The Lodge: Abbiamo visto in anteprima il film. Le nostre considerazioni

The Lodge, di Severin Fiala e Veronika Franz. Abbiamo visto in anteprima il film. Ecco le nsotre considerazioni. Il film arriverà nelle sale dal 16 Gennaio.

NON SONO UN CRITICO CINEMATOGRAFICO ripeto NON SONO UN CRITICO CINEMATOGRAFICO don’t panic

Trama:
Richard (Richard Armitage), dopo il suicidio della moglie Laura (Alicia Silverstone), decide di trascorrere le vacanze di Natale nel suo chalet di montagna con i due bambini Mia (Lia McHugh) e Aiden (Jaeden Martell) e la nuova giovanissima compagna Grace (Riley Keough). Un impegno improvviso lo riporta in città per una notte, creando cosi’ l’occasione per la ragaza di familiarizzare con i figli. Una volta soli, un’oscura presenza si manifesta facendo riemergere nella ragazza i traumi di un doloroso passato. Richard si rende conto dell’incombente pericolo e tenta di tornare a casa ma potrebbe essere troppo tardi.

Ora, sinossi alla mano, mi ero beatamente convinto di avere a che fare con un sixt sense wannabe (vorrei ma non so se posso), il che, tutto sommato, risultava intrigante, soprattutto all’inizio del film dove, rendo merito ai registi, si percepiscono tensione e angoscia, amplificate dalla scelta della fotografia (colori invernali e opprimenti il giusto).

Sfortunatamente il wannabe muore male quasi subito. Come riportato in sinossi dopo il suicidio della moglie (circa 6 mesi se non ricordo male) all’omino viene la spettacolare idea di comunicare ai due figli (un adolescente e una bambina) di voler sposare la nuova compagna e gli propone di passare il natale nello chalet di famiglia. Un luogo sperduto, isolato dalla neve e angosciante (no, niente a che vedere con Shining, lasciate perdere).

Sceneggiatura in fondo interessante, non supportata da una regia adeguata che crea più confusione che coinvolgimento.
L’idea di partenza è buona ma sviluppata in maniera approssimativa, appena sufficiente a giustificare l’investimento considerevole di un biglietto al cinema.

Ci sono momenti che sembrano dare il la ad un crescendo di angoscia e paura. Ho detto sembrano perche’ muoiono di regia interruptus in maniera brutale (un rumore, il cane che ringhia verso un angolo buio, un improvviso frastuono dissonante etc.).

Vorrei raccontarvi le emozioni che hanno suscitato in me almeno due degli attori, ma non lo farò per evitare l’accusa di spoiler premeditato. Sappiate solo che ne avrei appesi almeno due per i piedi bastonandoli, sulla schiena nuda, con legno di frassino impreziosito da edera velenosa.

Ora, ricordando l’incipit di questo articolo, abbiate pietà dello scrivano qui presente e, se deciderete di andare al cinema (che è cosa buona e giusta a prescindere) buona visione.

Fabio Di Pino per cM



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