Tunic: Cosa ne penso del nuovo indie Zelda-like

Tunic è un gioco indie sviluppato dal canadese Andrew Shouldice. Il gioco è stato rilasciato per PC, macOS, Xbox X/S e Xbox One.

 

Viene descritto principalmente come un gioco molto simile al famoso The Legend of Zelda, il giocatore si vedrà nei panni di una piccola volpe antropomorfa con un vasto mondo tutto da esplorare. È un action-rpg, con riferimenti ai Dark Souls.

Gameplay e Grafica

Tunic ha molto da offrirci da questo punto di vista, i punti di forza riguardano principalmente l’esplorazione e la risoluzione dei vari puzzle. Molti di questi mi hanno riportata indietro a quando giocavo a Portal i primi anni dalla sua uscita, e non mi sono mai divertita così tanto a setacciare ogni angolo del mondo per scoprirne ogni segreto dalla prima volta che ho giocato a Yume Nikki. Molti degli enigmi vengono riportati in un modo che non avevo mai visto fare prima d’ora. Infatti, in Tunic non troverete quasi nessun testo leggibile (tranquilli, il gioco è comunque in italiano), il che mi porta a parlarvi della caratteristica più geniale dell’intero gioco: il manuale d’istruzioni. Esplorando il mondo, infatti, troverai spesso delle pagine strappate sparse in giro, scritte principalmente in una lingua inventata (che può essere decifrata se ci si impegna), con qualche parola o riga in italiano, quel tanto che basta per darti il giusto ​​contesto per ciò che le immagini sulla pagina stanno cercando di comunicarti. Alcune pagine ti insegneranno i controlli di gioco (non esiste un tutorial iniziale), altre sono mappe, altre ancora toccano la trama, mentre quasi tutte danno suggerimenti a enigmi di cui spesso non ne capiremo la natura, se non quando si è arrivati quasi a finire il gioco.



La maggior parte delle lamentele che girano online riguardano il combattimento e la sua difficoltà. Sì, Tunic è impegnativo, spesso e volentieri ci ritroveremo in situazioni che riescono a essere piuttosto frustranti. Personalmente, riuscire a superare combattimenti o puzzle più impegnativi l’ho trovato piuttosto gratificante. Anche non riuscendo a ottenere un buon equipaggiamento, non ho notato tutta questa difficoltà di cui gli altri parlano. L’unica parte che definirei troppo complicata è la seconda fase del boss finale per il “bad ending”, poiché mi sembrava quasi impossibile schivare o spostarsi in alcune sue mosse.

Fortunatamente, in Tunic c’è la possibilità di attivare e disattivare a nostro piacimento la modalità ”No Fail Mode” o ”No Stamina Restrictions”: Se una battaglia diventa troppo frustrante o il combattimento in stile Soulslike non fa per te, attivandolo avrai la possibilità di rendere la tua partita molto più semplice. È un gioco che consiglio vivamente, soprattutto se vi piacciono le sfide più ardue.

Voto: 8.5 su 10