The Surge 2: La consistenza del metallo, l’odore del sangue

La dura sopravvivenza in un mondo violento e senza speranza: The Surge 2 arriva con forza esplosiva sugli schermi. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – The Surge 2
  • Piattaforme – Windows, PS4, Xbox One
  • Developer Deck13 Interactive
  • Publisher – Focus Home Interactive
  • Distribuzione – Digitale, fisica
  • Data di uscita – 24 Settembre 2019
  • Genere – Action RPG
  • Versione Testata – PS4

Due anni dopo la pubblicazione del primo capitolo, The Surge torna alla carica con un sequel nato da un progetto piuttosto ambizioso. L’obiettivo dei ragazzi del team Deck13 Interactive è stato quello di limare al meglio i difetti del predecessore che ha lasciato una traccia non troppo memorabile nella storia del videogioco alla soulslike, un’imitazione sicuramente poco ispirata frutto di un lavoro poco approfondito. The Surge 2 si pone dunque come il secondo tentativo da parte degli sviluppatori di dimostrare il valore delle proprie idee e la voglia di riscattarsi nel migliore dei modi.

 

Dalla padella alla brace

La storia di The Surge 2 si presenta al giocatore in modo abbastanza lineare. A differenza del primo capitolo potremmo scegliere non solo il genere del nostro personaggio, ma anche il suo aspetto, attraverso un editor piuttosto semplice e dalle opzioni limitate ma ben spalmate e variegate. Il protagonista è l’unico sopravvissuto ad un incidente aereo piuttosto controverso e dalle dinamiche non ben chiare. La situazione non è tuttavia delle più fortunate, poiché si ritroverà imprigionato in un laboratorio della CREO, soggetto a terribili esperimenti dalla natura oscura e non definita.

Attraverso un escamotage narrativo piuttosto stereotipato – un’esplosione che ha seminato il caos all’interno della prigione – il nostro eroe avrà l’occasione di scappare. Non appena avrà messo piede fuori dalla sua cella, tuttavia, si ritroverà ad affrontare orde di nemici e droni dalle intenzioni non troppo pacifiche. Recuperata un’armatura nanopotenziata – chiamata esoscheletro, potrà finalmente interagire con la prima MedBay del gioco. Il funzionamento di quest’ultima, del tutto simile a quello di un falò nella serie Dark Souls, permette sia di potenziare l’esoscheletro che di rigenerare la presenza dei nemici sulla mappa.



Dopo l’antefatto, la situazione del comparto narrativo non migliora di certo, con un ritmo decisamente sotto gli standard dell’accettabile. Il mondo di gioco, vasto nelle interazioni ma limitato nelle dimensioni, non nasconde chissà quali grandi segreti e l’unica interazione con la lore assume la forma di note audio disseminate sulla mappa e documenti da leggere per poter carpire, almeno in parte, la gloriosa ma decadente storia di Jericho City, attanagliata dalla criminalità e da mercenari che hanno ricevuto il categorico ordine di eliminare qualsiasi traccia di vita dalle strade, ripulendole e assicurandosi che nessuno resti in vita.  Le motivazioni dietro tali ordini, inclusa l’identità del mandante, sono oscuri ed è compito del personaggio principale quello di portare alla luce segreti e profonde tragedie nascoste sotto gli strati del duro metallo che ricopre tutta la (neo)futuristica città.

Oltre a poche missioni secondarie di pregevolissima fattura, il livello medio della narrazione resta comunque su standard abbastanza bassi e ancora una volta poco ispirati. Ma non è di certo la storia il punto di forza di The Surge 2.

 

Una guerra… personalizzata

Se non è la storia ad elevare ad un punto più elevato la qualità del franchise, è certamente qualcos’altro: la personalizzazione e il gameplay. Per quanto concerne il primo, è opportuno parlare prima adeguatamente del secondo. Il personaggio di The Surge 2 ci apparirà subito più fluido  ed agile del vecchio Warren,  più atletico e sicuramente più versatile sotto ogni punto di vista. Il combattimento assume le fattezze di un comune soulslike, ma con differenze originali, accattivanti e sicuramente convincenti.

L’approccio al combattimento è piuttosto diversificato sulla base dello stile del giocatore: si potrà scegliere se imparare a memoria i pattern dei (pochi) nemici e dunque affrontarli con più sicurezza e frenesia, o di adottare la solita tattica dello “schiva e rolla” propria del più conosciuto titolo della From Software.

Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, il giocatore dovrà anche avere cura della posizione del bersaglio, poiché mirare alla gamba o al braccio porterà a un diverso epilogo. L’unico modo di ottenere potenziamenti per la propria armatura – oppure di cambiarla – è infatti attraverso il crafting, sicuramente fiore all’occhiello dell’intera produzione.

Mirando in punti ricoperti da pezzi di armatura – riconoscibili con un simbolo a forma di scudo – i nemici lasceranno cadere progetti da analizzare e costruire attraverso il recupero di materiali di costruzione sparsi sulla mappa. Insomma, The Surge 2 costringe ad essere più oculati e meno avventati, poiché la forza dei nemici in molte occasioni supererà la nostra e l’avere o meno un’armatura resistente potrebbe effettivamente fare la differenza. La personalizzazione è dunque tanta, con la possibilità di ottenere bonus parziali e totali in base ai set indossati.

Altro punto a favore del titolo è senza ombra di dubbio la possibilità di indossare praticamente ogni cosa – la regola è che se esiste nel mondo di gioco può essere nostro. Una filosofia credibile ed una meccanica che fa divertire. A differenza del suo predecessore, The Surge 2 presenta una certa varietà nel gameplay basata sulla presenza di diversi stili di combattimento in base all’arma scelta. Il protagonista potrà utilizzare asce a due mani, artigli, “spade” ad una mano e così via, ogni volta adattando il peso e la forza di ciò che impugna in modo tale da trarne sempre più vantaggi.



Anche il potenziamento delle caratteristiche è punto di forza del titolo, con la possibilità di distribuire punti in tre parametri volti a migliorare la nostra salute, la nostra resistenza e l’efficacia delle batterie.
Il sistema di gestione della salute non si baserà più sui medikit del capitolo precedente, ma bensì sarà affidato ad un metodo particolare di accumulo di energia che potrà poi essere trasferita in capsule da somministrare al personaggio. L’energia si accumulerà sulla base dei colpi inferti, di conseguenza il sottrarsi dai combattimenti porterà, a lungo andare, solo ad effetti negativi.

Altra caratteristica degna di nota è la parata. Il sistema di gestione è molto convincente ed ha un feeling davvero memorabile. Non basterà infatti solo parare, ma bisognerà direzionare la freccetta in base al punto in cui ci colpirà il nostro avversario – sopra, sotto, a sinistra o a destra – in pieno stile For Honor (per farne un paragone).

Punitivo è sicuramente il game over, con la perdita di tutti i punti accumulati e la possibilità di recuperarli solo recandoci in tempo nel luogo in cui li abbiamo persi – a creare ansia è sicuramente il timer in sovrimpressione, che tuttavia man mano guadagnerà secondi per ogni uccisione che faremo.

A darci man forte durante le nostre sessioni di gioco saranno i droni, una novità inserita ad hoc e fonte di salvezza soprattutto con boss o mob non umanoidi. I droni, di diversa funzione e caratterizzati da incisiva variabilità, potranno sancire la differenza nelle difficoltose ma spettacolari boss fight. Potranno essere utilizzati anche strategicamente per poter aprire shortcut o per raggiungere diversi bottini.

 

Il sottofondo alla battaglia

Il comparto tecnico di The Surge 2 non è particolarmente incisivo. Ad una colonna sonora non troppo ispirata si affianca una grafica globale decisamente sottotono. La maggior parte delle volte vi ritroverete con un’armatura anonima e priva di texture. Effettivamente quest’ultime non si caricheranno mai con tempestività: dall’ambiente al personaggio, il risultato è un completo disastro. Lo streaming delle texture non è solo l’unico dei problemi. Il gioco viaggerà a 60 fps stabili solo in modalità “prestazioni” – settabile dalle impostazioni – ma appunto sacrificando la qualità grafica. Gli fps caleranno drasticamente, dunque, nel caso in cui si dovesse preferire la qualità estetica all’effettiva fluidità nei movimenti.

I dialoghi – sottotitolati in italiano – ed in generale il modo in cui è narrata la storia non sono niente di particolarmente entusiasmante, è chiaro che le intenzioni degli sviluppatori fossero quelle di creare un videogioco dal gameplay innovativo piuttosto che ad una bella storia da raccontare.

Il passaggio ad un’ambientazione che fa dello spazio il suo punto di forza ha causato, inaspettatamente, un downgrade nella mappatura delle zone rispetto al titolo precedente. I luoghi sembreranno quasi tutti uguali, molto generici ed assolutamente anonimi, saturi di elementi a schermo che sarà possibile spazzare via senza un’apparente utilità o fine.

Sarà possibile aprire shortcut per raggiungere agevolmente i vari punti di interesse disseminati in tutta la mappa, ma il gioco non riesce, purtroppo, a creare quella  giusta familiarità tra il giocatore e Jericho City,

Commento Finale

The Surge 2 è un titolo che va goduto per quello che riesce ad offrire in maniera magistrale: un solido e frenetico gameplay, divertente come pochi. Una ventata di fresca innovazione nel parco titoli soulslike ed un netto distacco dal suo precedessore. Se si è alla ricerca di una storia avvincente o di profonde emozioni non è il gioco che fa per voi, ma se si desidera passare intere ore tra combattimenti e crafting allora è sicuramente il punto di svolta che stavate aspettando.

 



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7.3

VOTO FINALE

7.3/10

Pros

  • Gameplay innovativo
  • Sistema di crafting memorabile
  • Grande varietà di personalizzazione

Cons

  • Streaming texture pessimo
  • Comparto narrativo quasi assente
  • Feeling ambientale molto confusionario

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