim e considerato solo una leggende.

In questo abisso costellato da gallerie, schiavi e creature di ogni genere, vivono e tramano nell’ombra i vampiri, i principali antagonisti di questa espansione, i quali stanno scatenando su tutta la regione delle pericolose tempeste note come Harrowstorm, con l’obiettivo di sconvolgere i delicati equilibri socio-politici dell’intera regione.

All’interno del gameplay le Harrowstorm sono state integrate come degli eventi pubblici ai quali i giocatori possono partecipare per ottenere delle ricompense.

L’espansione riesce, tutto sommato, nell’ardua impresa di proporre una solida dose di contenuti capaci di renderla sempre galvanizzante per il giocatore. Questo ovviamente grazie alla più che buona storyline principale imbastita dagli sceneggiatori, che fa del suo punto di forza il fascino della cultura folcloristica.

Indiana Jones a Skyrim

Come detto nei paragrafi precedenti, contenutisticamente l’espansione punta molto sulla storia, ma non mancano anche delle sottotrame relegate alle quest secondarie. Qualche critica la si potrebbe muovere nei confronti della scelta di non introdurre qualche nuova classe, ma per arginare questa lacuna lo sviluppatore hanno introdotto nuovi rami di Skill: il primo è dedicato ovviamente ai Vampiri, ma anche mentre l’altro fa leva sulle Antiquities, forse la più grande novità contenutistica di questo DLC.

Gli Antiquities sono sostanzialmente dei manufatti sparsi in tutto il mondo di Tamriel e con essa fanno capolino anche nuove World Skill, come le Scrying Skills e le Excavation Skills, dedicate appositamente al recupero di questi oggetti speciali, con minigioco nel mezzo realizzato appositamente per l’occasione.

In buona sostanza i giocatori potranno assumere il ruolo di provetti archeologi per tutta Tamriel, con bottini che sfociano anche in cavalcature inedite.

Tra le altre novità si segnala anche un nuovo Trial, denominato “Kyne’s Aegis”, un nuovoevento dedicato soprattutto ai veterani dell’MMORPG di Zenimax.

L’obiettivo di questo nuovo Trial riunisce fino a 12 giocatori, i quali dovranno difendere il villaggio dall’assalto dei nemici, in una serie di ondate dalla difficoltà crescente, con tre boss fight nel mezzo a dare filo da torcere. Si tratta di un contenuto  dal sapore hardcore, indirizzato prevalentemente all’utenza che ha gò macinato ore e ore di gioco.

Per quanto riguarda l’accessibilità dei contenuti, Zenimax ha ormai introdotto lo  scaling dei livelli, questo significa che per garantire un gioco sempre godibile, i nemici avranno un livello adattato a quello del giocatore. Una trovata che permette ai ai nuovi giocatori di apprezzare al meglio l’esperienza, andando anche a soddisfare gli utenti di vecchia data.

Coloro che inoltre  decideranno di iniziare l’avventura con un nuovo personaggio potranno gustarsi anche un prologo del tutto inedito che prenderà il via proprio dalla Western Skyrim.

Commento finale

The Elder Scrolls Online: Greymoor prosegue sulla scia delle precedenti espansioni proponendo una rosa di nuovi contenuti solida, fruibile autonomamente dai neofiti e imprescindibile per i già navigati.

L’accessibilità del gioco, la sua pulizia nelle interfacce quasi orientate al mondo console non affaticano troppo una progressione tarata molto per fare eco al quinto capitolo principale della serie. La community che da tempo segue il mondo dei vampiri non potrà fare a  meno di apprezzare le nuove skill dedicate al vamparismo, appendice di un DLC che al centro degli eventi vede proprio i capisaldi per eccellenza dell’horror soprannaturale: vampiri, streghe e licantropi.

VOTO 7.5



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