The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III – Recensione (Switch)

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III arriva su Nintendo Switch. Ecco la nostra recensione della conversione

  • Nome completo – The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III
  • Piattaforme –  PS4, Switch, PC
  • Developer – FALCOM
  • Publisher – NIS America
  • Distribuzione – Digitale/Retail
  • Data di uscita29 giugno 2020
  • Genere – JRPG
  • Versione Testata Switch

Dopo aver capitolato su PlayStation 4 e PC, le vicende della gigantesca epopea fantasy che corrisponde al nome di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel arrivano anche su Nintendo Switch, private tuttavia dei primi due capitoli.

Considerando l’enorme valore narrativo di questa quadrilogia, la scelta di proporre la serie di Falcom su Switch partendo dal terzo capitolo è decisamente astrusa, ma non è certamente la prima volta la distribuzione occidentale ad opera di NIS America compie questi scherzi. Alla fine parliamo ovviamente di semplici tempistiche, una situazione che si era già compiuta a suo tempo proprio con PlayStation 4, ma non per questo poco opinabile.

Di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III abbiamo già parlato nel dettaglio nella nostra recensione dedicata alla versione PlayStation 4, quindi nell’articolo di oggi ci concentreremo soprattutto sulla qualità di questa conversione su Nintendo Switch.

Sangue e acciaio

Sulle pagine di cartoonMag non abbiamo mai nascosto il nostro interesse nei confronti di una serie che, in linea di massima, si è sempre distinta nel panorama moderno dei JRPG nipponici per una complessità narrativa estrema che il team di sviluppo ha distribuito non solo su ben quattro capitoli, ma ne ha anche disseminato alcuni snodi cruciali attraverso altri videogiochi appartenenti alla serie The Legend of Heroes, tra cui Zero no Kiseki · Crossbell Emblem e Trails in the Sky.

Presi nell’insieme infatti, queste tre saghe di videogiochi compongono un quadro a dir poco perfetto di un mondo fantasy in bilico tra lo steampunk e lo sci-fi, in cui si incontrano scontri socio-politici di ampio respiro che riguardano le principali regioni del mondo di Zemuria.

Gli eventi di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III in questo caso prendono il via un po’ di tempo dopo gli avvenimenti che concludevano il secondo episodio (qui la nostra recensione).



La tremenda guerra civile di Erebonia si è conclusa. Rean Schwarzer, noto ormai a tutti come l’eroico Ashen Chevalier che ha posto fine alla guerra, si è finalmente diplomato, tuttavia ha deciso di mettere in gioco le sue abilità duramente apprese sul campo di battaglia sui banchi di scuola, diventando un professore all’Accademia Militare Thors.

Destino vuole che Rean, una volta giunto in Accademia, si ritroverà a ricoprire il ruolo di istruttore per la nuova Classe VII, composta quasi totalmente da nuovi personaggi: Kurt Vander, Juna Crawford, Altina Orion (non del tutto nuova in realtà), Ash Carbide e Musse Egret.

Rean, che aveva già militato come studente proprio nella Classe VII dovrà dunque fare i conti con l’addestramento di un nuovo gruppo di potenziali eroi, ed è già da che possiamo iniziare a discutere del principale focus di questo terzo capitolo della serie: l’integrazione di nuovi e più giovani co-protagonisti che andranno pian piano a spostare su di loro l’attenzione dei riflettori, creando idealmente un passaggio di testimone che si concretizzerà poi nel quarto e ultimo capitolo della saga.

Nel corso della lunghissima storia, divisa ovviamente in capitoli, il giocatore pur vivendo la storia quasi sempre dal punto di vista del suo protagonista originale, si ritroverà ad esplorare anche la crescita della nuova Classe VII, come persone, ma anche come gruppo. Questo non solo creerà un senso di dejavu nel giocatore reduce dal primo episodio, ma anche nello stesso Rean, alle prese con situazioni già vissute da studente con i suoi vecchi compagni di classe, adesso però dalla prospettiva di istruttore.

Sorvolando su una trama che potrebbe richiedere veramente tantissimi paragrafi per essere snocciolata al meglio,  preferiamo dedicare qualche parola alle novità che hanno rinvigorito questo terzo capitolo della serie rispetto ai primi due capitoli, i quali pagavano lo scotto di essere stati concepiti addirittura per PS3 e PSvita.

Non è certamente una novità il fatto che le produzioni Falcom siano molto arretrate dal punto di vista tecnico e spesso è proprio il loro gameplay a fidelizzare tanti appassionati che, in altre circostanze avrebbero bollato queste produzioni come una totale mediocrità. La novità più consistenti di questo terzo episodio le ritroviamo proprio nello snellimento e, al contempo, della sua profondità, con un maggior lavoro speso nella rifinitura delle meccaniche per rendere più profonda e strategica tutta la componente ludica.

Partiamo dal rinnovamento dell’interfaccia, che ora associa lo schema frontale dei tasti ad una specifica funzione del sistema di combattimento a turni: tornano quindi le Craft che consumano i punti CP, le abilità magiche che utilizzano i punti EP, e infine le S-Craft che richiedono almeno un consumo di 100 CP, e garantiscono un quantitativo di danni molto più alto.



A questa struttura già rodata subentrano i Brave Order, ovvero degli ordini che permettono al gruppo di adottare una formazione specifica che garantisce bonus temporanei, al costo di un certo quantitativo di punti BP. La seconda novità, forse la più importante di tutte, è rappresentata dall’introduzione del Break System, che aggiunge una barra aggiuntiva ai nemici che, se ridotta a zero, li rende inermi e senza difese per un variabile numero di turni. Una meccanica che contribuisce a rendere gli scontri non solo più avvincenti, ma anche più articolati e ostici, in cui la coesione del gruppo è essenziale per uscirne vittoriosi.

Tornano anche le iconiche battaglie a bordo dei mecha. Questa volta Rean non solo potrà fare affidamento sull’imponente Valimar, ma anche gli studenti della nuova Class VII potranno contare sui Panzer Soldat, robot umanoidi basati sui Divine Knight.

La loro presenza nel gioco è più preponderante in termini di gameplay, con un combat system che recupera la struttura vista nel precedente episodio, ma aggiunge ora la possibilità di utilizzare oggetti per “curare” questi giganti d’acciaio. Tuttavia, rispetto al passato, per motivi legati principalmente alla storia, lo sviluppatore ha deciso di rendere queste fasi parte integrante della progressione della storia, tagliando la possibilità di richiamarli in battaglia, in qualsiasi momento.

Al posto giusto, sulla console giusta

Come accennato in apertura, Trails of Cold Steel è una serie concepita proprio tenendo in considerazione PSvita e proprio per questo motivo l’arrivo su Nintendo Switch della serie è forse una delle scelte più logiche e sensate nell’ambito dei porting. In primo luogo la base installata  della console ormai ha raggiunto dei picchi importanti, a differenza della piccola macchina di Sony, che ha sempre faticato a ritagliarsi una sua fetta nel mercato delle console portatili.

Vogliamo quindi rassicurarvi fin da subito: la versione Switch di Trails of Cold Steel III è solida e si gioca davvero che è un piacere, tanto in mobilità che sulla TV. Inevitabilmente, l’arretratezza del suo comparto grafico (che non ha subito alcun  potenziamento in questo porting) ci spinge a consigliarvi di giocarlo direttamente in mobilità.

Anche in questa versione Switch è stata poi mantenuta la doppia velocità di gioco, una feature che in produzioni di questo genere può effettivamente essere utile durante le lunghe sessioni di grinding dell’esperienza per salire di livello. Fattore che proprio nell’ottica della portabilità ottiene ancora più risalto.+

In termini contenutistici il titolo propone tutti i contenuti aggiuntivi pubblicati nelle altre versioni, anche se fatichiamo un po’ a giustificare la scelta di proporlo quasi a prezzo piano; parliamo pur sempre di un gioco uscito nel 2017.

Grande pecca come al solito, è la mancanza di una lingua italiana nella localizzazione che potrebbe minare la fruizione di coloro che masticano poco l’inglese.

Commento finale

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 3 segna il debutto della serie anche su Nintendo Switch, con un porting solido, ma che aggiunge ben poco all’offerta del titolo base. Poco per giustificare un prezzo quasi pieno, tenendo in considerazione l’anzianità del gioco. 

Tralasciando questi dettagli vogliamo comunque sottolineare che forse, tra tutti i porting realizzati da Falcom in questi anni, l’arrivo su Nintendo Switch è in un certo senso un modo per tornare ai principi di una serie che, diciamocelo, è stata studiata proprio per la fruizione in portabilità.

VOTO 7.7



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