War Tech Fighters: scontro tra titani

I robottoni italiani di War Tech Fighters arrivano su Nintendo Switch. Ecco la nostra recensione

  • Nome completo – War Tech Fighters
  • Piattaforme – PS4, Xbox One, PC e Switch
  • Developer – Drakkar Dev,
  • Publisher– Blowfish Studios
  • Distribuzione – Digitale
  • Data di uscita – 27 Giugno 2019
  • Genere – Action
  • Versione testataSwitch

Dopo l’esordio di Project Nimbus: Complete Edition, la ludoteca di Nintendo Switch continua ad espandersi con altri titoli indie appartenenti al genere dei mecha, che tentano sempre di seguire la falsariga della serie Armored Core.

Una lacuna che, almeno sulla console ibrida di Nintendo, proverà ad essere colmata definitivamente a Settembre con l’attesissimo Daemon X Machina. Senza dimenticarci che nel mentre anche un pezzo da novanta è altrettanto atteso, ovvero lo strategico di SD Gundam G Generation Cross Ray.

I possessori di Switch stanno quindi vivendo una rifioritura di un genere che si è lentamente estinto nel corso degli anni, tenuto a galla dalla trilogia di Gundam Breaker, anch’essa suo deragliata di recente  con il discutibile New Gundam Breaker.

La fame di giochi a tema robottoni è sempre tanta dunque, e con War Tech Fighters gli sviluppatori italiani catanesi, noti come Drakkar Dev, hanno deciso di confezionare una produzione action molto ambiziosa che vuole omaggiare quel canovaccio dei real robot giapponesi, alla stregua di quanto fatto già dal più che buono Project Nimbus (qui la nostra recensione).

Grazie al codice fornitoci dal publisher abbia trascorse molte ore in compagnia del titolo, e siamo qui finalmente  per tirare le somme con la nostra recensione.

Spazio ultima frontiera

War Tech Fighters non brilla particolarmente per la sua storia, poco di un pretesto per mettere in scena una guerra tra fazioni, le quali sono apertamente in lotta per aggiudicarsi il controllo di vari pianeti, in quello spazio profondo che sarà meta ricorrente delle missioni affidate al giocatore.

Il concept narrativo si limita dunque a costruire uno scenario militaresco di stampo fantascientifico, non tanto dissimile da altri immaginari fantascientifici di grande spessore come Gundam o Macross. Di questi ne eredita la struttura del conflitto, ma frena volutamente l’acceleratore sullo sviluppo di un cast di comprimari che non aggiungono alcuna profondità alla lore del racconto.

L’intento dello sviluppatore, animato da una giusta consapevolezza di fondo, non è tanto raccontare una storia, quanto imbastire un gameplay che sappia coinvolgere il giocatore, motivandolo a salire a bordo dei giganteschi Mecha che caratterizzano questo War Tech Fighters.



E proprio parlando del gameplay, non sappiamo se gli sviluppatori abbiano avuto qualche contatto con la serie di Gundam Battle sviluppata da Artdink per PSP,  ma dal canto nostro abbiamo trovato diverse similitudini a livello di esecuzione, e ciò non è necessariamente un male, anzi.

Parliamo ovviamente di un action game, più virato sul genere degli shooter, con bersagli multipli a schermo e un mirino per agganciarli che funziona in maniera automatica. Nonostante il focus sia apparentemente proprio l’utilizzo delle armi a distanza, in realtà l’anima di War Tech Fighters si presenta leggermente più stratificata di come appare inizialmente; le armi bianche come spade e scudi giocano un ruolo principale soprattutto durante gli scontri con altri mecha, poichè avvicinandosi a essi è possibile entrare in una fase alternativa dello scontro in cui si assumono quasi i connotati di un picchiaduro in cui sarà necessario il giusto tempismo alternando i fendenti e le parate.

Ogni arma, così come l’utilizzo dei thruster di volo, dipendono tutte dalla barra stamina azzurra che affianca quella dei punti vita. Pur sembrando una semplificazione, questa scelta in realtà si rivela una mossa per approfondire l’anima più strategica di un videogioco che nel corso dell’avanzamento tende a diventare sempre più articolato e difficile.

Non è Armored Core, ma quasi

Questa stratificazione di cui parliamo passa ovviamente per l’hangar, ovvero l’hub centrale da cui è possibile selezionare le missioni, consultare la storia e le opzioni. Al suo interno però i giocatori possono anche gestire il proprio mecha, apportando modifiche che non hanno solo valore estetico, ma anche statistico. Non siamo minimamente al livello di complessità raggiunto da uno qualsiasi degli Armored Core di From Software, ma è lodevole l’impegno dello sviluppatore nell’introdurre un pizzico di elementi ruolistici, perfetti anche per tenere il giocatore incollato alla console mentre cerca di potenziare tutte le capacità del mecha, o ricercando i progetti utili a sbloccare un nuovo di componenti da acquistare.

Anche la struttura stessa delle missioni cerca di essere meno ripetitiva, con alcuni momenti in cui subentrerà qualche breve fase di ricerca per trovare materiali specifici, corredati da alcuni brevi minigiochi. Purtroppo queste fasi bisogna dire che non sempre funzionano benissimo, o quantomeno, tendono a spezzare molto il ritmo, con il rischio di stufare il giocatore.

Il che ovviamente è quasi paradossale, perché è palese la loro introduzione all’interno del gameplay per rendere la formula di gioco meno monotematica.

Tu chiamali compromessi

E’ indubbio che War Tech Fighters che riesca a regalare momenti molto divertenti facendo della semplicità e l’accessibilità un suo punto di forza, ma purtroppo la produzione finisce col patire la sua origine da indie game, e ciò si evince da un comparto grafico non proprio eccellente, e scenari sostanzialmente spogli, pensati per essere delle arene virtuali a tutto tondo con un background a corredare le battaglie.

I modelli dei mecha non sarebbero neanche tanto male, se non fosse per una direzione artistica con ben pochi guizzi, e generalmente molto anonima. Ma il peccato più grande non sono neanche le animazioni legnose e l’assenza di un feedback dei colpi durante gli scontri ad arma bianca, ma i suoi tempi di caricamento estremamente lunghi durante le missioni.

Parliamo di caricamenti che possono raggiungere anche i 40 secondi, e vista la loro frequenza dentro e fuori le missioni, il rischio di spazientire il gioco è molto alto, e cozza con la possibilità di fruirne in mobilità. Ci auguriamo che almeno da questo punto di vista vengano rilasciate delle patch per migliorare l’esperienza, in questo senso.

Commento finale

Al netto di certi limiti, imputabili alla natura della produzione, War Tech Fighters è una gradevolissima esperienza che porta ancora una volta in auge un genere che sta fortunatamente rifiorendo sul mercato. Un prodotto che si avvale di una semplicità di fondo solo apparente, ma che richiede comunque di investire tempo per affinare al meglio le capacità del proprio mecha. Gli amanti del genere troveranno più di qualche motivo per apprezzarlo, ma ci auguriamo che vengano risolti i problemi di natura tecnica che affliggono i caricamenti su Switch.



War Tech Fighters

7

VOTO FINALE

7.0/10

Pros

  • Piuttosto longevo
  • Personalizzazione dei mecha
  • Uno shooter semplice e accessibile, ma che non denigra un po' di strategia

Cons

  • Il mecha design è anonimo
  • Tecnicamente è molto arretrato
  • Tempi di caricamento troppo lunghi
  • Alcune idee spezzano il ritmo
  • Rischia di essere ripetitivo molto in fretta

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